domenica 19 gennaio - Aggiornato alle 04:24

Musica classica, la parola alla Fondazione: «Educare all’ascolto i giovani e scelte variegate, di qualità e ‘terapeutiche’»

Intervista alla presidente Anna Calabro che racconta ad Umbria24 come sta evolvendo, tra i numerosi progetti, l’istituzione musicale perugina

Concerto della Sagra musicale umbra

di Danilo Nardoni

Perugia città della musica classica. Musica e città che vogliono sperimentare, guardare ad altre strade da imboccare. Una storia gloriosa ha caratterizzato questa musica da queste parti, prima ancora dell’ascesa del jazz. Tra un conservatorio molto importate, una vita associativa virtuosa e storici festival. Ed oggi tutto questo va avanti grazie alle attività multidisciplinari che la Fondazione Perugia musica classica porta avanti. A parlare ad Umbria24 di passato, presente, con i tanti nuovi progetti avviati, e anche di futuro è la presidente Anna Calabro, con un tentativo quindi di tracciare un bilancio e annunciare i nuovi traguardi. La Fondazione Perugia Musica Classica – ricorda subito Calabro – nasce nel 2003 «perché le due principali istituzioni musicali perugine, mostravano segni di crisi: il pubblico diminuiva e non c’era rinnovamento generazionale». Così vennero messe insieme in una Fondazione gli Amici della Musica di Perugia e la Sagra Musicale Umbra, accanto alle istituzioni musicali altri due soci fondatori: Comune di Perugia e Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. «Dopo 16 anni basta venire ai nostri concerti – afferma la presidente – per accorgersi che il pubblico non solo è molto aumentato ma è rappresentato anche da molti giovani. E questo è il frutto di un grande sforzo, che abbiamo compiuto per educare all’ascolto i più giovani. Da qualche anno abbiamo poi sviluppato una importante sinergia con la Fondazione Cucinelli che ci permette di offrire insieme al pubblico umbro una scelta musicale molto ricca e variata».

La musica classica, dai conservatori ai festival a questa dedicati, non può oggi non tenere conto delle nuove tendenze e degli anni che passano con interessi ed esigenze che si modificano e si integrano con altro. Come affrontate questo passaggio fondamentale per il futuro anche di una istituzione che ne deve garantire passato, presente ma anche futuro?
«Tutto si evolve e tutto deve essere pronto ad adattarsi ai tempi nuovi, ma c’è una regola fondamentale che è questa: la grande musica è quella che viene suonata con grande qualità e non si può pensare di svendere questa tradizione culturale così importante per la nostra storia culturale senza l’attenzione continua alla qualità della offerta culturale. E’ l’insegnamento che ci viene da Franco Buitoni, che ha fatto del rigore e della qualità un modello, per cui anche oggi Perugia viene riconosciuta nel mondo come una città importante per la musica classica. Questo però non ci impedisce di sperimentare nuovi percorsi: proprio in questi giorni si svolgerà un festival “Orizzonti” che mette insieme vari generi musicali per avvicinare un pubblico diversificato, ma sempre con grande attenzione alla qualità della offerta».

In Italia, ed in Umbria, si fa oggi abbastanza per la musica classica? Cosa servirebbe?
«Purtroppo in Italia si fa molto poco per la musica classica, basti pensare che è totalmente assente nel curriculum scolastico: si può uscire da un liceo non sapendo chi era Mozart o Beethoven e questo ci mette in cattiva luce tra i paesi europei. La musica classica ha bisogno di una educazione all’ascolto, non è immediata, necessita di abitudine e di attenzione, ma non è un compito è invece un grandissimo piacere, capace di regalare momenti di grande intensità emotiva. Servirebbe fare quello che stiamo facendo ormai da molti anni: abituare i ragazzi sin dalle prime esperienze scolastiche a fare e ad ascoltare musica. In questi anni abbiamo realizzato spesso insieme ai ragazzi oltre 470 concerti con più di 125.000 presenze e oltre 50 musicisti umbri coinvolti».

Amici della Musica e Sagra Musicale sono le vostre due eccellenze e rassegne storiche nel panorama non solo regionale. Cosa hanno portato a Perugia, all’Umbria e a tutta la scena musicale e culturale italiana?
«Per quello che riguarda la nostra regione e in particolare la nostra città non c’è stato nel passato o nel presente un grande musicista che non abbia suonato qui e da altra parte nel mondo il nome di Perugia è divenuto famoso; la prova è che tutti quelli che vengono a suonare qui sono stupiti di trovare un pubblico così attento e così preparato. Se si ascolta la grande musica si cresce sia come pubblico che come musicisti».

Amici della Musica di Perugia Fondati nell’immediato dopo-guerra, gli Amici della Musica hanno tenuto oltre 2.650 concerti a Perugia tra il 1946 e il 2019. Nel corso delle 74 Stagioni, si sono esibiti a Perugia i più grandi interpreti internazionali, affiancati da giovani promesse, sia italiane che straniere. Attualmente la stagione concertistica si svolge tra i mesi di ottobre e maggio e a partire dalla Stagione 2017-2018 organizza una decina di concerti ogni anno al Teatro Cucinelli di Solomeo in stretta collaborazione con la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli.

Sagra Musicale Umbra Dopo una prima edizione nel 1937, la Sagra Musicale Umbra ha ripreso l’attività nel 1947, presentando attraverso gli anni più di 1.240 concerti in tutta l’Umbria, dai centri maggiori (Perugia, Terni, Foligno, Orvieto, Assisi, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Todi) a quelli minori (Amelia, Acquasparta, Collescipoli, Montefalco, Norcia, San Gemini, Spello, Trevi e tanti altri). La Sagra Musicale Umbra si ispira non soltanto ad un repertorio sacro ma anche a lavori di alto contenuto spirituale in senso generico. Il Festival si svolge in un periodo di 10-15 giorni nel mese di settembre.

