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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 03:53

Musica, libri e non solo: mini documentari raccontano lavoro e società ai tempi dello smart working

Reinventarsi durante la pandemia. I progetti vincitori tra le associazioni, con storie made in Umbria, sono stati realizzati grazie al bando ‘Tv di Comunità’ del Corecom

Simone Frondini dell'Orchestra da Camera di Perugia

di D.N.

Affrontare attraverso video documentari la tematica estremamente attuale dello smart working, valutandone l’impatto economico e sociale nella nostra regione. Questo in sintesi l’obiettivo del bando Tv di Comunità 2020, promosso dal Corecom dell’Umbria, e rivolto ad associazioni, radio e tv. Un argomento, quello dello smart working, che intreccia, in maniera trasversale, diversi temi e politiche pubbliche e private; aspetti sia economici che sociali: qualità dei servizi pubblici, aspetti demografici, spopolamento dei grandi centri urbani e ripopolamento delle aree interne, congestione delle grandi città, inquinamento legato alla mobilità, qualità della vita, lavoro, contrattazione pubblica e privata e infrastrutture digitali. Il bando è stato pensato per analizzare e indagare le conseguenze economiche derivanti dallo smart working e le svariate implicazioni connesse. Ad aggiudicarsi i premi del bando, nella sezione dedicata alle associazioni, sono state Alberi Maestri con il video ‘Smart Orchestra’, MenteGlocale con ‘Smart working bookshop’ e RealMente con ‘Center worker’.

Smart working bookshop Presidi culturali preziosi per la vita di una città, le librerie indipendenti hanno fortemente subito le conseguenze delle limitazioni alle attività aperte al pubblico, rese necessarie dalle misure di contenimento della diffusione del Covid-19. Di fronte alla sfida di dovere tenere per forza di cose le porte chiuse, queste librerie “di quartiere” hanno dovuto reinventarsi per mantenere in vita le proprie reti e comunità, e, allo stesso tempo, per affrontare anche da un punto di vista commerciale il lockdown. A Perugia, in particolar modo, un esempio in tal senso è stato rappresentato dalla libreria indipendente ‘Mannaggia – libri da un altro mondo’, nel centro storico cittadino, che in pochi anni si è contraddistinta come un punto di riferimento per tutti gli amanti della lettura nel Capoluogo e non solo. A fronte dell’impossibilità di restare aperti, la libreria perugina ha così sviluppato un sistema di relazione con il pubblico e di vendita dei libri attraverso il web, “sfidando” – in un’originale applicazione dei principi dello smart working – la concorrenza dei colossi della distribuzione (amazon in primis). Un approccio proattivo che ha portato alla nascita di nuove sinergie con una realtà distributiva del territorio – ‘BICO: Bici Corriere’ – che è diventato il sistema di consegna in città, su due ruote, dei libri acquistati. Una collaborazione nata in una situazione di emergenza, e che si è poi consolidata nel corso dei mesi. Facendo buon viso a cattiva sorte, la piccola libreria indipendente Mannaggia ha saputo rispondere con inventiva alla crisi, trovando un valore aggiunto alla propria offerta facendo rete con un’altra piccola eccellenza del territorio. Nel video Francesca Chiappalone, titolare con Carlo Sperduti di ‘Mannaggia – libri da un altro mondo’, racconta brevemente la storia della libreria, come è cresciuta e come ha creato intorno a sé una bella comunità di lettori e appassionati di libri, e come ha saputo affrontare l’emergenza Covid-19 e il lockdown. Ci spiega come, attraverso i social e le mail, la libreria è riuscita a mantenere vivi i rapporti con i propri clienti, e a “trasferire” sul web la vita della comunità di lettori. Mannaggia ha implementato la vendita attraverso il web e la spedizione dei volumi attivando in città la collaborazione con una realtà perugina che si occupa di consegne a domicilio in modo sostenibile e originale, cioè in bici.

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Smart Orchestra Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile anche per il mondo della cultura e delle arti performative dal vivo e in presenza. In ambito musicale, i dati parlano di un calo del fatturato del 97% rispetto allo scorso anno, di uno scenario di crisi che durerà almeno fino a maggio 2021, e di 327.000 (dati Inps) professionisti che ad oggi non hanno alcun inquadramento, con il 27% di loro che ha dovuto lasciare, forse per sempre, il settore live. Anche in Umbria il colpo si è fatto sentire: nel corso dell’anno sono stati annullati, rinviati o fortemente ridimensionati tantissimi eventi e Festival. Per l’Orchestra da Camera di Perugia il 2020 sarebbe stato un anno ricchissimo di concerti in Umbria, in Italia e all’estero, con collaborazioni e progetti importanti in ambito classico, jazz (tour con Paolo Fresu) e pop (tour con Gino Paoli): impegni che il lockdown ha cancellato o, nel migliore dei casi, rinviato a data da destinarsi. Facendo di necessità virtù, i musicisti dell’Orchestra umbra hanno colto al volo l’occasione per ripensarsi attraverso gli strumenti digitali, applicando i principi dello smart working a un settore fortemente legato a riti e metodi considerati immutabili – il mondo musicale, e in particolare della Classica – in cui potevano sembrare inattuabili. In questo modo, l’Orchestra è riuscita a mantenersi attiva e, allo stesso tempo, a gettare le basi per il futuro. L’auspicata ripartenza della musica dal vivo con il pubblico in sala, infatti, sarà graduale e non certo facile, e si dovrà garantire il rispetto di stringenti norme di sicurezza, riducendo ad esempio la capienza degli spazi per i concerti. Per questo, per gli artisti sarà necessario poter integrare anche in futuro gli spettacoli dal vivo “in presenza” con la possibilità di fruire degli stessi da remoto, in streaming via internet.

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Center worker Quello analizzato nel video ‘Center worker’ è infine un tema molto attuale, che interessa diverse centinaia di persone, nella solo provincia di Perugia. Un argomento che intreccia, in maniera trasversale, diversi temi e politiche pubbliche e private; aspetti sia economici che sociali: qualità dei servizi pubblici, aspetti demografici, spopolamento dei grandi centri urbani e ripopolamento delle aree interne. Linda Fioriti, umbra di nascita e romana per lavoro, grazie alla possibilità dello smart working (necessario nella prima fase della pandemia) sta rivalutando molti aspetti della sua vita professionale e privata, valutazioni personali che incidono in un quadro più ampio e che aiutano a realizzare una riflessione più estesa sul fenomeno e sulle implicazioni dello smart working. Nel video la sua modalità lavorativa attuale si intreccia con riflessioni e ragionamenti più ampi, mostrando gli impatti sociali ed economici per i territori interessati. Per lei, come per altre persone nella sua condizione, la propria abitazione coincide in questo momento con il luogo di lavoro. Attraverso il racconto di una storia personale, vengono messi in evidenza considerazioni generali, mostrando gli aspetti positivi e negativi di questa nuova possibile normalità.

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