giovedì 14 novembre - Aggiornato alle 00:13

Jazz club e Clinics sotto il cappello di Umbria jazz: prende corpo una lunga stagione musicale da novembre a luglio

Al via la nuova rassegna perugina con l’idea di farla crescere per dare continuità al jazz in Umbria, in attesa degli spazi. Per la formazione si pensa anche ad un Master

Jazz club Perugia, la presentazione della stagione 2019-2020

di Danilo Nardoni

Non tutti sanno che Umbria jazz, il festival che oggi tutti tengono a ragione sopra un piedistallo, è nato però da una costola del Jazz club Perugia. L’idea dell’evento, infatti, fu presentata per la prima volta da questo gruppo di perugini appassionati del genere nel 1972, alla prima giunta regionale dell’Umbria. Ora questi due ‘sposi’, separati alle nozze, si ritrovano in maniera ufficiale. Ecco quindi che si assisterà per il 2019-2020 alla prima stagione del Jazz club presentata ufficialmente da Umbria jazz. Basterebbe solo questo per una conferenza, ma con Carlo Pagnotta non si sa mai cosa aspettarsi. E allora, oltre ad annunciare questo importante risultato, il vulcanico direttore artistico del festival, lunedì 21 ottobre davanti ai giornalisti convocati all’Hotel Brufani, ha messo sul tavolo molte questioni: dai soldi promessi dalla Regione e poi non arrivati al Jazz club, agli spazi risicati per la musica a Perugia – non è mancata qualche frecciatina all’assessore comunale Michele Fioroni per le attese del nuovo Turreno con davanti, invece, l’altro assessore, alla cultura, Leonardo Varasano – fino alle nuova governance delle Clinics. C’è stato anche spazio per la musica naturalmente, visto che sotto i riflettori ci sono ora gli annunciati nuovi concerti della rassegna in programma al Brufani con, tra gli altri, le coppie Paolo Fresu/Daniele Di Bonaventura e Enrico Rava/Danilo Rea Duo, passando per il Gospel (in questo caso eccezionalmente al teatro Morlacchi) e il tributo a Charlie Parker nel centenario della nascita, fino al quartetto con Melissa Aldana.

Stagione Quella che prenderà il via l’8 novembre, per terminare il 30 aprile in occasione dell’International Jazz Day, è pertanto un’edizione importante del Jazz Club Perugia: la stagione infatti entra a pieno titolo tra gli eventi organizzati dalla Fondazione Umbria Jazz, al pari delle altre kermesse, Umbria Jazz, Umbria Jazz Spring e Umbria Jazz Winter. Prende forma quindi sempre più una lunga stagione musicale che da novembre a luglio proporrà tre festival e una stagione con concerti, senza soluzione di continuità, che offrirà agli appassionati un cartellone ricco ed eterogeneo. Con una idea, quindi, che è anche quella di pensare ad una stagione invernale sempre più grande per portare il grande jazz a Perugia non solo a luglio. «Un ulteriore passaggio importante dopo la soluzione che ha assicurato una continuità di gestione delle clinics dentro Umbria jazz» ha affermato il direttore Rasimelli. «Quindi dopo il festival in estate, la stagione invernale e il progetto Uj4kids prende corpo una operazione culturale importante su Perugia all’insegna del jazz» ha poi aggiunto ricordando però che «siamo ancora a livello zero per il sostegno da parte dell’imprenditoria perugina e umbra ad Umbria jazz». Pagnotta ha inoltre ricordato che «mentre il festival è cresciuto sempre più negli anni, il jazz club ha avuto non pochi problemi problemi». Ma ora c’è una novità che piace a Pagnotta: «Uj si è assorbita l’onore delle clinics e quindi del jazz club. E questa unione non può che farmi piacere».

