sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 13:15

Narni sotterranea, taglio del nastro col mecenate messicano Luis Apperti

Roberto Nini realizza un sogno: sei secoli in un video e altri investimenti per 38 mila euro, Giovanni Rubini uomo chiave

di Marta Rosati

Un centinaio di persone a Narni nel giorno dell’inaugurazione dell’installazione video che ricostruisce sei secoli di storia della chiesa ipogea; ed è proprio nei sotterranei della città che tanta gente si è radunata per curiosare nel suggestivo mondo che vi si nasconde e che l’archeologo Roberto Nini sa raccontare splendidamente, lo stesso che – a nome dell’associazione Narni subterranea – dice: «Abbiamo realizzato un sogno». Dal Messico, ha contribuito a realizzarlo l’imprenditore Luis Apperti: «Tutta la mia famiglia che oggi è qui – ha detto martedì – ha creduto in questo investimento – racconta -, scoprire Narni è stata una gioia ma non ci avrei scommesso se non avessi trovato in Roberto Nini una passione tanto profonda per la storia, la cultura e il patrimonio che oggi gestisce».

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Narni Subterranea È di 38 mila euro l’importo complessivamente investito nel museo sotto terra. Non solo infatti è stata realizzata dalla Mymax Edutainment una ricostruzione virtuale per comprendere le varie fasi storiche che hanno interessato l’antica chiesa sotterranea scoperta solo nel 1979 ma con gli introiti delle visite al sito turistico-culturale e con un crowdfounding da 3 mila euro è stata anche restaurata una parete affrescata della chiesa (lavoro svolto dal restauratore Mauro Masci e dalla ditta Andrea Cascioli di Narni, in collaborazione con il Comune di Narni e la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell’Umbria) ed è stato completato il pavimento vetrato con i sottostanti effetti luce creati da Francesco Nini per far risaltare i recenti ritrovamenti archeologici, portati alla vista del pubblico da un nutrito gruppo di volontari. A pagare la realizzazione del video, come noto, ci ha pensato l’industriale messicano Luis Apperti che si è innamorato di Narni sotterrane quando il nipote acquisito, Giovanni Rubini (attuale presidente del consiglio comunale), lo ha accompagnato divenendo l’uomo chiave di una storia a lieto fine. Il mecenate martedì scorso è tornato in Italia proprio per il taglio del nastro e l’associazione Narni Subterranea lo ha ringraziato regalandogli una targa.

Roberto Nini A rappresentare l’amministrazione comunale di Narni, che ha seguito da vicino l’intero percorso, c’era l’assessore Lorenzo Lucarelli, fresco di nomina, che ha garantito «l’impegno di Palazzo del Podestà per far sì che i sotterranei della città diventino il fulcro e il motore del turismo cittadino promuovendo il museo in Italia e all’estero, in modo che possa aiutare l’intero settore umbro gravato dagli eventi sismici». Roberto Nini, va detto, in questo senso ha anticipato i tempi: «Nei momenti di crisi, sempre meglio investire – dichiara a Umbria24 -, e vedere l’interesse di tante persone che anche con un piccolo contributo hanno partecipato alla raccolta fondi promossa per i sotterranei di Narni è stata una vera gioia». Non è voluto mancare all’inaugurazione dei lavori il deputato Pd Giampiero Giulietti: «Iniziare la legislatura con un evento così – ha detto rivolgendosi a Lucarelli – è senz’altro di buon auspicio e dà il senso della grande sinergia tra tanti soggetti diversi della città, che troppo spesso viene menzionata esclusivamente per il suo tessuto industriale mentre vanta un patrimonio artistico-culturale di indubbio spessore».

@martarosati28

 

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