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mercoledì 27 gennaio - Aggiornato alle 20:24

Le ‘Note a margine’ di Enrico Bronzi raccontano la musica sul web

Il direttore artistico della Fondazione Perugia Musica Classica cura la rubrica a tema musicale. Dal 4 dicembre «pillole» video online

Note a margine

di A.G.

Un nuovo ciclo di appuntamenti in forma di video a tema musicale: ‘Note a margine’ è la rubrica curata da Enrico Bronzi, direttore artistico della Fondazione Perugia Musica Classica Onlus, e presentata dalla stessa Fondazione. Una serie di “pillole” video che sarà trasmessa a partire dal 4 dicembre (ore 18) attraverso i canali e social media della Fondazione.

Appuntamento settimanale In un momento delicato come quello attuale, in cui le esecuzioni dal vivo incontrano le difficoltà a tutti note, occorrono nuove modalità di coltivare e diffondere la musica. La Fondazione ha così realizzato un programma di nuove occasioni per condividere regolarmente il piacere della musica e diffondere la cultura musicale: gli appassionati potranno ritrovarsi virtualmente ogni settimana e attraversare insieme questo periodo storico fuori dall’ordinario nel nome della musica. «‘Note a margine’ è una rubrica costituita da brevi video a soggetto musicale», spiega Enrico Bronzi. «Un modo per condividere l’esperienza musicale attraverso un canale alternativo a quello del concerto dal vivo. ‘Note a margine’ è un ciclo di spigolature, di pillole musicali che affrontano soggetti diversi: l’interpretazione, la natura del suono, lo scorrere del tempo musicale, le forme musicali, la memoria. Non useremo il registro dello storico musicale o del critico, semmai proveremo qualche volta a calarci nel fenomeno musicale dal punto di vista dell’interprete, magari con un po’ di ingenuità, quella stessa ingenuità che accompagna lo strumentista, diviso tra la ricerca di un affinamento tecnico-estetico e il tentativo di ricostruire l’innocenza che accompagna la prima lettura di un brano. Trasmetteremo videomessaggi di pochissimi minuti, che hanno il solo intento di evocare temi musicali e di costituire la premessa per un possibile approfondimento. Gli appassionati di musica, della grande musica, quella che accettiamo malvolentieri di chiamare “classica”, sanno benissimo che non è di entertainment che le nostre piccole società di melomani si occupano. Ma perfino il sostantivo “Cultura”, con la sua “C” maiuscola, i suoi apparati e le istituzioni nazionali, mal si adatta a quel sentimento di fremente impazienza nell’istante dell’ascolto di una pagina di valore, quando si risveglia il vivace e instancabile piccolo demone della Curiositas

 

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