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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:02

«Occhi selvaggi», a Perugia l’Umbria degli anni ’60 nel libro di Sandro Baldoni

Proseguono gli appuntamenti della rassegna letteraria TimBooks: appuntamento giovedì alle 18.30 al Café Timbuktu

Sandro Baldoni

Giro di boa per TimBooks, che torna al Café Timbuktu per il primo incontro del 2023 con Occhi selvaggi, il nuovo romanzo di Sandro Baldoni pubblicato per e/o edizioni. L’appuntamento è per giovedì 19 gennaio alle 18.30: è ora la volta di un autore umbro, dopo il successo degli incontri con la toscana Simona Baldanzi, il romagnolo Matteo Cavezzali, i marchigiani Angelo Ferracuti e Giovanni Marrozzini.

L’autore Nato ad Assisi nel 1954, Sandro Baldoni è regista e sceneggiatore: ha iniziato lavorando in pubblicità e seguendo alcune delle campagne per il quotidiano il manifesto, dalla Rivoluzione non russa a Vent’anni dalla parte del torto, pubblicando poi sullo stesso quotidiano anche una serie di racconti, parte dei quali diventati materiale di spunto per il suo film d’esordio nella regia cinematografica, Strane storie-Racconti di fine secolo (1994), che gli è valso il Nastro d’argento per la migliore opera prima e una nomination ai David di Donatello. In seguito, ha scritto e diretto Consigli per gli acquisti (1997), Italian Dream (2007) e il documentario La botta grossa (2017), Nastro d’argento per il Cinema del Reale, in cui raccoglie testimonianze dei terremotati umbri e marchigiani.

Il libro Ed è proprio durante il periodo successivo al terremoto del 2016, nelle montagne tra Umbria e Marche, che comincia a concretizzarsi la scrittura di Occhi selvaggi. Qui l’Umbria rurale è presentissima: Marco Primavera, sei anni, si trasferisce con la famiglia dalla città in un paesino arroccato in cima alle montagne della Valnerina. Gli occhi del titolo del romanzo sono quelli del bambino, che guardano con stupore e timore il mondo degli adulti, mentre il trauma del cambiamento viene esacerbato dall’improvvisa morte della madre e dalle difficoltà economiche del padre. Nel frattempo il mondo sta cambiando – siamo negli anni ’60 – attraverso l’industrializzazione e la politica, e Marco e i suoi fratelli imparano ad apprezzare alcune regole di vita selvagge ma fortificanti, che li instraderanno nel vasto territorio della vita adulta trasformando queste quasi duecento pagine in un romanzo di formazione.

La presentazione Silvia Cohen, attrice di teatro e soprattutto cinema che ha lavorato, tra gli altri, con Gianni Amelio (era la moglie di Craxi/Favino in Hammamet), Paolo Virzì, Mario Monicelli, Lizzani, Luchetti, Muccino, accompagnerà Baldoni durante la presentazione con la lettura di alcuni passi del libro. A dialogare con l’autore, invece, sarà Marta Poli della redazione di Luoghi Comuni. «È un libro gentile, che si legge d’un fiato, leggero e consolatorio come tutti i ritorni al passato», commenta la redattrice, «un mix brillante di luoghi comuni degli anni ‘60 che scaldano il cuore con alcuni ricordi di vita più semplice e in cui i sogni potevano realizzarsi con meno fatica. Oppure», continua, «si poteva decidere di resistere, come ha fatto Marco, resistere in mezzo alle montagne: ai cambiamenti della vita, al boom economico o semplicemente all’urgenza di diventare grande». Una storia locale, dunque, a intrecciarsi con i piatti esotici proposti dalla cucina del locale africano, per il solito incontro tra letteratura e convivialità che caratterizza questa rassegna ideata dal Café Timbuktu insieme alla redazione della rivista Luoghi Comuni e in collaborazione con la libreria Mannaggia-libri da un altro mondo, e che da ottobre a oggi si è già ritagliata un proprio spazio nel panorama culturale perugino.

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