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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:04

Orvieto candidata a Capitale italiana della cultura 2025: cercasi pool di esperti

Approvata l’adesione al bando del ministero, il sindaco: «Sfida stimolante». Anni fa l’ambizione del compianto Armillei per Terni

«Sfida stimolante e ambiziosa. Giocheremo la partita da protagonisti, capofila di un territorio e rappresentanti di una regione che merita tale palcoscenico». Così il sindaco di Orvieto Roberta Tardani commenta l’adesione al bando del Mibact con la quale la città della Rupe è stata candidata a capitale italiana della cultura. «La città – aggiunge la prima cittadina – saprà elaborare una proposta all’altezza. Siamo all’opera per costituire un comitato tecnico cittadino al quale affiancare un team di esperti in progettazione culturale».

Orvieto Il ministero della Cultura raccoglierà le proposte entro il 31 maggio dopodiché i Comuni o le Unioni dei Comuni che hanno inviato la manifestazione di interesse dovranno presentare entro il 13 settembre il dossier di candidatura che comprende il progetto culturale della durata di un anno. Entro il 15 novembre la giuria composta da sette esperti indipendenti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti e della valorizzazione territoriale e turistica, selezioneranno le 10 città finaliste che saranno successivamente chiamate a illustrare il proprio progetto in audizione pubblica. Il 17 gennaio 2023 è in programma la proclamazione della città vincitrice che riceverà un contributo di un milione di euro per la realizzazione dei progetti e delle attività previste.  «La Città di Orvieto – ricorda il sindaco – ha già tentato la candidatura in altre due occasioni ma sempre al seguito di altre realtà, nel 2015 di Todi e nel 2018 di Viterbo e Chiusi. Questa volta invece intendiamo giocare la partita da protagonisti, capofila di un territorio e rappresentanti di una regione che merita tale palcoscenico».

Terni Anni fa a tentare il percorso per la città dell’acciaio, capoluogo di provincia, fu il compianto assessore alla Cultura Giorgio Armillei. Il titolo di Capitale italiana della cultura nasce all’indomani della designazione di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 nell’ottobre 2014. L’impegno che avevano portato le sei finaliste a costruire dei dossier di candidatura di elevata qualità progettuale convinsero il Governo a proclamare le altre cinque concorrenti – Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena – Capitali Italiane della Cultura 2015 e a indire contestualmente una selezione per individuare, a partire dal 2016, la città meritevole di questo titolo. La prima prescelta fu Mantova, a cui seguirono Pistoia (2017), Palermo (2018) e Parma nel 2020, titolo prorogato anche nel 2021 a causa della pandemia. Procida è la Capitale italiana della Cultura oggi in carica, mentre nel 2023 sarà il turno di Bergamo e Brescia e per il 2024 è stata recentemente designata la città di Pesaro.

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