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lunedì 25 ottobre - Aggiornato alle 12:37

Musei, rivoluzione tariffe e orari: ecco cosa cambia. In Umbria più visitatori gratis che paganti

La Galleria Nazionale dell'Umbria

di Daniele Bovi

Scatterà dal primo luglio la rivoluzione su orari e tariffe dei musei statali. Ad annunciarla, giovedì durante gli stati generali della cultura che si sono tenuti a Roma, il ministro Dario Franceschini: «Ho firmato un decreto ministeriale – ha detto – che introduce una vera e propria rivoluzione tariffaria per i musei. Entrerà in vigore il primo luglio prossimo e prevede la fine della gratuità per gli over 65, la gratuità sotto i 18 anni e per alcune categorie come gli insegnanti e delle riduzioni fino ai 25 anni. Una scelta che è in linea con l’Europa». Il decreto, già firmato, prevede l’ingresso gratis ogni prima domenica del mese (la «Domenica al museo») per tutti e in tutti i luoghi della cultura statali: «In questo modo – spiega il ministro – si rende più equa la gratuità, non legandola, ad eccezione che per gli under 25, ad anacronistiche fasce d’età che peraltro non corrispondono più alle effettive differenze di reddito. Poi si evita,in questo modo, l’assurdità che anche facoltosi turisti stranieri over 65 non paghino il biglietto, come avviene oggi».

Le novità Nel decreto è prevista anche l’istituzione, almeno una volta all’anno, della «Notte al museo» con ingresso a un euro e, per quanto riguarda tutti i venerdì dell’anno, l’apertura fino alle 22 dei grandi musei, del Colosseo e di Pompei. Il provvedimento di Franceschini si basa sull’analisi dei dati degli ingressi, dalla quale emerge chiaramente come ogni anno più di un terzo dei visitatori non paga il biglietto grazie alla mole di esenzioni. «Da ciò – ha detto ancora – la necessità di una svolta ‘europea’. È per questo che ho deciso di mettere mano al sistema tariffario per renderlo più equo e in linea con quanto avviene negli altri paesi Ue». Tredici le strutture statali interessate in Umbria: undici a pagamento e due gratis. Si tratta dell’area archeologica di Carsulae, dell’Ipogeo dei Volumni, del museo archeologico nazionale di Perugia, del museo archeologico di Orvieto, di quello di Spoleto, della necropoli Crocifisso del tufo (Orvieto), del teatro romano e dell’antiquarium di Gubbio, del museo nazionale del Ducato di Spoleto, del palazzo ducale di Gubbio, del tempietto sul Clitunno, della villa colle del Cardinale, di palazzo Bufalini a San Giustino e della Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia.

I numeri Nel corso del 2013 in Umbria, secondo i dati del Ministero, complessivamente gli introiti lordi (possono infatti eventualmente esserci gli aggi che spettano al concessionario del servizio di biglietteria) sono stati 354.257 euro. A conferma di quanto detto da Franceschini, per quanto riguarda gli istituti a pagamento nell’anno passato quelli che hanno potuto godere delle esenzioni sono stati più dei paganti: 107.883 contro 106.853 per un totale di 214.736. Una cifra molto piccola invece, 2.700 persone, hanno visitato gli istituti gratuiti. Un anno, il 2013, dove l’Umbria ha perso qualcosa sia in termini di visitatori che di incassi rispetto all’anno scorso: 363 mila euro gli introiti del 2012, mentre a varcare la soglia delle 13 strutture erano stati 217.570. Anche in questo caso, i non paganti (114.976) erano più dei paganti (102.594).

Twitter @DanieleBovi

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