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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 19:32

Luoghi del cuore Fai, la classifica provvisoria: ecco quelli più votati in Umbria

Il bacino del Rio Grande ad Amelia al settimo posto a livello nazionale. Censimento rimarrà aperto fino al 15 dicembre

Il bacino del Rio Grande di Amelia

Il bacino del Rio Grande ad Amelia, il belvedere della pineta di Castel Viscardo e il borgo di Piaggia. Sono questi al momento, per quanto riguarda l’Umbria i tre Luoghi del cuore Fai più votati nell’ambito della decima edizione del censimento portato avanti, come ogni anno, dal Fondo ambientale italiano insieme a Intesa Sanpaolo. Incastonato tra i Monti Amerini e con essi Sito di interesse comunitario, il Rio Grande (oltre 5.400 i voti che valgono il settimo posto nazionale) è un torrente tributario del Tevere che nei dintorni di Amelia incontra due sbarramenti: una prima diga di monte, detta la Para, che ha generato il Lago vecchio, e una seconda di valle, detta dei Finestroni, dalla quale, ricevuto l’afflusso del fosso di Macchie con cui costituisce un ulteriore bacino lacustre, si getta nella valle sottostante. Le dighe sono di grande valore: una è probabilmente tra le poche sopravvissute di epoca romana, l’altra è di origine duecentesca e tra le più antiche dighe ad arco sopravvissute. Grazie ai due bacini, Amelia disponeva di una notevole riserva idrica, venuta meno a causa del loro progressivo interramento, iniziato negli anni Settanta del Novecento con il tamponamento degli scarichi di una delle dighe.

LA CLASSIFICA UMBRA E COME VOTARE

Raccolta voti I materiali di sedimentazione, non più trattenuti, vengono riversati nel Rio Grande. La mancata manutenzione idraulica ha ridotto l’invaso a pochi centimetri d’acqua e in estate l’alveo è del tutto arido. Il ripristino della funzionalità idrica del bacino, auspicato dal comitato «Un voto per il Rio Grande», potrebbe consentire il recupero di orti e vivai oggi scomparsi, che per secoli hanno ravvivato le sponde, ma anche il ripopolamento di specie lacustri in passato presenti, ponendo le basi per la nascita di un’oasi naturale e faunistica. La raccolta voti è sostenuta dall’attrice Maddalena Crippa. Quanto al belvedere della pineta di Castel Viscardo, si tratta del cuore verde nel centro del paese dal quale si scorge «la più bella vista sulla valle del fiume Paglia», una terrazza che spazia su Umbria, Lazio e Toscana.

Castel Viscardo Il punto di vista del «Pinaro», elevato e privilegiato grazie alla larga ansa dello stesso fiume, consente di ammirare un panorama che va dal confine viterbese dell’Altopiano dell’Alfina (ben disegnati i contorni del castello del borgo di Torre Alfina), alla larga vallata dominata da Allerona e oltre, verso la zona detta delle “Crete”, fino a Città della Pieve passando per il verde incontaminato della riserva di Monte Rufeno e Selva di Meana (ben visibili i ruderi dell’antico insediamento medievale). Il comitato 1Pinaro di Castel Viscardo» è stato creato per la riqualificazione del parco come luogo di incontro per il suo inestimabile valore paesaggistico.

Piaggia Infine il borgo di Piaggia è un insediamento medievale situato ai piedi dei Monti Sibillini, tra Norcia e Spoleto, a quasi mille metri sul livello del mare. Qui l’aria è ancora fresca e pulita come un tempo, ma oggi le case, costruite in pietra, sono quasi tutte disabitate. Molto importante è la sorgente dell’acqua Tullia, che si trova a circa 5 km di distanza. Attraversando i boschi, si può arrivare alle bellissime cascate delle Rote che alimentano il lago del fiume Vigi. Il forte terremoto che ha colpito il centro Italia nel 1997 ha lasciato numerose ferite: tantissime abitazioni sono state dichiarate inagibili e tutto sembra essersi bloccato nel tempo. Il comitato «Piaggia» auspica che il borgo possa rinascere e per questo, dopo il 2018, torna a promuovere la raccolta voti a favore del borgo che rientra nella classifica speciale «Italia sopra i 600 metri».

Il censimento Fino al 15 dicembre quindi sarà possibile votare i propri luoghi italiani più amati e in questo modo permettere loro di essere conosciuti, tutelati e valorizzati come meritano. Un progetto a cui era molto affezionata anche la fondatrice e presidente onoraria del Fai Giulia Maria Crespi, scomparsa pochi giorni fa, che vedeva nei Luoghi del cuore degli straordinari «comunicatori di bellezza, punti di riferimento, ispiratori di gioia, capaci di risvegliare nascoste pulsioni spirituali di cui tutti noi al giorno d’oggi abbiamo più che mai bisogno». Il censimento è stato lanciato il 6 maggio e fino a ora sono stati raccolti più di 650 mila voti, più del doppio rispetto a quelli registrati a luglio della precedente edizione.

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