sabato 8 agosto - Aggiornato alle 17:22

‘La materia delle immagini’ a Perugia: torna l’arte in città grazie alle azioni di Simona Frillici

L’artista ha ideato una serie di eventi, tra opere nate durante il lockdown, performance partecipativa e un incontro con Bruno Corà

La materia delle immagini di Simona Frillici

di D.N.

Un percorso frammentato nello spazio e nel tempo, con diversi protagonisti e un unico fine: voler avvicinare la gente all’arte, far esperienza dell’arte e nello stesso tempo stimolare riflessioni sul senso dell’arte oggi, attraverso varie modalità e su vari livelli. Nascono così le azioni pensate da Simona Frillici per Perugia, che avranno luogo dal 4 al 18 luglio. Sotto un unico titolo “La materia delle immagini”, sono raggruppati tre eventi distinti, che avranno luogo in diverse location, vicine tra loro e nel centro storico, con il patrocinio del Comune di Perugia: lo Studio d’Artista che altre volte in passato Frillici ha aperto al pubblico per eventi pensati appositamente per il luogo; l’Edicola 518 dove si terrà un incontro pubblico con Bruno Corà; un negozio temporaneamente sfitto che verrà occupato dall’artista con un suo work in progress partecipativo, finalizzato alla realizzazione di un’installazione pittorica insieme ai passanti e a tutti coloro che vorranno essere coinvolti.

Studio d’artista Dopo che l’emergenza sanitaria ha costretto il blocco di ogni attività, forte è ora la spinta al fare. Nell’Italia post pandemia, a Perugia si sta riavviando l’attività culturale, tra cui anche l’arte. Il 4 luglio, dalle ore 12 alle 19, Simona Frillici aprirà al pubblico il suo ‘Studio d’artista’ in via della Pegola 1/b, con l’invito a fare esperienza dell’installazione pittorica a parete “materia-febbraio-maggio-2020”. Un’opera nata nei mesi di lockdown, quando mai l’artista ha interrotto la frequentazione quotidiana del suo studio. La visita sarà scandita dalla “Sonografia” realizzata da Antonello Turchetti, suoni raccolti e amalgamati durante la pandemia. Quando ogni attività umana è interrotta, reclusi dentro le proprie case, il senso dell’udito prevale. Scopriamo anche di essere un “Io-sonoro” in grado di ascoltare quanto solitamente non riusciamo ad udire.

Installazione pittorica in progress Allo stesso modo è in città un luogo dove sempre si è continuato a fare cultura: lo spazio Paradiso 518, dell’Edicola 518. Dall’unione di queste due forze, Simona Frillici e l’Edicola 518, il giorno 15 luglio e nei giardini adiacenti l’Edicola alle 18.30, nasce l’incontro pubblico con Bruno Corà “Vedo dove devo, una via rabdomantrica del pensiero cognitivo”. Quindi dal 7 al 18 luglio, Simona Frillici esporrà sé stessa, all’interno di un negozio dismesso con vetrine su strada (via Marconi 8-10, Tre Archi), nella realizzazione di un’installazione pittorica in progress dal titolo “materia-7-18-luglio-2020”, a cui sono invitati a partecipare attivamente i passanti in strada e quanti vogliano farne parte. Il lavoro per la realizzazione dell’opera andrà avanti fino a compimento della stessa, momento che quindi potrebbe accadere prima del 18 luglio, data finale del periodo di esposizione al pubblico. Orario: 15.30 / 19.30 dal martedì alla domenica.

Simona Frillici Attraverso queste parole Simona Frillici vuole spiegare il senso delle sue azioni: “La pandemia come una grande nube nera sta passando oltre, lasciando a terra una crisi globale, economica, sociale e culturale. L’Italia era un paese in difficoltà ben prima che arrivasse il temibile virus. I claustrofobici tre mesi di lockdown hanno accelerato i tempi, portando alla luce quanto già era in crisi: la cultura ha definitivamente abdicato ed oggi è ignorata nei piani del governo. Sembra essere in atto un programma sistematico volto a impoverire fino ad annullare la presenza di cultura e di arte. Un’intenzione che si traduce in azione, portata avanti ormai da anni, e su diversi fronti, tanto che gli stessi artisti, e l’intero apparato di coloro che lavorano nell’arte, a stento sembrano ricordare cosa è Arte. Il risultato è una società ignorante, volgare e spesso insensibile. Uccidi l’Arte, Uccidi la Poesia, Uccidi lo spirito della gente. Rimangono solo gusci vuoti, corpi contenitori senza più un contenuto, uomini anestetizzati e pronti a subire di tutto. L’Italia odierna non è “un paese per l’arte” proprio come l’Italia non è “un paese per i giovani”. I due ambiti sembrano essere strettamente legati: i giovani e l’arte indicano e rappresentano il futuro. Evidentemente questo è un Paese che vuole ignorare il futuro. Nei momenti peggiori si trae forza attingendo alle proprie radici. Quindi volgiamo lo sguardo alla polis greca e ai suoi valori che inducono all’impegno civile per il bene comune. Questa sarebbe la buona nuova: siamo tutti sulla stessa barca e il nostro destino è indissolubilmente allacciato, intrecciato agli altri e al pianeta che ci ospita. Gli eventi ci spingono a superare l’individualismo, il narcisismo, l’egoismo, caratteristiche accentuate dell’io-contemporaneo, per accorgerci e avere cura di quanto è oltre e Altro da noi. Le motiv-azioni di chi amministra, degli imprenditori, e dei cittadini tutti, debbono arrivare oltre la salvaguardia del personale interesse; lo sguardo e la visione arrivare ben più in là dell’immediatezza dell’oggi e del subito profitto. Tanti indicano che l’arte è morta, là dove non è ridotta a mero accessorio, svago per un popolo indirizzato solo alla produzione, al consumo e al profitto, di cui pochi godranno i benefici. Arte invece è un’arma potente e necessaria, per scuotere coscienze, mobilitare pensieri, portare vitalità e umanità tra le persone. Ora è latente, messa a sopire, resa innocua. Per attivarla necessita fiducia, crederci ancora”.

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