Clinics Come ha poi ricordato Pagnotta il jazz club funziona infatti «perché spendiamo i soldi che arrivano dalle clinics con le quote di iscrizione, poi quando arrivano i contributi per la stagione rifocilliamo i conti delle clinics». E sulle risorse promesse dalla Regione, e poi «non arrivate più» Pagnotta rilancia: «Abbiamo avuto nella precedente stagione un disavanzo di 10mila euro, proprio la cifra promessa dall’assessore alla cultura e poi non arrivata. Questo significa prenderci in giro». Sulle Clinics è poi intervenuto anche Rasimelli: «Ora ha preso corpo l’idea di fare una proposta per vedere se oltre alle clinics a luglio si può rendere operativa l’ipotesi di un master superiore per il jazz».

Concerti Sede degli otto concerti in programma (budget artistico di 28mila euro con 45mila di costi totali, secondo quanto ricordato in sede di conferenza stampa) sarà anche quest’anno l’Hotel Sina Brufani (concerti preceduti da un appuntamento enogastronomico), con l’eccezione dell’evento del 23 dicembre che si terrà al Teatro Morlacchi. Si inizia come detto l’8 novembre con un duo che probabilmente rappresenta lo stato dell’arte nel suo genere: Enrico Rava e Danilo Rea, mentre il 9 dicembre sarà la volta di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, progetto certamente non da meno. I due progetti made in Italy saranno intervallati il 22 novembre dal trio di Charlie Hunter, che il pubblico di UJ ha avuto modo di apprezzare in passate edizione del festival. Evento particolare il 23 dicembre per location e musica: sarà infatti l’occasione per gli auguri natalizi alla città con il gospel dell’Every Praise & Virginia Union Gospel Choir al Teatro Morlacchi. Il 2020 vedrà ancora il jazz italiano protagonista: il 7 gennaio con il quartetto di Rosario Bonaccorso special guest Fabrizio Bosso, il 14 febbraio Nico Gori sempre in quartetto sarà quindi occasione per festeggiare un San Valentino fuori dagli schemi. Conclusione infine il 20 marzo con una super band composta da Vincent Herring, Piero Odorici, Dave Kikoski, Aldo Zunino e Hank Allen-Barfield, insieme per celebrare il centenario della nascita di Charlie Parker. Il 30 aprile le celebrazioni dell’International Jazz Day con il nuovo quartetto della sassofonista Melissa Aldana, anch’essa ospite in passato di UJ.

Spazi per la musica Pagnotta, anche pensando ad una stagione sempre più grande del Jazz club pure in inverno sotto il cappello Umbria jazz, ha tirato fuori sul finale anche il problema dei problemi per chi pensa e parla di ‘Perugia capitale della musica’: quello della carenza degli spazi. «A Terni si stanno muovendo con dei sit-in per il Verdi perché lo vorrebbero come il Turreno che qui però non si vede ancora e non si sa come sarà; il Pavone fino al 2020 non è pronto; S.Francesco al Prato viene bene per i congressi e non certo per la musica»: così il direttore artistico di Uj chiedendo all’assessore Varasano delle risposte. Dopo aver detto che il Comune sta lavorando per ridare ordine al contributo ad Umbria jazz (attualmente di 80mila per il festival e 38mila per le clinics e quindi Jazz club), «è evidente – ha aggiunto l’assessore comunale alla cultura – che ci sono dei problemi di spazi per la grande musica a Perugia. Per il Pavone posso dire che i lavori saranno finiti entro il 31 dicembre 2020 e che l’assegnazione ai nuovi gestori dovrà essere fatta entro i primi tre mesi del 2021. A San Francesco, al di là delle questioni acustiche di cui si discuterà successivamente, i lavori attualmente in corso per eliminare il problema dei tarli finiranno entro il 31 dicembre».

Info I concerti inizieranno tutti alle ore 21.30. Biglietti e abbonamenti saranno a disposizione la sera stessa di ogni concerto a partire dalle 19.30. Biglietto (concerto + buffet) € 20; Biglietto concerto del 23 dicembre al Teatro Morlacchi: € 20 platea e palchi I e II ordine; € 12 palchi III e IV ordine. Abbonamento agli 8 concerti: € 120, studenti e minorenni € 60.

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