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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 16:28

Metanoia e Méliès fanno il pieno con la rassegna su Satoshi Kon: «Sorpresi e soddisfatti»

Quattro serate oltre le aspettative per la giovane associazione culturale che incassa il successo e prepara i prossimi appuntamenti

La serata conclusiva della rassegna - © Metanoia

di Elle Biscarini

Sala piena per quasi tutte e quattro le serate della rassegna cinematografica su Satoshi Kon, regista giapponese scomparso nel 2010, organizzata da associazione Metanoia e Cinegatti al cinema Méliès. Un genere di nicchia, quello dell’animazione giapponese, che spesso viene ridotto ai soli cartoni animati per bambini e adolescenti, ma che grazie alla rassegna organizzata dalla giovane associazione culturale perugina, ha fatto scoprire e riscoprire al pubblico l’intensità del lavoro di un grande regista d’animazione per adulti.

Solo posti in piedi «Non ci aspettavamo questo successo, è stato sorprendente e bello vedere tanta gente e, soprattutto, nuove facce venire alla rassegna – dice Alessandro Bogini di Metanoia – Eravamo sicuri che l’animazione, specialmente quella giapponese, avrebbe saputo coinvolgere persone anche al di fuori del nostro pubblico abituale, ma non ci saremmo mai aspettati così tanta gente. Un’altra cosa che ci ha piacevolmente sorpreso è stato l’entusiasmo di tutte e tutti, in molti sono venuti al primo evento e poi non si sono persi una serata». Poche sedie vuote al Méliès, la sera del 10 gennaio per la proiezione di Paprika – sognando un sogno, ultimo film completo del regista, scomparso a soli 46 anni a causa di un tumore al pancreas. Un pubblico variegato, anche se per la maggior parte composto da giovani, che ha con un lungo applauso accompagnato la serata di chiusura della rassegna iniziata a dicembre con il primo film del regista, Perfect blue. Un progetto che, dicono dall’associazione, era in cantiere da qualche anno, in attesa del momento giusto per poterle dare il giusto spazio. «Crediamo nell’importanza della memoria: sentivamo l’esigenza di mantenere vivo il ricordo di un autore scomparso da tempo, la cui voce rischia di venire dimenticata per forza di cose – aggiunge Bogini – L’animazione giapponese per adulti è un genere di nicchia ma che regala piccoli capolavori come questi. Storie semplici, ma personaggi e contesti molto complessi, tanto che arriviamo a dubitare dei nostri stessi occhi. Non sai più cosa è reale e cosa no». Qualcosa che sembra aver catturato l’attenzione del pubblico perugino, che non si è fatto scappare l’occasione di vedere alcune pellicole per la prima volta sul grande schermo italiano: «L’ultima sera la sala era a piena capienza, nella serata meno partecipata avevamo comunque oltre il 50 per cento dei posti a sedere occupati. Una bella soddisfazione» dice ancora Bogini.

Tra storia e fantasia Satoshi Kon racconta la realtà del Giappone degli anni ’90 e inizio 2000, definito ‘il decennio perduto’, un momento storico in cui il Paese attraversa una crisi economica profonda e diversi eventi maggiori che ne segnano la storia: la morte dell’imperatore Hirohito, il terremoto di Kobe, l’attacco terroristico alla metro di Tokyo da parte di fanatici religiosi e i fatti di cronaca più cruenta, tra cui il serial killer Otaku (in giapponese, otaku è la persona appassionata di fumetti giapponesi, o manga, film, o anime, e pop star adolescenti dette idol). Proprio da questo ultimo fatto di cronaca nera, il regista prenderà spunto per la sua prima opera cinematografica, il primo thriller psicologico animato della storia del cinema, Perfect blue. «Ciò che il regista fa con gli spettatori è molto sadico, perché guardando il film non riusciamo più a distinguere cosa è reale e cosa è fantasia» continua Bogini. I film di Kon trasportano lo spettatore dritto nella realtà di quegli anni e giocano con la sua percezione di essa, mescolando l’irrealtà con temi dalle sfumature anche molto oscure. Dalla cronaca nera di Perfect blue, alla critica sociale in Tokyo Godfathers, alla melanconia di un’attrice in cerca del proprio amore perduto in Millennium actress, fino al carosello di colori di Paprika che intreccia sogno e realtà in una storia di psicoanalisi e surrealismo.

Approfondire il contesto Prima di ogni proiezione, l’associazione ha rilasciato sul proprio canale YouTube dei video introduttivi e di approfondimento per chi volesse saperne di più, il tutto rigorosamente senza spoiler. E se a volte sembra come di aver già visto qualcuna delle immagini o delle trame, è perché il mondo del cinema ha negli anni tributato Satoshi Kon con innumerevoli citazioni: «Requiem for a dream e Il cigno nero riprendono Perfect blue, mentre Christopher Nolan richiama Paprika con Inception – racconta Bogini nel video introduttivo dell’ultima serata – Come associazione crediamo che uno dei nostri ruoli sia anche quello di dare risalto a medium e espressioni artistico-culturali tradizionalmente non associate al reame della cultura, e relegate, magari, al mondo del puro intrattenimento e del gioco. L’animazione giapponese ne è l’esempio perfetto. Volevamo mostrare come questo sia, in realtà, un medium ricco, complesso e profondo, che merita a pieno titolo considerazione nel mondo culturale. In più, volevamo provare a raccontare non soltanto i film, ma anche l’uomo dietro le opere, e per questo abbiamo creato dei video sul nostro canale YouTube dove approfondiamo il lavoro del regista e la sua vita».

Prospetti futuri Dopo il successo della rassegna, non scontato considerato che l’animazione giapponese in Italia viene considerata come un filone di nicchia, l’associazione culturale Metanoia annuncia nuovi progetti per il futuro, collaborazioni ed eventi. «Il 14 marzo, all’interno della Rocca Paolina, dedicheremo un evento agli scritti di H.P. Lovecraft – continua – proponendo al pubblico delle letture selezionate tratte dei racconti più celebri dell’autore. In estate, molto probabilmente alla fine di giugno, torneremo con Nickelodeon, la sonorizzazione live di un classico del cinema muto presso i giardini del Frontone, e a luglio Fusotronica presso il Fuseum, il centro d’arte e museo di Brajo Fuso. Inoltre, da quest’anno proporremo anche dei workshop, iniziando da febbraio con un corso di scrittura».

Cos’è Metanoia L’associazione culturale è nata solo pochi anni fa, nel 2018, con l’intento di promuovere l’arte e la cultura e produrre un radicale cambiamento di prospettiva in chi la produce e in chi ne fruisce, si legge nel sito di Metanoia. Un’associazione giovane e di giovani, ma che ha già incassato collaborazioni interessanti con nomi dello scenario culturale perugino, e non solo, e ha dimostrato di essere in grado di coinvolgere il pubblico di tutte le età.

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