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martedì 19 ottobre - Aggiornato alle 20:57

‘La sparizione’ della fontana del Nettuno: svelata la provocatoria azione artistica del Teatro Sant’Ercolano

Gli autori: «La reazione dei cittadini di Perugia per la finta vendita attesta la necessità di aprire un dibattito sul tema della privatizzazione dei beni pubblici»

La Fontana del Nettuno a Perugia al centro di una azione artistica

di D.N.

Era martedì 28 settembre il giorno in cui la città di Perugia si è svegliata con degli ambigui manifesti che annunciavano la vendita della fontana del Nettuno. Quella situata in fondo alle scalette di Sant’Ercolano e al centro delle iniziative targate Edicola 518 denominate Teatro Sant’Erconalo. In poche ore la smentita del Comune che ha ribadito seccamente che “il bene pubblico non è in vendita”. Se una notizia del genere è stata però percepita come vera e realistica dai cittadini, è perché questa azione si inserisce in un momento storico caratterizzato sul piano nazionale e internazionale da dibattiti riguardanti la privatizzazione di beni pubblici.

La sparizione Si tratta del progetto vincitore della “call for artists” lanciata a giugno da Teatro Sant’Ercolano e sostenuta da Coop Centro Italia Sezione Soci Perugia 1, “La Sparizione”, che simula la notizia di un’acquisizione da parte di una fondazione privata della fontana del Nettuno. Nonostante l’indignazione dei cittadini, che immediatamente si sono mobilitati fino alla smentita ufficiale del Comune, durante tutta la settimana di residenza gli artisti hanno attuato una serie di azioni volte a sostenere questa tesi e ad aprire un dibattito sul tema della privatizzazione, tanto che anche al momento della restituzione alla comunità degli esiti dell’intervento artistico erano presenti cittadini preoccupati e pronti a lottare per la difesa della loro fontana.

Performance Non è una bufala insomma, ma una performance artistica organizzata dalla coppia formata da Francesca Gotti e Giovanni Galanello, nata con l’obiettivo di portare il cittadino al centro di questo dibattito, mappando le reazioni reali nei confronti di un’azione assolutamente credibile. “Queste iniziative permettono di evitare di diventare alieni nella nostra città” dice uno dei partecipanti all’assemblea pubblica indetta nella mattina del 3 ottobre dal comitato in difesa della fontana del Nettuno. E ancora “non importa se questa fontana sia bella o non bella, non conta il suo valore, ormai è identitaria”.

Bufala o verità? Il quartiere di Borgo Bello per giorni si è trovato al centro della performance e per giorni è stato tappezzato da manifesti che annunciavano l’acquisizione della fontana del Nettuno ad opera della fondazione Alfredo Rismini di Arezzo e il conseguente ricollocamento nei loro spazi privati. Immediatamente i cittadini allarmati si sono mobilitati sia denunciando l’accaduto sui social che telefonando direttamente al Comune che prontamente ha smentito la notizia. Un giorno di tregua e poi di nuovo il dubbio che si insinua nella cittadinanza quando due ragazzi, ufficialmente i nipoti di Alfredo Rismini che, costretto da un’invalidità non poteva essere presente sul territorio, hanno iniziato a distribuire cartoline che raccontavano la storia della fondazione e illustravano attraverso un fotomontaggio, l’ipotetico ricollocamento della fontana nel loro giardino privato. E, come prevedibile visti gli interventi dei privati nei beni pubblici sempre più frequenti anche in Italia, l’incertezza si è fatta strada fra i perugini. Il colpo finale è stata la video-intervista pubblicata sui canali di Edicola 518, in cui i nipoti spiegavano le ragioni di tanto interesse: “la fondazione nasce con l’obiettivo di tutelare e valorizzare opere d’arte, offrendo lo scenario migliore per fruire della loro bellezza. La scelta di iniziare dalla fontana del Nettuno nasce da motivi personali di nostro nonno che in questo luogo ha chiesto la mano della sua ultima moglie”.

Dibattito sui social Il dibattito si è allora acceso sui social dove qualcuno gridava alla bufala, paragonando l’intervento a una supercazzola in stile Amici Miei, ma la maggior parte delle persone reagiva indignata alla notizia. Prontamente Edicola 518 ha fondato un comitato in difesa della fontana del Nettuno, organizzando un’assemblea pubblica per la mattina di domenica 3 ottobre, proprio nei giardini Rosa e Cecilia Caselli Moretti, invitando la comunità a partecipare. Nel frattempo, in maniera discreta, gli artisti stavano raccogliendo le opinioni dei cittadini tanto sui social quanto di persona, attraverso una serie di interviste. Il giorno dell’assemblea un’impalcatura era stata eretta in un lato della fontana facendo presagire il peggio. Subito gli artisti hanno illustrato il loro progetto, spiegando come lo scopo dell’iniziativa era quello di riportare il cittadino al centro della vita pubblica e interrogarsi sulle potenzialità e le dinamiche derivanti dai mezzi di comunicazione contemporanei.

Teatro Sant’Ercolano La stagione artistica di Teatro Sant’Ercolano si conclude quindi con un’azione che riporta l’attenzione sul significato dei monumenti e dello spazio pubblico. I tipi di Edicola 518 hanno infine ringraziato il Comune di Perugia per la sportività con cui ha reagito all’iniziativa e la cittadinanza tutta per l’attaccamento al territorio dimostrato e la volontà di difenderlo. Resta ora solo da capire quale sarà la prossima mossa di Alfredo Rismini. Teatro Sant’Ercolano è un progetto culturale che, attraverso una pluralità di azioni, mira a promuovere e valorizzare la città di Perugia, con particolare attenzione per il suo patrimonio artistico e architettonico. Nel 2020 Edicola 518 ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Umbria nell’ambito del “Bando Imprese Culturali e Creative – POR FESR 2014-2020” per la valorizzazione dell’area di Sant’Ercolano, ovvero la parte del centro storico di Perugia che congiunge il Borgobello all’acropoli, con luoghi di particolare interesse nella Chiesa di Sant’Ercolano, nei Giardini Rosa e Cecilia Caselli Moretti, in Palazzo della Penna, nei rifugi antiaerei di Sant’Ercolano, nelle mura della Rocca Paolina e non solo. Attraverso cinque anni di iniziative incessanti nello spazio pubblico, unite alla gestione quotidiana di Edicola 518 e Paradiso 518 (sede al coperto di Edicola 518, aperta nel 2020 in corso Cavour 9), Sant’Ercolano è stata posta al centro della vita culturale cittadina, divenendo punto di riferimento costante per i cittadini e meta privilegiata per i turisti.

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