sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 13:16

Al teatro Mengoni anche un’esclusiva regionale con Argentero. I prossimi spettacoli

Danza, drammaturgia, commedia e pure circo: suggestivo il cartellone del teatro di Magione, «un autorevole partner del circuito regionale»

Luca Argentero atteso al Teatro Mengoni di Magione

di Dan. Nar.

Il pubblico che va a teatro è certamente una risorsa per l’Umbria. Ma, prima ancora, risorse sono i teatri di territorio, veri e propri patrimoni della regione. A “coccolarli” ci pensa il Teatro Stabile dell’Umbria, come sta facendo anche con Magione e il suo teatro Mengoni definito come «un autorevole partner del circuito regionale». E la stagione di quest’anno «non ha niente da invidiare alla stagione del Morlacchi di Perugia», prendendo a prestito le parole del direttore dello Stabile Nino Marino. Sul Mengoni di Magione, dal versante Stabile, viene fatto particolarmente riferimento anche per mettere in piedi allestimenti di spettacoli. E quest’anno toccherà ad una esclusiva regionale, quella con Luca Argentero per lo spettacolo di Edoardo Leo ‘E’ questa la vita che sognavo da bambino?’.

Spettacoli archiviati La stagione è iniziata il 31 ottobre con il balletto ‘Il flauto magico’ della Compagnia Astra Roma Ballet. L’11 novembre è passato per il Mengoni il tour teatrale de ‘Il racconto d’inverno’ di William Shakespeare con la Compagnia dei Giovani del Teatro Stabile dell’Umbria. Poi il 23 novembre è andato in scena ‘Occident express’, con la tournée dello spettacolo scritto da Stefano Massini e con Ottavia Piccolo che ha toccato anche Magione.

Prossimi lavori in scena Sabato primo dicembre il pubblico potrà assistere a ‘Il gatto’ tratto dall’omonimo romanzo di Georges Simenon. Con testo di Gianni Corsi, Luca Argentero sul palco per la regia di Edoardo Leo il 15 dicembre sarà la volta di ‘È questa la vita che sognavo da bambino?’. Argentero racconta le storie di Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba, tre sportivi italiani che hanno fatto sognare, tifare, ridere e commuovere più di una generazione. Malabrocca è stato “l’inventore” della Maglia Nera, il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si accorse che arrivare ultimo faceva simpatia alla gente, in lui le persone riconoscevano l’anti-eroe che è nel cuore di ogni italiano. Bonatti, l’alpinista che dopo aver superato incredibili sfide con la roccia, il clima e la montagna, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso. Tomba, il campione olimpico che ha fermato il Festival di Sanremo con le sue vittorie, che con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista è arrivato a essere conosciuto in tutto il mondo come “Tomba la bomba”. Tre storie completamente diverse l’una dall’altra, tre personaggi accomunati da una sola caratteristica, essere diventati, ognuno a modo proprio, degli eroi. ‘In nome del padre’ (18 gennaio 2019) è lo spettacolo di e con Mario Perrotta. Accompagnato nella drammaturgia dall’illuminante supporto psicanalitico di Massimo Recalcati, Perrotta veste i panni del padre nel primo capitolo di una nuova trilogia dedicata alla famiglia. Il 10 febbraio 2019 la Compagnia Baccalà presenta ‘Pss… pss’: una sorta di spettacolo circense che mette in scena due clown contemporanei attraverso il linguaggio universale del corpo e dello sguardo. Vincitore di 12 premi internazionali è stato eseguito più di 800 volte, in oltre 50 paesi, e in tutti 5 i continenti, con grande successo. Il 23 febbraio una “cena tra amici”: quarantenni a confronto tra colpi di scena, battute comiche, amicizia, rancori e legami profondi, rappresentato a Parigi nel 2010, ‘Le prénom’, nell’attuale versione italiana di Fausto Paravidino, ha ottenuto sei nomination al Prix Molière e da subito è stato adattato per il grande schermo. Il 7 marzo ‘Nessuna pietà per l’arbitro’ di Emanuele Aldrovandi. Una parabola teatrale contemporanea in cui una tipica famiglia italiana del 2016, gioca a basket e nel frattempo si interroga sul senso delle leggi e sui valori che regolano le proprie scelte. Il 5 aprile, infine, ‘Night bar’ di Harold Pinter per la traduzione di Alessandra Serra e la regia di Valerio Binasco. Lo spettacolo guarda a quattro atti unici di Pinter: Il Calapranzi, Tess, L’ultimo ad andarsene, Night. Tutti i racconti hanno in comune un ‘luogo’, un baretto di basso rango visto in modi e in tempi diversi attraverso le storie dei suoi avventori, personaggi notturni, famelici di vita ma torturati da noia e non senso.

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