mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 20:04

Narni, una via intitolata a un robot: scatta la petizione, sarebbe la prima città d’Italia

Iniziativa del sindacato degli androidi ‘Deta’, con Hacklab Terni e Narnia fumetto: c’è lo zampino di Ermes Maiolica, ma è tutto vero

 

di Mar. Ros.

La città dell’Anello, si candida ad essere la prima città d’Italia, forse anche d’Europa, ad avere una via intitolata ad un robot. La proposta sarebbe già arrivata sul tavolo dell’assessore comunale Lorenzo Lucarelli, il quale sarebbe apparso tutt’altro che indifferente all’idea. entrare nella toponomastica della superba Narnia, sarebbe solo il segno tangibile di un lavoro straordinario che il Deta sta portando avanti da mesi. La sigla sta per Dipartimento Europeo Tutela Androidi, è il primo sindacato per androidi in Europa ed ha sede legale ‘simbolica’ a Terni.

Via Jeeg robot a Narni Lunedì è partita la petizione online, una raccolta firme per convincere l’amministrazione narnese e la collettività a compiere questo passo dell’intitolazione di una via della città a Jeeg robot. Questo il personaggio prescelto dagli addetti ai lavori e non certo a caso: creato dal maestro Go Nagai, Jeeg robot d’acciaio è il campione della lotta per la difesa della razza umana e se il principio sul quale si basa l’azione del Deta è il rispetto reciproco tra l’uomo e il robot, non vi è figura migliore; peraltro è molto conosciuto e ha una sua community del fumetto, il giusto compromesso tra un prodotto commercialmente apprezzato e il significato che ‘incarna’. Intanto hanno ufficialmente sposato l’iniziativa l’associazione HackLab Terni e il comitato organizzativo di Narni comics and games.

Deta Nel board del Deta lavorano numerosissimi intellettuali e le iniziative in cantiere sono molte e assai curiose; sarebbe stata persino stretta una collaborazione con Napalm per l’elaborazione di un videogioco in cui i robot acquisiscono sempre maggiore autocoscienza. «Un tema di straordinaria attualità vista la rapidità di crescita delle intelligenze artificiali alle quali ci stiamo abituando». Questo il commento di Matteo Paloni, uno dei soci fondatori del Deta: «Molto banalmente – racconta il giovane impiegato ternano a Umbria24 che si occupa di questioni legali e comunicazione – mi sono avvicinato a questo mondo leggendo qualche saggio sulla roboetica; è così che ho iniziato a interrogarmi sul rapporto uomo-macchina». Del progetto Deta, oggi fanno parte informatici, robotici, filosofi e antropologi, professori di diverse università non solo italiane. Dietro le quinte, al lavoro per il Deta anche Ermes Maiolica, ma come già avvenuto per il Faketory festival, è qualcosa di reale, concreto, vero.

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