domenica 29 marzo - Aggiornato alle 13:40

Morte di McCoy Tyner, anche Umbria jazz piange l’ultima leggenda del John Coltrane Quartet

Senza il quartetto di Coltrane, dove emergeva lo stile innovativo del pianista americano, «il jazz moderno non sarebbe stato lo stesso»

McCoy Tyner a Umbria Jazz

di Danilo Nardoni

«Addio a McCoy Tyner, storico pianista del quartetto di John Coltrane, la cui carriera è stata segnata in maniera indelebile dal ruolo ricoperto all’interno di quella storica esperienza: quello della tranquillità, della dolcezza, della serenità, in contrasto con la frenesia e l’inquietudine del suo leader». Con queste parole lo ha voluto salutare, oltre che tutto il mondo della musica, anche il festival Umbria jazz dove il pianista americano ha suonato molte volte.

Tyner a Umbria jazz La prima volta di Tyner al festival fu nel 1975: chi c’era descrive quel concerto come «memorabile». Per Umbria jazz era l’anno del free jazz con l’arrivo di musicisti che più di tutti avevano contribuito ad allontanare le tentazioni del conformismo. L’ultima apparizione del pianista a Perugia fu nel 2009, con il trio da lui guidato (tra l’altro con Gary Bartz al sax) e con l’aggiunta in veste di ospite d’eccezione del chitarrista Bill Frisell. Quell’anno, in effetti, Tyner era apparso molto invecchiato rispetto alle precedenti visite italiane, ma una volta davanti al suo strumento gli anni per lui non sembravano davvero passati. Qualche anno prima, nel 2005, alla Sala dei Notari di Perugia (durante le Umbria Jazz Clinics con la Berklee Summer School) gli viene conferito dal Berklee College of Music di Boston il dottorato onorario di laurea in musica, insieme anche al pianista Hank Jones e al trombettista Enrico Rava.

Stile innovativo «Si può davvero dire che senza il quartetto di Coltrane il jazz moderno non sarebbe stato lo stesso» commenta ancora nella sua nota Uj ricordando Tyner. Dopo la fine di quel sodalizio, pubblica anche alcuni capolavori come ‘Sahara’, ‘Enlightment’, ‘Trident’, ‘Echoes Of A Friend’, lavori che rappresentano il periodo della completa maturità artistica. Insomma, McCoy Tyner è senza dubbio una delle leggende del jazz, celebre per il suo stile innovativo e morto all’età di 81 anni. L’annuncio è stato dato dalla famiglia. Pianista tra i più influenti nella storia del genere musicale – è stato sempre incluso nel ristretto novero di giganti come Herbie Hancock, Chick Corea e Bill Evans – Tyner veniva considerato uno dei padri del piano jazz contemporaneo. Nato nel 1938 a Philadelfia, Alfred McCoy Tyner iniziò a prendere lezione di piano all’età di 13 anni. La sua carriera iniziò quando aveva poco più di vent’anni con il Jazztet di Benny Golson e Art Farmer. All’inizio degli anni ’60 si unì al quartetto di Coltrane, suonando su album classici come ‘A love supreme’ e ‘My favorite things’. Era l’ultimo membro ancora in vita del Quartet, che includeva anche due grandissimi come Jim Garrisson e Elvin Jones.

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