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sabato 4 dicembre - Aggiornato alle 00:41

Il jazz italiano in lutto: morto Mario Guidi, padre di Giovanni e importante manager. Rava: «Tristezza infinita»

Il figlio: «Se ne è andato all’improvviso, senza soffrire». Umbria jazz: «Le note di UJWinter lo accompagneranno nel suo ultimo viaggio». Il mondo della musica lo ricorda

Mario e Giovanni Guidi

«Questa mattina papà se ne è andato. È stata una grande sorpresa, Ma a pensarci bene, non potevamo che essere tutti certi che sarebbe riuscito a non soffrire per niente! Esattamente come desiderava». Con queste poche parole il musicista folignate Giovanni Guidi dà notizia, su Facebook, della scomparsa del padre Mario, importante manager del jazz. Oltre al figlio, seguiva Enrico Rava e, in passato, anche Stefano Bollani. A stroncarlo un malore. I funerali si terranno domenica alle 15.30 nella chiesa di Sterpete a Foligno. Il mondo della musica jazz (amici, artisti, direttori artistici, festival, musicisti, riviste) lo sta ricordando in queste ore con numerosi ricordi e messaggi di cordoglio.

Cordoglio di Uj «Una triste notizia: è morto Mario Guidi, padre del musicista Giovanni Guidi. Ci ha lasciati un amico e un grande appassionato di musica. Stringendoci attorno al dolore della famiglia, lo vogliamo ricordare come ha voluto il figlio Giovanni. Le note di UJWinter lo accompagneranno nel suo ultimo viaggio. Ciao Mario, che la terra ti sia lieve». 

Rava: «Tristezza infinita» Enrico Rava dalla pagina del suo profilo Facebook esprime così tutto il suo dolore: «Qualcosa che non avrei mai voluto dover scrivere: Mario Guidi se n’è andato. Da più di trent’anni, mio collaboratore indispensabile e geniale, e mio carissimo amico. Non ho parole per esprimere la mia gratitudine nei suoi confronti. Per le idee che mi ha dato, per il sostegno nei momenti difficili, per la sua pazienza nei miei confronti. Innamorato della musica come pochi, faceva questo lavoro per me con una passione unica. Non so dire quanti miei progetti sono nati da sue intuizioni. Mi mancherà tantissimo. Tristezza infinita».

Il ricordo di Paolo Fresu «È mancato prematuramente Mario Guidi, pioniere del jazz italiano. Agente e manager illuminato è stato uno dei primi a intraprendere la strada di una professione che, nell’Italia degli anni Ottanta, non esisteva. Nei suoi lunghi anni di attività si è occupato di artisti come Enrico Rava e Stefano Bollani contribuendo con amore e passione a dare luce artistica anche al suo amato figlio Giovanni, oggi uno dei più creativi pianisti europei. All’inizio della sua carriera si occupò per un piccolo periodo anche della mia attività e di altri musicisti ‘amici’ e tante volte è stato a Time in Jazz per accompagnare i suoi artisti o da semplice ascoltatore. Mario era una persona dolce e gentile. Grande cultore di jazz si è trovato a vivere in questo mondo per passione contribuendone allo sviluppo artistico e professionale che, dal 2018, l’ha portato a essere il vice presidente dell’Associazione nazionale IJN che afferisce alla Federazione Nazionale Il Jazz Italiano. C’è un parallelismo tra Mario Guidi e Giammaria Testa, anche lui mancato troppo presto. Non solo l’affabilità e l’umanità ma il provenire tutti e due dal mondo della ferrovia. Due uomini che sapevano scartare e che hanno affrontato la vita come fosse un viaggio senza distinzione di classe. Mario ne intraprenderà un altro e il mondo del jazz lo saluterà con affetto dalla pensilina di Foligno, la sua città, sventolando fazzoletti dai colori tenui. Il mesto ricordo – quello personale e come Presidente di IJI – è per lui, la sua famiglia e i tanti che gli hanno voluto bene».

Un passato da critico musicale Anche Musica Jazz, la nota rivista musicale, ricorda il manager postando dalla sua pagina social il primo articolo a firma Mario Guidi, ricordando così il suo passato anche da critico musicale: «Come tanti di coloro che si sono poi dedicati professionalmente al jazz in Italia, anche Mario Guidi ha iniziato a occuparsi della sua musica preferita scrivendo sulle pagine della nostra rivista, della quale è stato assiduo collaboratore per ben dieci anni, dall’aprile 1980 all’aprile 1990, quando poi ha dato avvio alla sua brillante carriera proseguita fino a poche ore fa. Per noi ha scritto recensioni, corrispondenze e monografie, oltre a realizzare qualche bella intervista. Lo ricordiamo col suo primo pezzo apparso sulle nostre pagine, nel numero di aprile 1980».

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