mercoledì 19 giugno - Aggiornato alle 23:10

Arte contemporanea che ti viene voglia di comprare: Nello Bocci a Gubbio

Design, pittura materica, scultura, idee imprevedibili, materiale di ogni genere e cura dei particolari. Persino i supporti nell’opera

di Lucia Caruso

C’è arte e design, c’è ricerca e ispirazione, manualità e conoscenza, storia, futuro, materia e forma. C’è pensiero e azione. C’è tutto questo nella mostra dedicata a Nello Bocci (1945-2013) inaugurata domenica 9 giugno nell’affascinante cornice della Sala dell’Arengo di Palazzo dei Consoli a Gubbio. Numerose le opere dell’artista eugubino, per la prima volta tutte insieme, a rendere la cifra di un lavoro eccezionale, che spazia tra materiali e tecniche tra le più disparate, a raccontare di una creatività che è sapienza, studio e dedizione, di un’esperienza in cui linguaggi apparentemente diversi coesistono e interagiscono tra loro creando sinergie, rimandi, insospettabili dialoghi. E ne viene fuori un personaggio eclettico, audace, brillante, lungimirante, coraggioso, imprevedibile.

L’ouverture A rendere omaggio a questa, tra le figure più interessanti del panorama dell’arte contemporanea, tantissime persone: addetti ai lavori, curiosi, appassionati, amici. Presenti tra gli altri anche i critici Ettore Sannipoli e Giorgio Bonomi, i figli dell’artista, Michelangelo, Riccardo e Claudia, la moglie Cesarina Sannipoli, le sorelle Luciana e Stella e l’amico Toni Bellucci. «Questa esposizione – ha sottolineato durante l’ouverture il curatore della mostra Cesare Coppari – viene a coronamento di un percorso interpretativo che ha cercato di fare luce su una vicenda artistica quasi cinquantennale, capace di spaziare, attraverso i materiali e le tecniche più diverse, dalla figurazione all’astrazione». Il lavoro bocciano «è affascinante – per riprendere le parole di Coppari, profondo conoscitore della sua produzione artistica, – veder emergere da materiali così diversi una trama ricorrente di pensiero e azione, di forme espressive e di temi che passa a legare insieme opere prodotte anche a decenni di distanza. Accanto agli aspetti estetici, stilistici, espressivi e semantici della poetica di Nello Bocci, ad emergere è un’idea di arte come metodo pratico o tecnica e dell’artista come artiere, basi irrinunciabili alla riuscita estetica degli oggetti prodotti».

L’artista del suo tempo «L’artista – come spiega Giorgio Bonomi – si è cimentato con la terracotta, il gesso, il legno, il ferro, il bronzo, la pietra, il vetroresina, cioè materiali antichi e recenti, sempre utilizzati con un sentire contemporaneo. E’ l’ ‘artista del suo tempo’ di cui ha vissuto tutte le vicissitudini, le tensioni, le difficoltà ma anche le soddisfazioni”.

L’allestimento L’allestimento, curato da GU.FO Comunicazione visuale e realizzato con la collaborazione di Dettofatto, è raffinato e minimale, capace di esaltare la potenza espressiva delle opere e di sposare sapientemente l’architettura storica.

La mappa Ad accompagnare i visitatori nel percorso alla scoperta di Bocci è una mappa impreziosita dal QRcode, sulla quale oltre alle sedi della mostra sono segnati i luoghi in cui ci sono le principali opere di Nello Bocci, disseminate nel territorio eugubino.

La retrospettiva Tra rimandi storici e contemporaneità segnica si sviluppa il percorso che conduce all’interno di un’esperienza poetica affascinante in cui la visione si tramuta in suggestione tattile dando vita a un rapporto intenso tra le opere, l’artista e lo spettatore. Se la verticalità evoca il senso di sacralità, di continua tensione al cielo, a un dio, all’infinito, l’orizzontalità eclissa e rivela, allo stesso tempo, una semantica nuova, rassicurante, se la materia è scavata e riempita, l’epidermide della forma non è solo corpo ma concetto. Vibrazioni, ritmo, emozioni, ceramica in movimento, materia che suona, colori tanto forti quanto gentili e ancora…tronchi che avvolgono la terracotta. Legni in un abbraccio di sagome. L’abbraccio è anche quello più comune, ma la sua profondità è spiazzante. Ci sono giochi di geometrie e di cromie: la tavolozza di forme e colori è ampia e Bocci ci attinge con maestria ed ironia. Materia tanta, dicevamo: legno, ceramica, ferro. Ma poi pittura. Quella appunto fatta di materia. Quindi, oro, bronzo e figure. L’attenzione è persino sui supporti che sono un tutt’uno con l’opera d’arte. E poi c’è la sua Gubbio: i continui rimandi alla sacralità e alle tradizioni, la predilezione dei materiali, e la stessa scelta della collocazione del suo studio fortemente voluto dall’artista nel centro della città, crocevia di convergenze e condizione necessaria per imprevedibili aperture, è, al tempo stesso, la sagoma della sua operosità e l’orizzonte progressivo dello sguardo. «C’è – come sottolinea Ettore Sannipoli – da parte di Nello Bocci, l’esigenza di essere ‘tra noi’, di offrire il suo magistero alla cittadinanza, alle persone che aveva l’opportunità di conoscere o incontrare».

Contaminazioni La location non è semplicemente contenitore ma è essa stessa carica di contenuto. E così il dentro e il fuori si contaminano di bellezza. Quella piazza, Piazza Grande, monumento millenario a Gubbio, con la sua balconata con vista mozzafiato sui tetti della città e sulla valle, Palazzo dei Consoli, una tra le più grandiose realizzazioni urbanistiche medievali. Nello Bocci è qui. Nella sua mano l’omaggio più incredibile a questa meraviglia.

Info La mostra sarà visitabile fino al 21 luglio. Oltre a Palazzo dei Consoli, aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, le opere sono esposte presso la Biblioteca Sperelliana che sarà aperta da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Per gli aggiornamenti sulla retrospettiva è attiva la pagina facebook “Nello Bocci Scultore” e la pagina dell’evento “Bocci, una porta per aprire un pensiero libero”.

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