mercoledì 26 febbraio - Aggiornato alle 23:45

Per manifestazioni, bande e cori cambia la musica, Regione: «Rivedere il tipo di sostegno»

Nel corso degli anni calo dei finanziamenti dell’83% e del 25%. La giunta: «Interventi insufficienti, serve una riflessione»

Una banda musicale

di Daniele Bovi

La musica, è il caso di dirlo, cambia. La giunta regionale dell’Umbria ha intenzione di modificare il modo con cui sostiene le attività di bande e cori dell’Umbria e anche quella delle manifestazioni storiche. Un settore, parlando solo del primo, che coinvolge tantissime realtà in tutto il territorio: basti pensare infatti che alle associazioni umbre più rappresentative (l’Anbima per le bande e l’Arcum per i cori), sono iscritte rispettivamente 54 bande e 58 cori. Nel complesso dunque si può stimare che siano almeno 1.200 le persone le persone coinvolte direttamente nelle attività (dal valore chiaramente sociale oltre che culturale) e altrettante indirettamente.

Cifre in calo A sostenere le tantissime manifestazioni storiche è una legge regionale del 2009 mentre per quelle di bande e cori ce n’è una del 2004. La prima stabilisce che per presentare le domande di contributo c’è tempo fino al 31 gennaio di ogni anno, mentre la seconda fissa i termini al 28 febbraio. Il problema, secondo la giunta, è che le due leggi nel corso degli ultimi anni sono state «criticamente sotto-finanziate». Per le manifestazioni lo stanziamento è passato dai 118 mila euro del 2016 ai 27 mila del 2018 fino ai 20 mila del 2019, anno in cui hanno beneficiato del finanziamento 28 soggetti, per una media quindi di poco più di 700 euro. Per bande e cori si è speso di più all’inizio degli anni Duemila, e la cifra si è poi stabilizzata intorno ai 40 mila euro del 2016, mentre nel 2018 e 2019 lo stanziamento è stato di 30 mila euro; i 71 beneficiari in questo caso hanno ottenuto, in media, appena 422 euro.

Serve una riflessione Una serie di interventi dunque ritenuti «insufficienti» sia in termini di «strategia culturale sia in termini – spiega la giunta – di economicità. Potrebbe essere opportuno, quindi, avviare una riflessione in merito – nelle more della predisposizione del bilancio regionale 2020-2022 – sul tipo di sostegno che si vuole dare, se si vuole continuare a darlo, a questi settori culturali». In attesa di capire quale strada prendere la giunta ha deciso di spostare i termini per presentare le domande al 30 aprile prossimo.

Twitter @DanieleBovi

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