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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 01:55

L’Umbria film commission vista dalle maestranze del cinema: «Si ascoltino esperienze e professionalità»

Dopo critici, docenti e festival Umbria24 ha parlato con alcuni cineasti soci dell’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri in merito all’istituzione della Fondazione

Maestranze umbre del cinema al Centro multimediale di Terni

di Danilo Nardoni

Proseguono dibattito e riflessioni in merito alla costituzione della nuova Umbria film commission. Sulla recente istituzione della Fondazione, Umbria24 ha iniziato ad ascoltare l’opinione degli addetti ai lavori, partendo dai critici e docenti per arrivare agli organizzatori di alcuni dei più importanti appuntamenti umbri dedicati alla settima arte. Non potevano naturalmente rimanere fuori i professionisti del cinema e soprattutto l’Associazione dei ‘Mestieri del cinema umbri’, nata nel 2018, che è certamente la più grande rete di cineasti residenti in Umbria dei reparti di produzione. Conta un’area di circa 100 soci, imprese, professionisti e partite iva e ben 16 convenzioni a livello locale. Conosciuta pure a livello nazionale con ben 3 proiezioni al Festival del Cinema di Venezia e altrettante alla Festa del Cinema di Roma in eventi di diffusione della filiera dell’audiovisivo umbro. Di seguito quindi a parlare sono alcuni soci, tra registi, attrici, direttori di produzione e della fotografia, truccatrici, molti dei quali con ricchi percorsi nel cinema nazionale ed internazionale.

Istituzioni e maestranze «Una Film Commission strutturata non può essere che accolta positivamente da tutti quelli che, come noi ne hanno sempre sottolineato la mancanza e sostenuto la ricostruzione con proiezioni “made in Umbria” ai Festival del Cinema di Venezia e Roma» afferma Federico Menichelli, regista, formatore europeo e presidente dell’Associazione Mestieri del Cinema Umbri che poi aggiunge: «Spero, da presidente del più vasto movimento di cineasti umbri, che oggi si apra un periodo fiorente in cui le Istituzioni lavorino unite a maestranze, professionisti e artisti, in un percorso che di certo non tocca solo il cinema, ma anche un’intera società che dovrà ristrutturare i propri pensieri e le proprie azioni per uscire dall’allarme pandemia e dai suoi effetti collaterali, ancora più bisognosa di cultura, passione, preparazione e comunicazione tra persone, nella quale le Istituzioni sostengano la gente dei propri territori comprendendone capacità e bisogni. La visione che i Mestieri del Cinema inseguono con tutte le loro forze è un’Umbria esempio di convivenza, reciproco sostegno e rispetto».

Sinergia e confronto «Tutti, al di là di ruoli, posizioni e professioni – prosegue Menichelli – dovremo ritrovare forza e lavorare creando sinergia e confronto. E’ un debito dovuto alle nuove generazioni. Ma anche alle vittime del Covid 19. Io personalmente lo devo anche a Manuel De Sica, che ha concretamente creduto fino all’ultimo giorno alle possibilità professionali della nostra regione. E a Sante Maria Romitelli, direttore del Centro Sperimentale di Cinematografia a Torino nel dopoguerra, che ha formato durante gli anni novanta tantissimi giovani umbri, compreso me, oggi attivi nel territorio. Difesa e coinvolgimento delle nostre aziende, ormai in rete solo sulle proprie forze da quasi tre anni, non solo fanno parte dell’iter naturale di ogni film commission italiana, ma saranno decisive per il cinema umbro, che ha tanti contenuti da raccontare ed esportare. E anche per i suoi giovani, ai quali auguro di non dover affrontare, come noi, una vita spezzata da esperti, tecnici e artisti costretti ad andare a lavorare in altre regioni perché la rete locale è debole, girovaga, frastagliata, dimenticata».

