giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 01:13

Lady Gaga a Umbria Jazz, il direttore artistico: «Mi piace, ecco come stanno le cose»

di Maurizio Troccoli

Lady Gaga e Tony Bennet a Umbria Jazz? Lo scrivono alcuni giornali e, Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz, contattato telefonicamente da Umbria24, spiega come stanno realmente le cose.

Carlo Pagnotta La notizia ha un’origine, «l’occasione – dice – è stata quella della conferenza stampa che i due artisti hanno avuto un po’ di tempo fa a Bruxelles. Hanno detto che vorranno essere nei 15 festival più importanti d’Europa. Essendo che Umbria Jazz di certo non è il festival delle castagne, per intenderci, ecco che alcuni giornalisti hanno fatto due conti e hanno buttato giù questa ipotesi». Questi i fatti dall’osservatorio informato di Pagnotta. Ma quando viene incalzato con la solita domanda: «Quindi non è escluso che vengano?» ecco che Pagnotta articola il proprio pensiero arricchendolo di dettagli. «Sono di rientro da New York, in quel mondo non sono il solo interessato a certi artisti, come anche in Europa. Certo potrei mai dire di non essere interessato ad artisti come Gaga e Bennet? Non potrei dirlo. Ovvio che sono interessato. Ma mi interessa anche Stevie Wonder. Poi però ti devi confrontare con la realtà. E se altri sono più forti di te, capita che lo prendi sotto la coda».

Le ipotesi Insomma si è a lavoro per questo inatteso progetto di Umbria Jazz? «Ieri abbiamo avuto una riunione. Per ora siamo in attesa di capire il budget, poi penseremo al programma. Quello che è certo è che quest’anno il cartellone sarà più ricco di quello dell’anno scorso. Ma se ancora non conosco il budget come faccio a dire chi ci sarà e chi no? Poi c’è un’altra questione. Metti che Bennet e Gaga per il concerto che vogliono realizzare in Italia, come tappa, scelgono Milano, vuoi perché è Milano, vuoi perché l’Expo può succhiare diversi artisti, ecco allora che parliamo di che cosa? Se restiamo in ambienti jazz è un conto, quando ci sono di mezzo le agenzie e si entra in un altro terreno allora è un altro discorso. Però se ci scappa…»

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