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martedì 4 ottobre - Aggiornato alle 19:08

‘L’amico Siriano’, evento al cinema dedicato al mondo dei migranti con una pellicola di rara sensibilità

Organizzato dal PostModernissimo in collaborazione con Amnesty International Perugia e ARCI Perugia. Il regista Federico Annibale presente martedì sera alla proiezione

'L'amico Siriano', Federico Annibale e Mohammed Al Hussini

di D.N.

Questo martedì sera al PostModernissimo le sezioni perugine di Amnesty International e ARCI promuovono un evento che, attraverso una pellicola di rara sensibilità, mostra come la potenza distruttrice di un evento universale come la pandemia non ha toccato tutti allo stesso modo. Per l’occasione verrà proiettato il film “L’amico Siriano” di Federico de Sivo e Federico Annibale, quest’ultimo presente in sala. Inoltre saranno ospiti Sonia Forasiepi, attivista di Amnesty International che condurrà l’incontro, e Barbara Pilati per ARCI Perugia (inizio alle 21).

Pellicola di rara sensibilità “L’amico Siriano” è un docufilm che vede come protagonisti lo stesso Federico Annibale e Mohammed Al Hussini, un migrante siriano bloccato ad Atene da più di cinque anni, amico da lungo tempo del co-regista del film in visita per pochi giorni nella capitale greca. È lui il protagonista della vicenda, un uomo solo che ha perso tutto e vive in totale precarietà in una città e in un paese dove non si sente voluto, diventando così un simbolo di tutti quelli come lui. Quando sembra aprirsi per Mohammed un piccolo spiraglio di luce, con l’eventuale possibilità di poter arrivare in Italia, scoppierà la pandemia di Covid 19 che separerà i due amici, lasciando il siriano sempre più solo e disperato. Fa parte del cast la giornalista tedesca Franziska Grillmeier, da sempre attiva sul fronte dei diritti umani, incontrata dai due uomini ad Atene. Il documentario, nato quasi per caso durante una visita lampo ad Atene, impone una riflessione amara su cosa significhi essere migranti in un’Europa che chiude i confini. Parte integrante della proiezione è, infatti, il dibattito con i due registi e rappresentanti delle associazioni che hanno patrocinato l’opera, una occasione per il pubblico di sentire dalla viva voce degli autori il background del film. I due autori, entrambi alla loro opera prima, hanno deciso di firmare una co-regia in cui Federico Annibale è il regista in campo, che tramite la sua conoscenza del contesto e di Mohammed funge da elemento che fa evolvere il racconto, guidando le conversazioni o le situazioni. Federico de Sivo è invece il regista in camera, una camera silenziosa che traduce in immagine tutte le sfumature del rapporto tra i due amici.

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