Tanto da dare Le professionalità dei mestieri del cinema «hanno tanto da dare» per Menichelli che ricorda a riguardo un film di un’ora e quaranta girato su Perugia durante il lockdown, in sinergia con il Comune di Perugia, senza fondi ma con resilienza e tanti nomi noti. «Non ci si aspetta un selfie con il divo – sottolinea il regista perugino –, ma piuttosto oggettività e ottimizzazione delle aziende esistenti per la crescita comune. Attendiamo intelligenza, umiltà, ascolto, prontezza e bandi accessibili che considerino la sofferenza in corso (il mercato estivo è alle porte per la seconda volta dall’inizio della pandemia e molti di noi non percepiscono entrate da oltre un anno). E i Mestieri del Cinema Umbri, le Istituzioni già lo sanno, sono da tempo pronti, con il giusto accordo in quanto categoria, a dare il loro contributo, con fiducia immediata. Ora. E vogliamo sperare che la lunga attesa, per alcuni di noi durata trent’anni, sia finalmente finita».

Esperienze e professionalità Voce d’esperienza e professionalità quella di Valeria Ciangottini, attrice e insegnante di recitazione originaria di Città di Castello che ha avuto la fortuna di iniziare la carriera nel cinema con la Dolce Vita di Fellini a quattordici anni. «Dopo tante soddisfazioni professionali – sottolinea – mi sono occupata di formazione nella mia amata Umbria alcuni anni fa, con l’Associazione “Ottobre”, in una scuola durata dieci anni e che ha formato tanti giovani umbri che ora lavorano nel mondo dello spettacolo. Con la nostra Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri, da alcuni anni, stiamo lavorando insieme proprio per far sì che nella nostra regione si faccia cinema e fiction ad alti livelli, con il coinvolgimento e le idee dei professionisti umbri, tecnici ed artisti, che come me possono mettere a disposizione la loro esperienza e la loro professionalità, sia nella produzione che nella formazione. Mi auguro che la nuova Film Commission sia pronta ad ascoltare ed accogliere le nostre esperienze e le nostre professionalità, che, finalmente unite, hanno dato vita ad una vera e propria famiglia artistica nella nostra regione».

Accendere riflettori La ternana Cristina Bravini ha invece iniziato a fare cinema nel 1989 con il Francesco della Cavani a Perugia, dopo il quale con la Società Ventuno ho svolto i compiti di una film commission ante litteram. Ora si occupa di location scouting e produzione, e dal 2000 è direttore di produzione di Pupi e Antonio Avati. «Dopo anni di set, di emigrazione, di lavoro duro, perché il cinema è duro come pochi immaginano – spiega Bravini – accolgo con grande piacere la ri-nascita di una Umbria Film Commission, a cui faccio i migliori auguri, auspicando che la messa in opera di un adeguato e competente supporto professionale locale alla logistica e ai servizi sul campo, che è il cuore di ogni film commission, sia fin da subito tra le priorità. Il mondo del cinema desidera tornare in Umbria ed essere sostenuto da una struttura organizzata, semplice ed efficace, dal primo contatto all’ultimo ciak. Buona fortuna e buon lavoro quindi alla neonata Fondazione, e di conseguenza anche a tutti noi, perché i riflettori si accendano di nuovo».

Punto di svola Enrico Bellani di Trevi, autore e regista che ha iniziato la sua carriera come assistente regista di Michelangelo Antonioni, ha realizzato alcuni filmati in Umbria collaborando con Rai1, Rai2 ed altre attività che lo hanno visto protagonista a livello internazionale. Nel fare anche lui i migliori auguri alla nuova Fondazione Umbria Film Commission, ed anche come vicepresidente dell’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri, afferma: «Sono sicuro che la stessa commissione terrà conto – nei propri programmi – delle maestranze professionali cinematografiche umbre, in modo tale che per prima sia la stessa regione a trarne beneficio. D’altro canto sono sicuro che i componenti del Consiglio Direttivo selezionati dalla Regione e dagli stessi Comuni opereranno scelte in linea con la qualità professionale dei soggetti e delle imprese produttive del settore presenti in Umbria. La nostra regione da tempo attende nuove proposte nelle quali le realtà imprenditoriali cinetelevisive esistenti nella regione possano collaborare per migliorare ed utilizzare le migliori risorse intellettuali, allo scopo di uscire dalle limitate dimensioni territoriali verso nuove frontiere politiche ed economiche. Ci attendiamo che una situazione per decenni bloccata abbia finalmente un punto di svolta».

