Quantcast
sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 22:04

Perugia 1416, dallo statuto via l’obbligo di presentazione. Nata l’associazione: i nomi dei soci

La costituzione dell'associazione

di Daniele Bovi

Niente più obbligo di presentazione per coloro che vorranno far parte dell’associazione «Perugia 1416», nata ufficialmente lunedì pomeriggio a palazzo dei Priori. Dopo la bozza di statuto intorno alla quale si è ragionato nei giorni scorsi e che ha sollevato numerose polemiche proprio riguardo alla modalità di adesione, dall’articolo 6 della versione definitiva dello statuto affinata dal Comune insieme al notaio Brufani, scompare, per coloro che vogliono entrare nell’associazione, la necessità di essere presentati da almeno tre soci, due dei quali fondatori. Una misura che l’assessore comunale alla cultura Teresa Severini aveva difeso parlando di «blanda misura di salvaguardia».

LO STATUTO

I nomi Con la costituzione ufficiale di lunedì si alza il velo anche sull’identità dei soci fondatori, in tutto venti e in parte già emersi negli scorsi giorni. Uno di questi è Franco Ivan Nucciarelli, consigliere comunale di Perugia Rinasce, barelliano, poi ci sono Fabrizio Mosci (candidato nel 2014 nelle liste di Barelli e che ora lavora all’interno del gruppo consiliare), Giovanni Pedercini, giovane studente di Agraria, Francesco Forlin (nel 2014 candidato alle amministrative con Scelta civica), David Andrea Orsini, anche lui candidato nel 2014 ma in questo caso con la lista Progetto Perugia-Romizi sindaco (Orsini è presidente dell’associazione Acropolis e sue sono la immobiliare Orsini-Re e la Ipso art gallery di via Bonazzi), Antonio Chimisso e Marco Nicoletti, che lavora in assessorato insieme a Severini.

L’ASSMBLEA DI VENERDÌ: «COME FESTEGGIARE CAPORETTO»
LA BOZZA DI STATUTO

Gli enti Oltre a loro ci sono l’avvocato Michele Antonioni (anche lui candidato con la lista pro-Romizi Progetto Perugia), Leonardo Cenci (animatore dell’associazione di volontariato impegnata nella lotta contro il cancro «Avanti tutta») e il pediatra Giancarlo Barboni, per lunghi anni direttore della struttura di Neonatologia all’ospedale di Perugia. Quanto agli enti pubblici ci sono Comune di Perugia, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, l’Accademia di Belle Arti, l’Università dei Sapori, l’Aics, Associazione italiana cultura sport, l’Associazione Ipso Gallery, l’Associazione Radici di Pietra, l’Associazione Priori, l’Associazione Porta Eburnea. Parte integrante del progetto anche il Consorzio Perugia in centro e il conservatorio, che devono perfezionare le pratiche di adesione. Niente da fare invece per la Camera di commercio, che darà il suo contributo ma che ha deciso di rimanere fuori in linea con la politica di austerity imposta dalla riforma degli enti camerali voluta dal governo.

CARDINI: «GRAZIE A LUI PERUGIA HA RITROVATO LUSTRO»
LE ASSOCIAZIONI SULLA RIEVOCAZIONE

Le cariche Nominati anche i membri del consiglio direttivo, organismo eletto dall’assemblea che potrà essere composto da tre a sette membri (la sua durata è di tre anni ma in questo primo caso si potrà arrivare fino a cinque): Severini per conto del Comune sarà il presidente, suo vice Nucciarelli, Orsini segretario, Forlin tesoriere e il professor Tosti, delegato del rettore, rappresenta l’Università degli studi. I probiviri sono invece Mario Orsini (Ipso Gallery), Antonio Chimisso e Michele Antonioni. Severini, al centro delle polemiche in queste ore per aver apostrofato duramente coloro che venerdì hanno dato vita all’assemblea «Ritorno al passato» («non amano la città», «vigliacco non avermi invitato», «avrebbero fatto meglio a starsene a casa»), ha parlato dei «tantissimi comitati» che si stanno formando in città: «Questo – dice – è la conferma che il primo scopo del progetto “Perugia 1416” è stato già raggiunto, ossia aver unito il centro con le aree della periferia, realizzando quella comunità d’intenti che in passato si era in parte perduta. Credo fermamente che i valori che stanno alla base di questo progetto, siano valori condivisi sia da tutti coloro che siedono intorno a questo tavolo sia, soprattutto, dai nostri concittadini. Perché Perugia 1416 vuole essere proprio questo: identità, condivisione, partecipazione di giovani ed anziani al rilancio di un’intera città».

PERUGIA 1416, LE POLEMICHE SULLO STATUTO
LA PRESENTAZIONE DI PERUGIA 1416

Niente presentazione Tornando alle modifiche allo statuto, vengono aggiunti altri tipi di soci oltre a «fondatori» e «associati». In primis ci sono quelli «ordinari», ovvero coloro che vorranno mettersi a disposizione della manifestazione in ogni modo, quelli «onorari» (coloro che «abbiano acquisito particolari benemerenze e/o significato e/o chiara fama a livello nazionale e internazionale nel campo delle finalità dell’associazione») e infine i «sostenitori», cioè quelli che oltre alla quota ordinaria vorranno aprire ulteriormente il portafoglio «erogando contribuzioni volontarie straordinarie». Chi vorrà aderire potrà presentare la domanda che verrà vagliata dal consiglio direttivo che, in caso, la approverà. Nessuna novità per la sede, che si trova negli uffici dell’assessorato alla cultura di palazzo della Penna, così come per gli scopi generali.

Marchio e iniziative Qualche novità c’è invece, rispetto alla bozza, riguardo al marchio. In un primo momento era prevista la registrazione da parte del Comune, che avrebbe poi concesso utilizzo e sfruttamento all’associazione in base a un futuro accordo. Nello statuto definitivo si dice invece che il marchio sarà registrato dall’associazione e che l’utilizzo sarà consentito anche al Comune. Intanto proseguono gli incontri di preparazione in vista della manifestazione dell’11 e 12 giugno: mercoledì alle 17.30 alla sala Sant’Anna il professor Claudio Finzi, docente ordinario di Storia delle dottrine politiche dell’Università di Perugia, approfondirà la figura di Braccio Fortebracci, a partire dalla narrazione che ne fece il suo biografo Giovanni Antonio Campano nel 1458.

Twitter @DanieleBovi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.