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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 02:01

Nanni Moretti a Perugia: «Facendo esperienza della pandemia non rinchiudiamoci più nei nostri tre piani»

Ospite in sala al PostMod il celebre regista ha incontrato il pubblico prima della proiezione del suo nuovo film: «Ritroviamo il senso di comunità»

Nanni Moretti al PostModernissimo di Perugia

di Danilo Nardoni

La terza volta in tre anni. I tipi del PostModernissimo lo ricordano ad inizio della proiezione e soprattutto dell’ospitata. Nanni Moretti torna sempre volentieri nella sala del cinema perugino, “anche se non capiamo il perché” scherzano. “Proprio da questo cinema – ha ribattuto subito Moretti – è partita lo scorso anno la mia tournée con la lettura dei Diari di Caro Diario e in quell’occasione ho subito constatato che la gente applaudiva a me che insultavo me stesso. E per questo ero contento”. È sempre il solito Nanni, questa volta a Perugia per presentare ‘Tre piani’, il nuovo film presentato in concorso al Festival di Cannes 2021, acclamato da 11 minuti di applausi.

Soggetto non originale Il celebre regista e attore ha così parlato del suo ultimo lavoro prima della proiezione delle ore 18.45. Poi subito in macchina direzione Umbertide – alle ore 20 ha presentato la pellicola al Cinema Metropolis – e successivamente ritorno al PostMod per il secondo incontro perugino delle 21.30. “È bello sapere che l’incontro è sold out e poi vedere che la sala è quasi vuota” scherza ancora Moretti ricordando che ancora bisognerà attendere il 15 ottobre per rivedere finalmente più gente al cinema, dopo l’annuncio da parte del governo per l’aumento di capienza nei cinema. Poi inizia a parlare del film: “Questo è il mio primo film non tratto da un mio soggetto originale. Stavo girando attorno ad un soggetto da tempo ma alla fine mi hanno detto di leggere tre piani (romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, ndr). Lo ho quindi letto e nonostante non fosse pronto per una sceneggiatura lì dentro c’era qualcosa che mi parlava: sentimenti, difficoltà e storie. Nel libro i racconti sono tre ma separati e invece noi li abbiamo intrecciati oltre a dare poi un arco temporale di 10 anni”. “Il libro – ha sottolineato ancora Moretti – racconta la tendenza a condurre vite isolate facendo a meno di una comunità che pensavamo non esistesse più. Ma la pandemia ha smascherato tutto. La comunità è tornata alla ribalta. Facendo esperienza della pandemia non rinchiudiamoci nei nostri tre piani”.

Sceneggiatura e attori Protagoniste sono tre famiglie, che abitano in un edificio borghese, dove la quiete regna sovrana e le piante adornano elegantemente l’ingresso della palazzina. Al contrario, dietro quelle porte blindate la vita dei condomini non è di certo tranquilla. Ogni appartamento nasconde problemi di coppia e famiglie irrequiete e, nonostante abitino piani diversi del palazzo, le loro vite finiranno inevitabilmente per scontrarsi. “Nel lavoro con attori e sceneggiatori do più energia perché anche una bella sceneggiatura, con bei dialoghi può essere rovinata da una cattiva interpretazione” afferma ancora Moretti per poi aggiungere: “A me piace soffermarmi sul lavoro della recitazione e lavorarci tanto. Secondo me i registi capisco poco dei loro lavori, ma a sembra che nel film ci sia differenza tra personaggi maschili e femminili: i primi sono fermi, non concedono nulla all’altro, le donne cercano invece di ricucire e rimediare e non sono ostili”.

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