Intenti comuni L’Associazione Mestieri del Cinema Umbri è riuscita a fare quello che in tanti anni non si era riusciti, cioè scovare tantissimi professionisti dei reparti di produzione residenti in regione e unirli in seno all’Associazione stessa, condividendo cosi intenti comuni e stabilendo delle politiche da perseguire, come ricorda Walter Balducci direttore di fotografia di Montone. «Questo – spiega – ha portato a diversi risultati con programmi univoci sottoscritti che vanno dalla ricerca fondi per la realizzazione di produzioni in loco, alla creazione di percorsi formativi per la nascita di maestranze nel settore. Con Accademia della Luce di Montone, il cui il presidente onorario è Vittorio Storaro, insieme a Maurizio Gianandrea già realizzavamo dei corsi al riguardo, ma la sensazione era quella di essere slegati da un contesto regionale. Mancava una programmazione univoca. Eravamo delle piccole isole separate dal contesto professionale della regione. Ora gli intenti sono molteplici, comuni e siamo un numero considerevole che va dai più giovani videomakers ai più esperti professionisti del set cinematografico che prima neanche si conoscevano tra loro».

Incontri con la Regione Anche per questo, evidenzia ancora Balducci, «siamo stati ascoltati più volte dalla Commissione Cultura della Regione Umbria alla quale abbiamo esposto le nostre riflessioni e la nostra progettualità, segnalando l’esigenza di avere sostegno e dialogo continui e sempre attenti allo sviluppo di questo settore, a mio avviso in Umbria ancora tutto da costruire». Tornando ai progetti riguardo alla Formazione aggiunge: «Avevamo esposto e scritto l’esigenza di fondare una scuola dei mestieri del cinema. Io insegno alla Sapienza a Roma al Dipartimento Spettacolo e so quanta richiesta ed attenzione i giovani rivolgono al linguaggio audiovisivo dal Cinema ai Social. Sull’importanza dei molteplici livelli di comunicazione non mi dilungo, basti pensare a quanto l’audiovisivo ha contato in questo periodo di pandemia. In tal senso auspico che si inizi una profonda collaborazione con la neonata Film Commission, a cui faccio i miei migliori auguri di lunga vita, perché abbiamo molto da lavorare e non possiamo che farlo insieme».

Supporto alle produzioni Matilde Pennacchi di Perugia è produttrice, aiuto regia e presidente dal 1999 della Società di Produzione Videocinematografica Studio Lumière di Perugia, iscritta dal 2004 alle liste delle imprese del Mibact Direzione Generale Cinema di Roma. Con il suo Studio Lumière è stata, tra il 2018 e il 2019, firmataria del contratto con la Regione Umbria come braccio operativo della Umbria Film Commission. Pennacchi ricorda che ha personalmente contribuito alla realizzazione di 10 produzioni in un anno sul nostro territorio (tra le quali Il Nome della Rosa, Copperman, Nati due volte, ecc…). «Non certo un passatempo – spiega –, ma un’esperienza lavorativa sul campo, che richiede studio, impegno, esperienza e dedizione, fatta di chilometri in tutta la regione, pronti a sorreggere le troupe in qualsiasi tipo di problema, anche di notte e con il maltempo: supporto logistico, permessi, locations, professionisti del territorio per la troupe tecnica e per la troupe artistica, facilities quali alberghi, ristoranti, servizi, e tanto altro. Questo si aspettano le produzioni che vengono in Umbria, non solo un contributo economico, senz’altro necessario, ma anche soprattutto un supporto logistico fornito da professionisti del settore, che sanno cosa significa organizzare e stare sul set, per tutta la durata della produzione, con competenza, esperienza e passione. Un percorso decisivo per la mia formazione. Ma anche per la consapevolezza che in ognuno dei set c’erano professionisti umbri che arrivavano da Roma ma vivevano qui».

