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Monna Lisa, mistero svelato. Tomio: «So chi è quella donna, torno a San Pietro in Valle»

Critico sulle Grigne: «Leonardo osservò Lecco da masso belvedere come per disegnare la Cascata delle Marmore». Il 18/03 prof da Milano a Ferentillo con Torlini e Silveri: riapre l’abbazia

di Marta Rosati

È alle prese con la Gioconda, o meglio Monna Lisa, ma per nulla al mondo si perderebbe la riapertura della bella abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo: il 18 marzo Luca Tomio tornerà nel cuore della Valnerina.

Il mistero della Gioconda Non solo avrebbe scoperto a quale terra appartiene il paesaggio che si scorge alle spalle della donna più misteriosa dell’Arte ma addirittura avrebbe individuato il punto esatto in cui è idealmente collocata e capito esattamente di chi si tratta. Raggiunto telefonicamente da Umbria 24, il critico milanese Luca Tomio rivela: «Ho individuato il preciso punto di osservazione da cui Leonardo ha dipinto l’enigmatica, è un masso belvedere proprio come quello dal quale ha disegnato la Cascata delle Marmore. La località si chiama Madonna della Rovinata dove sorge l’omonimo santuario». Come anticipato mesi fa dal quotidiano Il Giorno, Tomio ha la lente puntata sulla Gioconda: «Per i suoi studi sarà disposto lo stesso iter scientifico seguito per il disegno della Cascata, con tanto di riconoscimento ministeriale».

La Monna Lisa «Quel punto sulle Grigne lombarde è non solo il punto di osservazione del disegno di Leonardo conservato a Windsor che riproduce la vallata di Lecco ma anche dove idealmente si colloca la Monna Lisa, il paesaggio è quello che vedrebbe la misteriosa donna dipinta dal Da Vinci». E di chi si tratta veramente? Tomio è indeciso non sa se svelarlo oppure no ma non si trattiene «La Lisa Gherardini di cui parla il Vasari è la Gioconda celata sotto la figura che vediamo noi e che è la Monna Lisa, niente meno che colei che perse il Ducato di Milano e alla quale Ludovico il Moro gli uccise sia il marito che il figlio e infatti ha il velo nero in segno di lutto. Quella è Isabella d’Aragona. Non è mica un caso se Lomazzo (allievo di Francesco Melzi, a sua volta pupillo di Leonardo) parla di Monna Lisa napoletana; quella – ribadisce Tomio – è Isabella d’Aragona». La sicurezza del critico milanese non fa che confermare sospetti di altri studiosi, del resto quel dipinto è da sempre al centro dell’attenzione.

Tomio in Valnerina Il prof, a ben vedere, sta conducendo  diversi studi in giro per l’Italia, ma il 18 marzo prossimo, come già anticipato, non mancherà all’appuntamento in Valnerina. La data, per il Comune di Ferentillo ma in generale per il territorio rappresenta un momento davvero significativo ed importante. L’abbazia di San Pietro in Valle riaprirà infatti i battenti dopo la chiusura al pubblico per via del terremoto. Viste le recenti scoperte col georadar, quella sarà anche l’occasione per puntare definitivamente un faro su quel gioiello agli occhi del mondo. All’evento prenderanno parte l’arcivescovo di Spoleto Renato Boccardo, il sindaco del Comune di Ferentillo Paolo Silveri, l’assessore regionale al Turismo Fabio Paparelli e l’archeologo Sebastiano Torlini.

Ferentillo L’evento rappresenta, tra le altre cose, l’Umbria che va oltre il terremoto: «Negli ultimi anni abbiamo avuto un forte incremento di turisti nel nostro territorio, soprattutto grazie all’abbazia di San Pietro in Valle che con l’altare longobardo di Ursus e gli affreschi romanici che ispirarono i più grandi artisti del medioevo può essere definito uno dei massimi siti culturali dell’Umbria – ha detto il sindaco Silveri -, purtroppo il sisma dell’ottobre scorso ha praticamente azzerato tutto ciò che di buono era stato fatto negli anni passati ma il nostro paese ha retto perfettamente a questo tragico evento e con la riapertura dell’abbazia sarà di nuovo al 100% della sua bellezza».

Luca Tomio «Qui a San Pietro in Valle troviamo gli affreschi che ispirarono i Maestri dei Maestri di Giotto, affreschi che hanno dato vita al Rinascimento dell’Arte figurativa in Occidente  – ricorda il critico milanese -. L’abbazia di San Pietro in Valle con il suo immenso patrimonio artistico ha la possibilità di raggiungere il grande pubblico e di contribuire fortemente alla rinascita della Valnerina dopo il terremoto. L’evento del 18 marzo sarà infatti una giornata dedicata soprattutto ai media locali e nazionali e agli enti del territorio, per poter rilanciare e far sapere al grande pubblico che a Ferentillo e all’Abbazia di San Pietro in Valle il terremoto non ha creato problemi e che tutto il territorio ferentillese è pronto nuovamente ad accogliere i visitatori». Alle 11.30 in programma la conferenza stampa poi visita guidata all’interno della chiesa abbaziale e brunch.

@martarosati28

 

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