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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 18:31

Le note ‘sospese’ di Fresu e Di Bonaventura tra i rami del cedro secolare: una notte di musica, sostenibilità e ricerca

Insieme a loro l’Orchestra da camera di Perugia posizionata con il pubblico alla base dell’albero, altro protagonista del concerto della ripartenza targato Umbria jazz, Unipg e Sharper

Riproduzione Riservata

di Danilo Nardoni

“Per fare l’albero… ci vuole il seme”. Per parlare del concerto-spettacolo ‘Two for Tree and Orchestra’ non si può non partire citando Rodari perché questo, insieme alle magnifiche musiche di Bacalov ed Endrigo reinterpretate in un mix di classica e jazz, è stato l’azzeccato tema del gran finale. E questa volta i “semi”, anche della rinascita cultura e musicale di una intera comunità, sono stati artisti pieni di passione e che sanno cosa è la sfida. Musicale e fisica. Seduti su rami robusti e in equilibrio, con caschetti e imbracature da tenere per la scalata in sicurezza, su un cedro atlantico secolare a dodici metri d’altezza. Due straordinari musicisti come Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti) e Daniele di Bonaventura (bandoneon) a suonare in alto quindi, con l’Orchestra da Camera di Perugia invece accanto al grande tronco.

Musica e ricerca Tutto questo per un pubblico di poco meno di 90 persone in presenza, senza contare chi lo ha seguito dallo streaming in diretta. E per sottolineare, soprattutto in questo momento difficile che sta attraversando tutto il mondo causa pandemia, che dobbiamo mutare il nostro rapporto con l’ambiente, amare e tutelare i nostri alberi e riappropriarci degli spazi all’aperto e dell’arte. Con la musica, come ha detto Fresu, “che nonostante il distanziamento riesce a farci stare vicini”. E le note che uscivano dagli strumenti erano quindi tutte per sensibilizzare sul ruolo della natura, della sostenibilità ambientale, della cultura. E anche della ricerca. “Mai come adesso abbiamo bisogno di più arte e scienza. La ricerca e l’arte sono spesso sottovalutate, lasciate a se stesse, ma in questo momento storico credo siano le uniche possibilità che abbiamo per poter avere una visione del futuro” le parole ancora del trombettista sardo.

FOTOGALLERY DEL CONCERTO

Doppia anteprima Doveva essere il concerto finale di Umbria jazz 2020 (edizione annullata per l’emergenza sanitaria) ma è stata alla fine l’anteprima di ‘Jazz in august’, la quattro giorni (7-10 agosto) in programma a Perugia come alternativa speciale al festival e presentata come iniziativa del rilancio post Covid. Una suggestiva anteprima, quella andata in scena domenica 19 luglio, nata dalla collaborazione inedita tra l’Università degli studi di Perugia e Umbria Jazz, come anticipazione anche della Notte Europea dei Ricercatori – Sharper.

Albero e note Il cedro si trova da circa 160 anni nel cortile del Rettorato dell’Ateneo a palazzo Murena, dove il fortunato pubblico ha seguito il concerto con trasporto ed attenzione. All’interno dell’iniziativa ‘Jazz goes to University’, i soggetti promotori hanno così voluto mettere insieme un albero, caro a generazioni di studenti, due grandi musicisti, tra i più creativi in Italia e particolarmente sensibili ai temi ambientali, come Fresu e di Bonaventura, e un’orchestra che con i due jazzmen ha già collaborato in progetti molto riusciti come per esempio ‘Altissima Luce’. E proprio da questa loro ben riuscita rilettura del Laudario di Cortona, i protagonisti della serata hanno interpretato due brani: ‘Sia lodato San Francesco’ e ‘Jesu Cristo glorioso’. L’inizio è stato invece con una dedica “al grande poeta e artista” De Andrè, così definito da Fresu, con ‘Preghiera in Gennaio’ mentre la conclusione è stata tutta per ‘Ci vuole un fiore’ di Rodari-Bacalov-Endrigo. In mezzo, pezzi di Fresu e Bonaventura riletti con l’ausilio dell’orchestra, patrimonio umbro e non solo “di cui andare fieri” secondo quanto sottolineato da Fresu.

Notte europea ricercatori Il concerto, presentato già lo scorso anno e sullo stesso albero all’interno della Sagra Musicale Umbra ma senza l’orchestra, ha anticipato la Notte Europea dei Ricercatori – Sharper perché proprio pensato per sensibilizzare sul ruolo degli alberi. Sharper è il progetto coordinato da Psiquadro che il 27 novembre animerà dodici città italiane (oltre a Perugia e Terni anche Ancona, Cagliari, Catania, L’Aquila, Macerata, Nuoro, Pavia, Palermo, Torino, Trieste) con decine di eventi e spettacoli per portare adulti e bambini a conoscere il lavoro dei ricercatori e le meraviglie dalla scienza. “Paolo Fresu e questi altri incredibili musicisti – ha commentato Leonardo Alfonsi, responsabile di Sharper – hanno dato il via al percorso che ci porterà alla Notte Europea dei Ricercatori 2020. Attraverso suoni e atmosfere legate all’albero, combinando ricerca ed arte, hanno stimolato rispetto e curiosità nei confronti della natura. Tutto questo proprio nell’anno in cui Sharper dedica le proprie attività al ruolo che i ricercatori avranno per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Alberi di conoscenza Ma la “scia” della serata non finisce qui. Legata al concerto c’è anche una mostra ‘Alberi di Conoscenza’, organizzata nell’Anno internazionale della salute delle piante ed esito di una iniziativa didattico-scientifica coordinata da David Grohmann. Inaugurata il 16 luglio scorso a palazzo Murena, sede del Rettorato, sarà visitabile fino al 30 settembre. Agli alberi dobbiamo l’aria che respiriamo e proprio per ricordare la loro indispensabilità la FAO ha promosso il 2020 come Anno Internazionale.

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