Passiamo alle sinergie e ai rapporti con gli altri festival musicali nazionali e soprattutto con i principali dell’Umbria, anche di altri generi. A che punto siamo?
«Stiamo cercando di costruire sinergie e collaborazione perché è solo creando reti che possiamo essere tutti più forti, ma credo che un festival come la Sagra Musicale Umbra, uno dei più antichi di Italia, veramente umbro perché si svolge in tante città della regione, con una forte dimensione di ricerca spirituale, possa rappresentare un richiamo importante dal punto di vista turistico per l’Umbria».

Ormai a caratterizzarvi è la multidisciplinarità. Sono numerosi i progetti di cui vi occupate. Quelli dedicati alla formazione e al sociale sono meno sotto i riflettori ma sono fondamentali per voi immagino. Non è vero?
«Convinti del grande valore della musica persino dal punto di vista terapeutico, cerchiamo di portare la musica anche in luoghi non consueti: ospedale, case di riposo, carcere. E poi abbiamo iniziato un progetto con persone affette da disturbi della memoria, che sembra dare risultati incoraggianti soprattutto per il benessere dei malati e dei loro familiari».

Musica per crescere Il progetto si occupa della formazione, ed è dedicato agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, attraverso concerti e spettacoli musicali, chiamati «Mattinate musicali» che si svolgono nell’orario mattutino di lezione. Il progetto è pensato e realizzato per essere inserito nella didattica, con l’intento di portare la musica anche all’interno del progetto formativo, dare ai ragazzi una conoscenza diretta di molti degli strumenti appartenenti al mondo della musica classica ed una panoramica dei periodi che caratterizzano la storia della Musica, fornire una chiara indicazione dei principi fondamentali indispensabili per ascoltare con intelligenza un’esecuzione musicale, evidenziare l’interdisciplinarietà delle arti e, ancora, l’uso delle fiabe musicali come strumento privilegiato per avvicinare i giovanissimi al mondo della musica classica.

Progetti dedicati al sociale La Fondazione dedica una particolare attenzione anche alle attività concertistiche dedicate al sociale, in particolare alle persone disagiate e svantaggiate. DONATORI DI MUSICA: Concerti mensili organizzati in collaborazione con gli “Amici della Radioterapia Oncologica Onlus” e l’Associazione “Donatori di Musica” presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia. PROGETTO ALZHEIMER: Concerti presentati a chi soffre di disturbi cognitivi lievi, attraverso l’ascolto attivo di eventi sonori e brani musicali, con laboratori creativi di musicoterapia. Il Progetto è realizzato in collaborazione con l’Istituto di Gerontologia e Geriatria dell’Università degli Studi di Perugia, l’Azienda Ospedaliera di Perugia e l’Ass.ne A.M.A.T.A.Umbria (Ass.ne Malati Alzheimer e Telefono Alzheimer Umbria). MUSICA DELLA SPERANZA: Concerti che da più di dieci anni vengono offerti alle detenute del Complesso Penitenziario Femminile di Capanne e presso l’Istituto per anziani “Opere Pie Donini”. PROGETTO CRATERE: dopo gli eventi sismici del 2016, la Fondazione Perugia Musica Classica si è prodigata in gesti concreti per portare conforto alla comunità della Valnerina e a Norcia attraverso un’attività concertistica all’interno del Progetto “Cratere”, con due edizioni della rassegna “Campanili Vivi”, della rassegna “Correnti del Nera” , del progetto “La Restanza”, e con concerti inseriti nella Sagra Musicale Umbra e Laboratori nelle scuole di Norcia, Cascia e Preci.

Umbria terra di terremoti. Con il progetto ‘Cratere’ portate la vostra musica anche nelle terre colpite dal sisma. Come sta andando avanti questa iniziativa? Avete avuto soddisfazioni con la musica vista come “medicina” per curare anche quelle ferite?
«Il progetto, grazie a un contributo speciale ministeriale, ci ha permesso di portare musica in zone molto disagiate e non solo spettacoli, ma anche laboratori per ragazzi che hanno trovato molto interesse; il corso per i campanari in un territorio dove i campanili delle chiese hanno un grande significato storico e culturale mostra come cerchiamo di raccogliere e insieme sviluppare le peculiarità della nostra terra, così ricca di opportunità».

All’Orchestra da Camera di Perugia riservate particolare attenzione. Come va avanti questo rapporto? Avete inoltre altre realtà, musicisti che tenete d’occhio per aiutarli a crescere?
«Alla Orchestra da Camera di Perugia “di casa” alla Fondazione viene riservata una attenzione particolare nella programmazione sia degli Amici della Musica, sia della Sagra Musicale Umbra con la partecipazione di autorevoli direttori di orchestra o di solisti di spessore internazionale. Ed è proprio con questo intento che da un anno il nuovo direttore artistico della Fondazione il Maestro Enrico Bronzi, grande violoncellista è il direttore artistico anche della Orchestra ed ha in progetto di selezionare nuovi musicisti tra i ragazzi del Conservatorio per permettere loro attraverso master class di aumentare il loro livello artistico. Lo scopo fondamentale della Fondazione è quello di proporre grande musica all’ascolto del pubblico perugino e umbro, ma anche di far crescere le migliori energie musicali della nostra terra».

I commenti sono chiusi.