Professionisti umbri protagonisti «Come più volte espresso in incontri formali con gli Enti – prosegue la produttrice –, sarò ben felice di contribuire alla costruzione di una rete cinema che, in primo luogo, possa rendere i professionisti umbri protagonisti e parte integrante di questo nuovo sistema cinema locale». Ora sta lavorando alle ultimissime fasi di preparazione del corto “Antonio”, co-prodotto con la Emy Productions di Roma, lo Studio Lumière e l’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri. Per la regia di Emiliano De Martino, con Antonello Fassari, Patrizio Oliva, ecc… stanno girando proprio questi giorni tra Bettona, Spina, Perugia e Monte Castello di Vibio, «con grande sforzo organizzativo – racconta Pennacchi – ma intessendo importanti relazioni in un contesto di grande valorizzazione dei soci dei Mestieri del Cinema Umbri». «Mi auguro – conclude – che la nostra esperienza, ormai viva e organizzata nel nostro territorio, possa essere presto sostenuta e condivisa con la nascente Umbria Film Commission con una logica diretta al creare e al fare, con riconoscimento e dignità, per la crescita artistica di chi, nel nostro territorio, ha trasformato in un lavoro la sua passione. Questa è la grande aspettativa che, con grande fiducia e ottimismo, hanno i lavoratori umbri della produzione cinematografica».

Opportunità per la categoria Chi fa parte dei Mestieri del Cinema Umbri da più di un anno è Carla Caiello, Make up artist marscianese, contribuendo subito alla realizzazione di “Umbria Grida Cinema”, evento di presentazione dell’associazione del 27 febbraio del 2020, presso la Sala Notari a Perugia. «Il primo evento in assoluto – ricorda – in cui tutte le maestranze umbre si presentavano con le Istituzioni raccontando il lavoro e la dedizione dei reparti cinema. La sala era gremita, e quello che sembrava un grande punto di partenza di accordo con gli Enti è stato fermato, solo pochi giorni dopo, dal Lockdown. Durante questo difficile anno l’Associazione è riuscita comunque, senza mai cedere allo sconforto di un blocco totale del lavoro, a creare molti progetti, tra cui due produzioni cinematografiche una a Narni e l’altra a Bettona. Fino al punto che, da poco tempo, ho avviato un’attività a Perugia con un mio centro estetico, Place of beauty by Carla Caiello, patrocinato dai Mestieri del Cinema Umbri, che sarà un punto di riferimento per tante produzioni e per tante make up artist del territorio nonché esempio concreto di come noi professionisti del territorio ci stiamo investendo per uscire dalla crisi. Vedo la nascita di questa nuova Umbria Film Commission come una grande opportunità per tutta la categoria dei lavoratori dello spettacolo della nostra regione. Professionisti preparati, ma anche un grande bagaglio di esperienza, che sarà utile e necessario agli Enti per mettersi, passo dopo passo, al pari con il cinema delle altre regioni di Italia».

Iniziative dell’associazione Con un grande investimento dei suoi soci, l’Associazione, tra le molte attività, ha realizzato un corto, “Umbria La Rinascita”, che ha superato le 114.000 visualizzazioni Youtube rilanciando a livello nazionale la presenza delle maestranze umbre presso il Centro Multimediale di Terni, «che dovrebbe essere, di logica – dichiara infine il presidente Menichelli – la naturale casa degli artisti e dei tecnici locali». L’Associazione è anche nominata, nel report sulle film commissions di Silvio Maselli commissionato dalla Regione Umbria, come “protagonista del rilancio della Umbria Film Commission”. Ultima impresa è il film, anch’esso autoprodotto, “Perugia for the world” girato durante il lockdown in città con la partecipazione, tra i tanti, di Andrea Romizi, Alexander Atanasijevic, Franco Venanti, Mario Mirabassi, Eugenio Guarducci, Michele Nani, Dj Ralf, il Perugia Calcio, Gabriele Mirabassi, Riccardo Cucchi ecc…, che è attualmente in postproduzione. «Il film, corredato da molte interviste sul periodo della pandemia, rappresenta una testimonianza filmica storica per il nostro territorio» commenta Menichelli.

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