mercoledì 21 ottobre - Aggiornato alle 18:40

La rete dei festival del cinema alla futura giunta regionale: «Ripristinare i fondi e rilanciare il settore»

Ad aderire all’appello congiunto le manifestazioni di Narni, Spello, Terni, Montone e Perugia che nel 2017 avevano siglato un accordo di collaborazione

La sala di un cinema

di D.N.

«Ci auguriamo che la prossima giunta regionale, oltre ad assumersi l’impegno di destinare entro l’anno 2019 ulteriori e significative risorse per il fondo ‘Cinema Festival – settore Cinema e arti audiovisive – Legge regionale per lo Spettacolo’, dopo i tagli adoperati dalla precedente amministrazione, rilanci una programmazione strategica di sviluppo per questo settore». È l’appello che la Rete dei Festival del Cinema umbri lancia alla nuova squadra di governo guidata dalla neo presidente Donatella Tesei. A comporla: “Narni, le vie del cinema – Rassegna del film restaurato”, il “Festival del Cinema Città di Spello ed i Borghi Umbri – Le Professioni del Cinema”, “Popoli e Religioni Terni Film Festival”, “Umbria Film Festival di Montone” e “Perso – Perugia Social Film Festival”. Le cinque manifestazioni umbre, cioè, che nel 2017, dopo diversi incontri e su sollecitazione degli assessorati alla Cultura ed al Turismo della Regione Umbria, avevano firmato un accordo di collaborazione per la promozione capillare della cultura cinematografica nel Cuore verde d’Italia.

Festival a rischio I Festival, quindi, si rivolgono ora alla governatrice dell’Umbria ed alla futura giunta regionale per far sentire le loro ragioni. «Il cinema – dichiarano – è sempre stato un elemento di diffusione della cultura italiana nel mondo, patrimonio culturale nazionale, nonchè propulsore delle attività economiche dei territori. I cinque Festival da tempo lavorano per mantenere e rafforzare il raggiungimento di questi obiettivi. Negli anni però – sottolineano – il comparto dei Festival di cinema ha goduto di sempre minori contributi». Situazione che – sottolineano ancora – è andata peggiorando ulteriormente quest’anno, con il contributo complessivo per l’intero comparto che si è limitato a soli 3.700 euro. «Questi tagli così imponenti – proseguono – stanno mettendo a gran rischio il presente e il futuro dei Festival, ciascuno dei quali, in questi anni, ha apportato con la propria identità, sviluppo e promozione territoriale».

Cinema per promuovere l’Umbria Da qui, dunque, l’appello all’Ente di palazzo Donini. «I cinque Festival – ribadiscono – durante tutto l’anno coprono un’offerta di cinema inusuale per il territorio, con l’obiettivo comune di promuovere l’immagine dell’Umbria come terra di Festival. Il cinema è un’opportunità di sviluppo, sia in termini turistici assoluti sia come set per produzioni cinematografiche, televisive ed audiovisive. Senza dimenticare la valorizzazione delle risorse umane e professionali e dei talenti artistici presenti nel territorio umbro e l’aggregazione e integrazione sociale e multiculturale perseguita attraverso il cinema. Finalità – concludono – che, oltre ad essere in linea con la Legge nazionale n. 220/2016 ‘Disciplina del cinema e dell’audiovisivo’, cercano di fornire un contributo affinché il cinema diventi una modalità per promuovere l’Umbria in Italia e nel mondo».

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