mercoledì 12 agosto - Aggiornato alle 11:23

Migranti e Umbria, al ‘Corciano festival’ i racconti ispirati a queste due parole chiave: presto un’antologia

Undici narratori umbri hanno scritto un testo pensando all’idea di sradicamento e smarrimento: racconti che confluiranno nel volume ‘A casa nostra, lontano da casa’

Corciano festival, uno degli appuntamenti della sezione letteraria

di Danilo Nardoni

Carlo D’Amicis, un omaggio a Philip Roth e poi scrittori umbri e attenzione all’editoria locale. La sezione letteraria della 54/a edizione del Corciano Festival/Agosto Corcianese (evento che propone anche musica, teatro, arti visive, incontri e rievocazioni storiche fino al 15 agosto), curata dal giornalista e scrittore perugino Giovanni Dozzini, si sta ricca confermando tra le più interessanti e ricca di appuntamenti di grande spessore, tutti in programma al Chiostro del Palazzo Comunale di Corciano. Ora, domenica 12 agosto, si aprirà una delle pagine più attese di quest’anno, quella dedicata ai migranti. Da seguire con attenzione sia perché il tema è caldo sia perché c’è bisogno di parlare di queste questioni nel modo più opportuno possibile e perché no attraverso la voce autorevole di alcuni scrittori umbri. «Ogni giorno, ormai da anni, ci sentiamo raccontare storie di migrazioni – spiega ad Umbria24 Dozzini – e sui giornali, in televisione, sul web, la rappresentazione mediatica è incalzante, spesso caratterizzata da toni forti, non sempre suffragata da dati e analisi di contestualizzazione e prospettiva. La propaganda politica, in Italia come nella gran parte degli altri Paesi del mondo occidentale, si nutre di questa rappresentazione, la strumentalizza, non di rado la indirizza».

Migranti e Umbria Ecco allora che domenica 12 agosto (ore 21.15) sarà la giornata dedicata a un progetto originale proprio del Corciano Festival. Con ‘Migranti e Umbria’ Dozzini ha chiesto ad alcuni tra i migliori narratori umbri di scrivere un racconto ispirato a queste due parole chiave, all’idea di sradicamento e smarrimento intesi nel senso più ampio possibile. Il risultato «è stato sorprendente», afferma Dozzini, visto che in undici hanno risposto all’appello. Durante la serata si dibatterà insieme agli autori presenti su questi temi e sul ruolo della letteratura, tra testimonianza e stimolo, rispetto alla società e alle sue dinamiche, e saranno proposte delle letture, a cura di Riccardo Toccacielo, di stralci dei racconti, che confluiranno nei prossimi in un’antologia intitolata ‘A casa nostra, lontano da casa’. Ecco i nomi degli scrittori: Pierpaolo Peroni, Nicola Mariuccini, Giovanni Pannacci, Antonio Senatore, Riccardo Meozzi, Gianni Agostinelli, Paola Rondini, Chiara Santilli, Caterina Venturini, Pasquale Guerra, Giovanni Dozzini, Eugenio Raspi.

Letteratura e migrazioni Non solo giornali, televisioni e web però. Anche l’arte affronta la questione delle migrazioni coi suoi diversi linguaggi. Per Dozzini «lo fa l’arte figurativa – un recente esempio plastico è il manifesto realizzato da Marina Abramovic per la Barcolana di Trieste, con la conseguente e delirante reazione del vicesindaco leghista della città giuliana -, lo fa la musica, lo fa il cinema, lo fa la letteratura. Si tratta naturalmente di una questione complessa, il rischio di sfruttare il potere suggestivo dell’arte per offrire narrazioni eccessivamente drammatiche, quando non melodrammatiche, è consistente». «Per me, da scrittore – spiega ancora Dozzini – correre un rischio del genere è stimolante. Per questo ho deciso di chiedere ad alcuni dei migliori scrittori umbri di correrlo insieme a me. La scelta è stata totalmente arbitraria, e senza dubbio ho tralasciato, anche per pura dimenticanza, qualcuno che avrebbe meritato di far parte del progetto: in futuro ci saranno tempo e modo per rimediare. Ciò che ho chiesto a questi autori, tutta gente che negli ultimi anni ha pubblicato opere di narrativa di valore riconosciuto, è stato semplice: vi va di scrivere un racconto che parta dalle parole chiave “migranti” e “Umbria”? In undici hanno risposto di sì. Ho da subito sottolineato che al centro doveva esserci l’idea di sradicamento inteso nel senso più ampio possibile. Gli stranieri in terra umbra non sono solo i richiedenti asilo africani arrivati in Italia sui barconi dopo aver attraversato il Mediterraneo, l’Umbria è un luogo che nell’ultimo mezzo secolo ha accolto gente proveniente da tutto il mondo, per le ragioni più svariate. Siete liberi, ho detto quindi, di raccontare qualsiasi tipo di sradicamento. Il risultato è stato eccellente. Gli undici racconti, a cui se ne aggiunge uno mio, sono belli, tutti molto diversi tra loro, e con numerosi inevitabili punti di contatto».

Altri appuntamenti La sezione letteraria del Corciano Festival prosegue quindi con questo appuntamento molto particolare e suggestivo dopo gli incontri già archiviati con Carlo D’Amicis, finalista del Premio Strega 2018 con il suo ‘Il gioco’, con Paola Buzzetti per la presentazione del suo ‘Una ragazza in gamba’ e con l’americanista e traduttore Luca Briasco per omaggiare il romanziere americano Philip Roth. I prossimi appuntamenti saranno invece lunedì 13 agosto, ore 18.30, con Alvaro Fiorucci e Raffaele Guadagno che racconteranno la loro opera ‘Il divo e il giornalista’, libro indagine sul processo a Mino Pecorelli e sul ruolo di Giulio Andreotti in una delle vicende più torbide della storia dell’Italia repubblicana. Interverrà Giovanni Dozzini. E ancora, a cura dell’organizzazione del Festival, sempre domenica 12 si terrà la presentazione dell’ultima opera di Luciano Taborchi: ‘Nicolò Piccinino, storia di un capitano di ventura’. Dal castello di Caligiana al sogno del Ducato di Milano, (Ed. Collana della Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Umbria e delle Marche); interverranno Alessandra Tiroli e Mario Squadroni.

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