venerdì 13 dicembre - Aggiornato alle 10:42

Mappa storica della Valnerina nei documenti degli ‘amici’ di Leonardo

Tomio: «Villa Graziani era Villa Castelli, famiglia vicina a Da Vinci. La cartina è della seconda metà del ‘500». Elisabetta Davide: «Stessa tesi di Sir Timothy Clifford»

di Mar. Ros.

Di ricerca in ricerca lo storico d’arte milanese Luca Tomio, come già anticipato da Umbria 24, ha trovato una mappa storica della Valnerina: «È bellissima – garantisce e probabilmente martedì la mostrerà a tutti in occasione della giornata studio su Leonardo da Vinci -, è di Cipriano Piccolpasso e deve essere del 1565». Lo avrebbe già detto Sir Timothy Clifford cinque anni fa circa ex direttore delle National Galleries di Scozia che vive a Casteldilago (ad Arrone) ma non è stato reso noto, lo racconta la direttrice dell’archivio di Stato di Terni Elisabetta Davide.

Mappa storica della Valnerina Lo storico d’arte milanese, scartabellando tra i documenti si è ritrovato tra le mani una rappresentazione della ‘Valnerina’: «Ci sono tutti i paesi da Papigno all’Abbadia. Questo nome col quale è indicata San Pietro in Valle mi ha fatto subito capire come quel documento fosse antecedente al 1573 quando il paese prese il nome di Ferentillo (e non del 18esimo secolo come si pensava). Ulteriori ricerche mi hanno portato a dire che dovrebbe risalire alla metà del secolo, più o meno 1565, sono sicuro che sia di Cipriano Piccolpasso». Nella cartina sono indicati tutti i vari paesini e i ponti sul fiume Ci sono Collestatte, Torreorsina, Arrone, Montefranco.

Leonardo e i Castelli La notizia potrebbe sembrare priva di importanza invece, oltre ad essere un documento storico probabilmente unico nel suo genere risalente all’epoca, non fa che confermare la presenza del grande Leonardo da queste parti: «La carta l’ho trovata tra i documenti della famiglia Castelli, sulla quale ho ricercato tutto il possibile perché nel retro del disegno della Cascata c’è raffigurata Villa Graziani, che non è stata costruita a distanza di due secoli dalla presenza di Leonardo ma solo settanta anni dopo, magari si chiamava Villa Castelli – dice Tomio -, la nobile famiglie ternana potrebbe addirittura essere stata committente della sua opera, di sicuro erano in contatto, magari si appoggiava da loro».

Famiglia Castelli Terni «L’ottanta per cento dei luoghi che Leonardo rappresenta – spiega Tomio – erano di proprietà dei Castelli, quindi deve aver avuto un contatto diretto con loro perché all’inizio del 1600 quando Galileo Galiei era in visita alla Cascata è proprio ad un discendente di quella famiglia che si rivolge». E qui col prof Tomio ci scappa la battuta: ‘perché non c’era Federico Nannurelli’ a quei tempi (è stato il geometra del Comune di Terni ad accompagnare lo storico milanese nei luoghi di Leonardo). Elisabetta Davide: «È l’unica mappa della Valnerina risalente a quel periodo, è molto dettagliata e si vede bene anche la strada della Sgurgola ed è indicata anche la Mola degli Alberigi in cui si riconosce bene un guado e una piccola isoletta sul fiume Nera in corrispondenza del paese di Montefranco».

@martrosati28

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