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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 10:29

Mostra collettiva su prenotazione: al Trebisonda di Perugia si prova a tener viva l’arte contemporanea

Per il progetto DiversoInverso dedicato alle arti performative e visive il centro di via Bramante propone, con il titolo ‘Variation Form’, opere di Angelini, Barbieri, Passaniti e Praxolu

Il centro d'arte Trebisonda

di Dan. Nar.

All’interno del festival dedicato alle arti performative e visive DiversoInverso, finanziato dalla Regione Umbria e con il patrocinio del Comune di Perugia, l’associazione Trebisonda presenta, nei propri spazi, una rassegna di cinque mostre d’arte contemporanea legate al tema generale dell’evento. La terza proposta, dopo lo stop imposto, vede la presenza di Dimitri Angelini, Antonio Barbieri, Samantha Passaniti e Isaco Praxolu, quattro artisti di diversa formazione e linguaggio, in mostra nel progetto ‘Variation Form – Variazioni su tema’, a cura di Davide Silvioli.

Visite su prenotazione Al Centro per l’Arte Contemporanea Trebisonda, in via Bramante 26 a Perugia, le opere sono visitabili da sabato 9 gennaio a domenica 24 gennaio, ad ingresso libero. A causa dell’emergenza Covid, l’ingresso è possibile solo su appuntamento. Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 3315793797. L’accesso agli ambienti dello spazio espositivo – spiegano gli organizzatori – sarà frazionato nel rispetto delle disposizioni previste dal Governo e sarà obbligatorio l’uso della mascherina. Nei locali, sono a disposizione igienizzanti e deve essere osservato il distanziamento.

Variazioni su tema “Mutuando dalla tradizione musicale il riferimento alla tecnica della variazione – scrive Davide Silvioli – la mostra intende delineare, nel segno della variabilità, una proposta estetica eterogenea e provvista di più gradi di lettura. La pratica della variazione, difatti, si basa sulla rivisitazione stilistica di un medesimo tema, risolto secondo forme alterate e sempre diversificate. Si tratta, perciò, di un progetto che intende analizzare e particolareggiare, ponendo in rilievo gli effetti di contrasti e slittamenti. Sottraendosi da logiche onnivore, Variation Form, attraverso il lavoro di artisti diversi per alfabeto ma analoghi per tecnica o riferimenti, mira, così, a costruire una dialettica sia operativa che tematica”.

Dimitri Angelini (Orbetello, 1983) Nel 2007, dopo gli studi a Firenze, si è trasferito a Roma, dove è stato assistente allo studio del fotografo Marco Delogu. Tuttora, collabora insieme a Delogu per progetti come il PhC-CapalbioFotografia, di cui è curatore dal 2016. Dal 2011 al 2018 ha vissuto e lavorato a Berlino. Attualmente, lavora a progetti tra Germania e Italia concernenti humanistic and social landscape, ritratti di persone con background in comune, urban nature e parchi. Ha curato reportage fotografici di mostre di Jannis Kounellis, Mimmo Paladino, Bruno Ceccobelli, Enzo Cucchi, Thomas Lange, Marco Tirelli.

Antonio Barbieri (Rho, 1985) È autore di una ricerca che si distingue per la fusione tra tecnologia e tecniche artistiche legate alla tradizione, cercando soluzioni e approcci nuovi a problemi formali senza tempo. L’incessante sperimentazione porta l’artista ad un utilizzo significativo della tecnologia, che fa da humus al concepimento delle opere, attraverso la digitalizzazione e la rielaborazione di forme naturali. Del 2019 è “La natura delle forme”, mostra personale alla Fondazione Luca e Katia Tomassini e nel 2020 partecipa al primo progetto dello spazio Officine Chigiotti, al fianco di Flavio Favelli e Mauro Satccioli.

Samantha Passaniti (Grosseto, 1981) È diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma e ha frequentato un corso post-laurea presso la Slade School of Art di Londra. La sua ricerca è incentrata sulla sperimentazione di materiali naturali raccolti nell’ambiente, quali oggetto di un’indagine su aspetti dell’esperienza esistenziale e sul rapporto con i cicli naturali. Tra gli ultimi progetti, nel 2018 partecipa a una collettiva presso la MC Gallery di New York. Nel 2019 è vincitrice del premio di residenza artistica promosso da Arteam Cup ed è selezionata come artist in residence dal centro d’arte contemporanea Arteventura, in Spagna.

Isaco Praxolu (Cagliari, 1979) Si forma come ballerino e coreografo, al fianco di coreografi di fama internazionale. Da sempre interessato allo studio del corpo in movimento, si avvicina all’arte e alla fotografia nel 2013, frequentando corsi specialistici. Parallelamente alla sua ricerca, lavora come project manager e ufficio stampa di eventi artistici e culturali, per il marchio TerraMedia e LaDI, di cui è co-fondatore. Nel 2018 partecipa alle collettive: Biennale di Viterbo sez. di Orvieto, Urban Vision Festival, Interconnessioni. Nel 2020 inaugura la personale ‘lo mi sposto un po’ più in là… se per caso cadesse il mondo’.

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