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sabato 22 gennaio - Aggiornato alle 21:19

Perugia 1416, affidata realizzazione di 32 costumi: spesi 37 mila euro, coinvolte anche le detenute

Figuranti nell'ambito di una manifestazione di Perugia 1416

di Daniele Bovi

La macchina di «Perugia 1416», la manifestazione che avrà il suo culmine l’11 e il 12 giugno, continua a scaldare i motori ed entra nel vivo dell’organizzazione. Negli scorsi giorni infatti gli uffici dell’assessorato alla cultura hanno dato l’incarico a due ditte umbre (la Gelsi Costumi D’Arte di Gualdo Tadino e quella della costumista di Assisi Cinzia Rosignoli) di realizzare alcuni dei vestiti che verranno usati durante la manifestazione. In tutto si parla di 37 mila euro circa per dieci costumi da priore, uno da portatore di stendardo, cinque da alfiere, altrettanti da console più undici cartamodelli e fornitura delle stoffe per realizzare i vestiti di sette trombettieri e quattro mazzieri, che verranno realizzati materialmente dalle detenute del carcere di Capanne. I fondi arrivano anche dal milione di euro stanziato dal Ministero dei beni culturali per Perugia capitale italiana della cultura e da quelli dell’Agenda urbana, e infatti i vestiti verranno poi custoditi, quando verrà realizzato, all’interno del «Museo della storia della città di Perugia», inserito proprio tra i progetti di Perugia capitale italiana della cultura.

LO STATUTO

Vestiti nel nuovo museo Un museo, quello che l’amministrazione vuole realizzare, che si rivolgerà in primis alle giovani generazioni per rafforzare «l’identità perugina e il senso di appartenenza alla città» e che avrà come principale interlocutore il mondo della scuola. I vestiti insomma faranno parte di quella che il Comune vuole che sia «un’esperienza coinvolgente e altamente interattiva». Tornando ai costumi (che ovviamente dovranno essere tutti filologicamente corretti), questi saranno i protagonisti della giornata del 12 giugno, quando si terrà il corteo storico nell’ambito di una manifestazione che avrà al centro la ricostruzione di mercati e accampamenti medievali, la realizzazione del Palio dei Rioni e, appunto, la sfilata. La ditta Gelsi, che ha lavorato per produzioni teatrali e cinematografiche nonché per molte manifestazioni come Quintana, Calendimaggio e Palio delle Botti di Montepulciano, entro il 20 maggio dovrà consegnare i costumi più elaborati, ovvero quelli delle più alte magistrature cittadine dell’epoca.

STATUTO, PER I NUOVI SOCI NIENTE PIÙ OBBLIGO DI ESSERE PRESENTATI
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I costumi In particolare si tratta di dieci costume da priore (veste lunga e sopravveste di colore nero e rosso), uno da portastendardo in velluto bianco e rosso con stemma del Grifo più sette cartamodelli per trombettieri e quattro per mazzieri più la stoffa, rigorosamente bianca e rossa. La ditta gualdese, per un totale di 29 mila euro (Iva compresa) si occuperà anche del coordinamento e della supervisione della realizzazione di questi ultimi undici vestiti, che il Comune vuole affidare alle detenute di Capanne sulla base della convezione con il carcere, datata 2013, che punta a impiegare i detenuti in attività di supporto a piccole opere di manutenzione e di incremento del decoro cittadino. Quanto alla ditta di Assisi, da un ventennio lavora con compagnie teatrali italiane e straniere nonché per i Ceri, la Corsa dell’anello di Narni, le Gaite di Bevagna e altre ancora. Alla costumista e scenografa sarà affidata per ottomila euro la realizzazione (per i bozzetti si è ispirata a fonti pittoriche) di cinque costumi da alfiere e altrettanti da console. Ogni alfiere e ogni console avrà i suoi colori, che ricalcheranno quelli dei cinque rioni in cui è divisa Perugia.

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LA PRIMA BOZZA DI STATUTO

L’appuntamento di domenica Intanto continuano gli eventi collaterali in vista di giugno: domenica alle 17, alla Fondazione Marini Clarelli in via dei Priori 64, il rione di Porta Santa Susanna ha organizzato l’evento dal titolo «De gratia et bellezza me voglio vestir». Il programma prevede la proclamazione dell’accordo di collaborazione tra il rione perugino e la Magnifica Porta di San Facondino di Gualdo Tadino, e successivamente verranno presentati gli abiti per il corteo. Nel corso della giornata poi verrà scelta la dama del corteo e verranno raccolte le adesioni dei partecipanti alla sfilata e di coloro che vorranno dare una mano alla manifestazione. Nel frattempo i gruppi consiliari di Pd e Psi vanno all’attacco dell’assessore alla cultura Teresa Severini, che nelle scorse ore ha apostrofato in modo duro («non amano la città», «vigliacco non avermi invitato», «avrebbero fatto meglio a starsene a casa») coloro che hanno dato vita all’assemblea di venerdì in cui la manifestazione è stata molto criticata.

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LA PRESENTAZIONE DI PERUGIA 1416

L’attacco di Pd e Psi «Reazione scomposta inaccettabile» e «dichiarazioni incredibili e fuori luogo» dicono Pd e Psi ha aggredito i relatori dicendo ce dovrebbero starsene a casa, che non amano la città di Perugia, accusandoli addirittura di essere vigliacchi. Le sue dichiarazioni sono davvero molto gravi e offensive. Le associazioni, i relatori e gli studiosi che hanno partecipato al convegno hanno sempre dedicato tempo alla città, ben prima dell’attuale Assessore, contribuendo sotto varie forme alla crescita civile e sociale della città, non risparmiando mai critiche e sollecitazioni alle amministrazioni indipendentemente dal colore politico e nessuno li ha mai apostrofati così. Stiamo parlando di associazioni che negli anni si sono impegnate per coltivare il tessuto culturale della città e dei suoi quartieri e a cui le istituzioni devono molto. E di illustri studiosi la cui opinione non si può liquidare con spocchia e fastidio». Nel mirino poi ci sono «la sua incoronazione, a capo dell’associazione privata che disporrà dei molti fondi, degli spazi e, addirittura, del personale del Comune di Perugia. Oltre a lei numerosi candidati di centro-destra al consiglio comunale come Nucciarelli (Perugia Rinasce), David Orsini (Romizi Sindaco), Fabrizio Mosci (assistente di Nucciarelli e candidato con Perugia Rinasce), Francesco Forlin (Scelta Civica) e Michele Antonioni (Romizi Sindaco) fanno apparire Perugia 1416 più che un’associazione cittadina un centro di collocamento per candidati non eletti».

Twitter @DanieleBovi

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