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Le scarpe di Ferragamo in mostra: come guardare il mondo dall’alto

La mostra "Salvatore Ferragamo - Ispirazioni e Visioni", in programma dal 27 maggio 2011 al 12 marzo 2012, a Palazzo Spini Feroni di Firenze riporta l’attenzione sulla figura di Ferragamo, capostipite di un’azienda che dagli anni ’30 ad oggi non ha mai smesso di incantare

Il sandalo che Salvatore Ferragamo ha creato nel 1938 per Judy Garland

di M. Alessia Manti

Le star di Hollywood lo chiamavano “il calzolaio dei sogni”. Mai il legame tra cinema e moda è stato così forte: chi non ricorda le scarpette rosse di Dorothy ne Il mago di Oz? Oppure le decolleté ricoperte di strass di Marilyn Monroe per Facciamo l’amore? Il suo nome è diventato sinonimo di cambiamento. Un marchio che ha rivoluzionato il costume di un’epoca e che oggi ha più di ottant’anni di attività.

La mostra “Salvatore Ferragamo – Ispirazioni e Visioni”, in programma dal 27 maggio 2011 al 12 marzo 2012, a Palazzo Spini Feroni di Firenze riporta l’attenzione sulla figura di Ferragamo, capostipite di un’azienda che dagli anni ’30 ad oggi non ha mai smesso di incantare e trovare i favori del mondo della moda e del jet-set internazionale. Le calzature esposte rivelano la continua ricerca della perfetta calzata e l’invenzione di particolari costruzioni e materiali a testimonianza di grande eclettismo. Un’esposizione che mette in relazione 99 pezzi della maison con 156 opere d’arte che hanno fatto da ispirazione, tra queste un mantello di piume realizzato nel XVI secolo in Brasile e appartenuto a Cosimo II de’ Medici, una natività dei primi del Quattrocento, i quadri di Sonia Delaunay e i disegni di Andy Warhol. La mostra si avvale inoltre del designer di cappelli Stephen Jones, che per l’esposizione ha pensato 30 copricapo che si ispirano alle calzature più famose del marchio

Salvatore Ferragamo da Bonito, nell’avellinese, è soprattutto il papà della scarpa con la zeppa – suo il brevetto di quella in sughero – il tacco che ogni donna benedice perché slancia senza rinunciare alla comodità di una pantofola. Se le scarpe femminili sono diventate oltre che belle anche comode, lo si deve in parte alla sua invenzione del supporto in acciaio inserito nella soletta.

Si dice cha la sua passione sia nata dopo aver creato per le sorelle le prime calzature in occasione della loro comunione. Talvolta indicato come un visionario, con i suoi disegni che spaziavano da creazioni più bizzarre, spesso veri e propri oggetti d’arte di altissimo design, a linee di eleganza più tradizionale, che spesso servirono da ispirazione anche ad altri progettisti della calzatura del suo tempo.

La sua è la storia di un uomo del Sud, un emigrante in cerca di fortuna. Va lontano, in America. Un mestiere lo sa fare. Fa le scarpe ed è talmente bravo che presto nella sua bottega di Hollywood Boulevard inizia un viavai di star. Tra i clienti anche Rodolfo Valentino e Pola Nigra: loro le scarpe le vogliono per tutti i giorni, non solo sul set.

Nostalgico vuole tornare a casa e così, nel 1928, raccoglie armi e bagagli e si trasferisce a Firenze, fiducioso che la maestria degli artigiani della zona lo aiuterà a conquistare il mondo: ha ragione. Nel 1933, a causa della cattiva gestione amministrativa e della crisi mondiale, l’attività americana chiuse per fallimento. Passata la guerra, Ferragamo si accorse che il mercato italiano era ancora recettivo ed entro il 1950 espanse la propria attività impiegando circa 700 artigiani e arrivando a produrre fino a 350 paia di scarpe al giorno.

Svolse la propria attività in uno dei periodi più interessanti della storia della calzatura italiana, dalla seconda metà degli anni Trenta fino alla Seconda Guerra Mondiale. Nell’abbigliamento e negli accessori, la politica autarchica incoraggia il progetto di una moda italiana e, soprattutto nel settore calzature, stimola la ricerca sulle materie alternative. Tra alto artigianato, ricerca qualitativa e sperimentazione nei materiali, le calzature italiane cominciano a farsi conoscere fuori dei confini nazionali, maturando una propria autonomia in grado di opporsi al monopolio francese e preparando il terreno per il futuro made in Italy anni Cinquanta.

A Palazzo Spini Feroni, diventato la sede del marchio dal 1938, la processione di dive è ininterrotta: Ava, Marilyn, Greta. Non ce n’è stata una che non abbia indossato una sua creazione.

Tutti innamorati di quelle calzature fatte a mano e realizzate con materiali fuori dal comune. Creava scarpe con sete indiane, broccati cinesi e piume di colibrì, carta di caramelle e cellofan . I tacchi erano disegnati con le forme a cavatappo o a piramidi capovolte. Si iscrisse alla University of South California per studiare anatomia.

Qui nel 1995 è stato inaugurato un museo dedicato alla sua opera con particolare attenzione al suo percorso innovativo ed alla sua capacità di rottura rispetto al passato.

Ferragamo morì nel 1950, all’età di 62 anni, lasciando un patrimonio di oltre 300 brevetti che sono serviti a fondare una moderna azienda internazionale la cui produzione spazia dalle calzature di lusso agli accessori, fino ad una linea pret-a-porter di vestiti. La Salvatore Ferragamo è attualmente una delle maggiori ditte creatrici, produttrici e distributrici di accessori e abbigliamento a livello europeo e mondiale.

 

 

Una replica a “Le scarpe di Ferragamo in mostra: come guardare il mondo dall’alto”

  1. Che francamente incredibile leggere!

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