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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:17

«Perugia 1416», lo storico Franco Cardini: «Grazie a Braccio città ha ritrovato il lustro perduto»

Severini, Cardini e Paciullo

«Braccio da Montone ha avuto il merito, da piccolo feudatario, di aver concesso a una Perugia, in grande difficoltà in quel periodo storico perché preda della Mercanzia e, dunque, del privato, di ritrovare il lustro che era dovuto ad un Comune glorioso». Le parole sono quelle del medievista Franco Cardini che lunedì pomeriggio, nell’aula magna di palazzo Gallenga, ha tenuto una lezione su Braccio Fortebracci e il suo tempo; Braccio che sarà il protagonista di «Perugia 1416», la rievocazione storica in programma a Perugia l’11 e il 12 giugno e da molte settimane oggetto di discussione in città. «Perché – si chiede Cardini in una sala affollata – parlare del 1416 e costituire un’apposita associazione? Perché si sta perdendo la capacità di fare tradizione. E dunque occorre trovare mezzi, luoghi ed argomenti per ritrovare il senso della comunità per non dimenticare la nostra memoria collettiva».

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La lezione «La città di Perugia – ha detto, – celebra un suo eroe del quindicesimo secolo; si ricorda Andrea Fortebracci detto Braccio da Montone, la sua vittoria in battaglia e il suo trionfale ingresso in Perugia come signore. Il suo governo avrebbe coinciso, infatti, con otto anni di pace e di prosperità: sempre imperfette e relative, come lo erano nell’Italia del quattrocento, una terra e un periodo visitati dal Bello ma eccezionalmente tormentati dalle guerre, dalle carestie, dalla miseria. Braccio appartiene naturalmente alla storia, ma ha dato luogo a un mito restato a lungo in vita e a molte polemiche sul valore effettivo del suo esperimento. Con lui siamo in realtà all’inizio di una lunga fase della nostra storia nella quale, tra Petrarca e Machiavelli, nascerà un primo embrione di pensiero unitario per l’Italia e, insieme, si svilupperà quell’idea di “Stato opera d’arte” che costituirà uno dei fondamentali ingredienti del Rinascimento e della modernità occidentale».

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Un modello Cardini ha proseguito la sua lezione parlando di Braccio non come «di un capo guerriero o il sognatore di conquiste che qui celebriamo, bensì il modello, magari uno dei tanti, degli uomini e delle idee che hanno costituito l’humus della nostra identità. Celebrare Braccio e Perugia significa partire col piede giusto alla riconquista di una consapevolezza del passato che non è né retorica né antiquaria, bensì necessario elemento di consapevolezza civica. Il fatto che il trionfo di Braccio, come quelli dell’Antichità, si svolgesse simbolicamente e cerimonialmente attorno all’idea del recupero della pace costituisce soprattutto per i giovani di oggi un valore aggiunto sulla via della necessaria riacquisizione della coscienza del nostro passato come premessa a una corretta costruzione di un futuro di concordia e di progresso». A fare gli onori di casa, prima della lezione, è stato il rettore dell’Università per Stranieri Giovanni Paciullo, che ha deciso di far aderire l’Ateneo all’associazione così come fatto anche dallo Studium retto da Franco Moriconi e da altri istituzioni dell’alta cultura cittadina.

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Incontri L’appuntamento di lunedì pomeriggio si inserisce nell’ambito di una serie di iniziative organizzate in preparazione della festa di giugno. Nel weekend si sono tenuti una serie di incontri di approfondimento e poi un torneo di scherma medievale alla Rocca Paolina, mentre la sua adesione a «Perugia 1416» l’ha data anche l’Esercito, che si occuperà delle strategie militari di Braccio. «Altri incontri di condivisione con la città – spiega palazzo dei Priori – saranno organizzati a partire da fine marzo, con l’obiettivo, una volta dettagliate tutte le fasi operative della manifestazione, di ottimizzare la partecipazione dei cittadini stessi. A breve verrà svelato il programma completo degli incontri e delle conferenze».

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