venerdì 24 novembre - Aggiornato alle 12:24

New York, Alberto Burri da record: giovedì all’asta un’opera del 1963 stimata 10 milioni

Da Sotheby’s verrà battuto un quadro della serie «Nero plastica» insieme a lavori di Warhol, Bacon, Lichtenstein e altri

Il «Nero plastica L.A» all'asta

di D.B.

L’ultimo record risale al febbraio 2016, quando la sede londinese di Sotheby’s vendette un «Sacco e rosso» del 1959 per 11,5 milioni di euro. E chissà che stavolta il prezzo non possa essere superato. Giovedì a New York, sempre da Sotheby’s, sarà messa all’asta un’opera del 1963 di Alberto Burri, uno dei rari esemplari della serie «Nero plastica», la cui quotazione (la stima, si legge sul sito di Sotheby’s, è su richiesta) secondo la stampa specializzata si aggira intorno ai dieci milioni di dollari. Un lavoro monumentale il «Nero plastica L.A.» (198×133 centimetri), in mostra alla retrospettiva «Alberto Burri: The Trauma of Painting» dedicata all’artista umbro tra i 2015 e il 2016 al Guggenheim di New York. In tutto di questa tipologia di plastiche del maestro, importanti ma mai apparse in un’asta, ne esistono sei; lavori che vengono considerati emblematici dell’astrazione di Burri degli anni ‘60. Secondo Grégoire Billault, direttore del dipartimento di arte contemporanea di Sotheby’s New York, «chi ha visto la retrospettiva di Burri al Guggenheim ha apprezzato l’energia esplosiva del monumentale “Nero plastica L.A”, una delle espressioni più alte ed audaci dell’astrazione degli anni Sessanta, oggi potente e rivoluzionaria come quando fu svelata al mondo quasi 55 anni fa».

LA SCHEDA DELL’OPERA SUL SITO DI SOTHEBY’S
«COMBUSTIONE» BATTUTA A 5,6 MILIONI
LA MOSTRA DI NEW YORK
«BURRI E LO SPAZIO DI MATERIA» A CASTELLO

L’opera In particolare il lavoro che verrà battuto giovedì a New York è appartenuto in origine alla Fondazione Burri di Città di Castello, per poi approdare nella collezione Mazzoleni-Schiavina di Torino; da lì, è finita nelle mani degli attuali proprietari. Precedentemente il monumentale quadro era apparso tra il marzo e l’aprile del 1986 alla galleria newyorchese DiLaurenti, poi in una mostra a Torino nel 2003 alla galleria d’arte Mazzoleni e infine, tra l’ottobre 2015 e il luglio 2016 al Guggenheim di New York e a Dusseldorf con «The trauma of painting». Nello stesso giorno Sotheby’s, nell’ambito di un’asta dedicata all’arte contemporanea batterà, tra gli altri, la «Testa di donna» di Roy Lichtenstein (quotazione tra i 10 e i 15 milioni di dollari), un Mao di Warhol (fra i 30 e i 40 milioni), un Basquiat (tra i 7 e i 10 milioni) e poi i «Tre studi su George Dyer» di Francis Bacon, con una quotazione fra i 35 e i 45 milioni di dollari. Insomma le opere del Maestro, le cui quotazioni negli ultimi anni sono salite in modo esponenziale, si trovano in ottima compagnia.

Twitter @DanieleBovi

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