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martedì 7 dicembre - Aggiornato alle 15:55

«Lady Gaga ti amo», all’Arena l’ironia e la teatralità dell’icona pop e l’immutato stile di Tony Bennett

Bennett e Lady Gaga ieri sera all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

La forza, l’esplosività e la teatralità di Lady Gaga, ormai vera icona pop, accanto alla classe immutata di un monumento vivente come Tony Bennett. La prima ha 29 anni, il secondo 88, entrambi affondano le proprie radici nella comunità italoamericana di New York; la prima è figlia di un’imprenditrice con origini siciliane (il vero nome della pop star è Stefani Joanne Angelina Germanotta), il secondo (Anthony Dominick Benedetto) è nato nel Queens da emigrati calabresi nel 1926. Sul palco c’è quindi da colmare un gap profondo che è al contempo musicale, generazionale e di stile. Un solco che i due di fronte alle oltre seimila persone dell’arena Santa Giuliana di Perugia, dove erano ospiti della 42esima edizione di Umbria Jazz, hanno colmato grazie al ponte di standard, quelli del repertorio americano, costruito in quasi due ore di bello spettacolo.

«Gaga ti amo» «Gaga ti amo», «Gaga sei bellissima» hanno urlato a più riprese i fan che hanno assiepato l’Arena in quella che senza ombra di dubbio è stata la serata più glamour del festival. In platea e sulla gradinata c’è chi prova a portare un po’ dell’ironia e del colore della pop star americana. E allora ecco un elegante tait giallo canarino senza camicia coi gemelli bensì t-shirt nera, una lei con lungo abito nero di pizzo con acconciatura molto simile a quella del suo idolo, mentre l’accompagnatore indossa un impeccabile smoking. Un ragazzo arriva con camicia e papillon dove sono disegnati ghiaccioli, occhiali oversize con lenti arancioni, basco blu e baffo hipster. Non mancano parrucche coloratissime, dall’azzurro fata al rosa turchino, e zeppe con tacco a spillo indossate da uomini. In tanti, essendo questa l’unica data italiana del duo, sono arrivati da fuori regione e molti i turisti stranieri.

FOTOGALLERY: IL CONCERTO

Il popolo di Lady Germanotta È il popolo di Lady Gaga che urla al proprio idolo «ti amo Gaga» e che all’88enne Bennett riserva applausi e pure un «Tony, Tony» da stadio. Tra le prime file della platea, dove ci sono anche il sindaco Andrea Romizi, la presidente Catiuscia Marini, il prefetto Antonella De Miro e altre personalità, c’è anche un adolescente che ha portato con sé un piccolo mazzo di fiori con lettera da consegnare a Lady Germanotta. L’addetto alla sicurezza lo prende e lo appoggia sulla sedia dentro il backstage. Un altro ha una rosa con appeso un messaggio che viene lanciata a Gaga e Bennett attraversando la marea di teste delle persone che negli ultimi minuti del concerto si sono radunati sotto il palco. Fuori, lungo via XX Settembre, tantissimi ragazzini hanno strappato le reti protettive per poter vedere il concerto attraverso uno schermo sperando poi di notare per un attimo Lady Gaga attraversare il backstage.

VIDEO: IL CONCERTO

Bella Perugia «Perugia mi è piaciuta tantissimo» dirà alla fine al sindaco Romizi che l’ha salutata nel backstage. Prima, sul palco, Bennett e Gaga hanno affrontato una scaletta di 30 brani: dal primo, Anything goes di Cole Porter all’ultimo, ovvero It don’t mean a thing di Duke Ellington. In mezzo Bennett canta anche un altro bellissimo brano ellingtoniano come Solitude, mentre Bang Bang di Sonny Bono è affidata a Lady Gaga che durante la serata cambierà sette vestiti, da quelli le cui trasparenze lasciano poco all’immaginazione ad abiti lunghi di paillettes fino ad altri bianchi e rossi accompagnati da grandi mantelli di piume di struzzo. Insomma, una diva che gioca all’essere una diva con ironia e teatralità. Lei canta (bene), balla e si muove su e giù per il palco mentre Bennett, impeccabile in giacca beige, camicia e cravatta, si muove lentamente col suo carico di storia.

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L’ultimo crooner L’ultimo dei grandi crooner Cheek to cheek (titolo dell’album che ha registrato con la pop star e secondo brano che propone al pubblico) con Lady Germanotta. Un uomo e un cantante molto anziano guardando e ascoltando il quale non si avverte la sensazione del disarmo, la melanconia del viale del tramonto bensì grande dignità, onestà, ottimismo e rispetto del pubblico. Nella scaletta ufficiale non c’era invece O sole mio, che Bennett canta poco dopo l’avvio di un concerto che di fatto sono due: uno del crooner e l’altro della icona pop inframmezzati da alcuni duetti. Il tutto accompagnato dagli arrangiamenti della ottima band guidata dal pianista Mike Renzi. Da segnalare la versione di La vie en rose, cantata da Lady Gaga in un abito rosa confetto, che ha messo in luce le sue doti vocali, e I left my heart in San Francisco dove la voce di Bennett è ancora in grado di regalare emozioni e di non perdersi. In scaletta anche Lush Life, Firefly, Smile, For once in my life, The lady is a tramp, But Beautiful e altre ancora.

VIDEO: SELLANI NEL 2013 ALLA BOTTEGA DEL VINO

Al Morlacchi Grandi emozioni anche al Morlacchi dove nel pomeriggio è andato in scena un omaggio al pianista e compositore Renato Sellani, morto nel novembre scorso e ospite fisso del festival (negli ultimi anni i concerti erano alla Bottega del vino). A ricordarlo amici come il pianista Danilo Rea, il contrabbassista Massimo Moriconi e il batterista Tullio De Piscopo in un concerto applauditissimo durante il quale sono stati suonati anche brani di Sellani come «Autoritratto». Un pomeriggio durante il quale De Piscopo ha voluto omaggiare un altro suo grande amico come Pino Daniele. Il batterista ha tirato fuori dalla camicia il crocefisso che il cantautore gli regalò quando, tempo fa, ha De Piscopo ha dovuto affrontare gravi problemi di salute. È così, in un clima di grande emozione, che Sellani e Daniele vengono ricordati con un brano del secondo, «Quanno chiove», che al primo piaceva molto.

Twitter @DanieleBovi

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