mercoledì 12 dicembre - Aggiornato alle 15:10

Il tesoro nascosto di Spoleto, Cardarelli su Panorama: «Servono soldi per proseguire scavi»

La necropoli di piazza d'Armi

Dalle colonne di Panorama il sindaco Fabrizio Cardarelli lancia un appello a istituzioni e privati per reperire risorse necessarie alla prosecuzione degli scavi nella necropoli del VII-VI secolo ac scoperta a piazza D’Armi.

Necropoli di piazza d’Armi L’occasione l’ha offerta la giornalista Maurizia Tazartes che con un ampio servizio ha raccontato Il tesoro ancora nascosto di Spoleto, ripercorrendo le tappe degli scavi di piazza d’Armi compiuti anche grazie al gruppo di archeologi dell’associazione Astra, guidati dal tedesco Joachim Weidig, con la collaborazione della direttrice del museo archeologico Maria Laura Manca.

Weiding: «Riemerso solo il 10%» I primi ritrovamenti nell’area della necropoli risalgono al 1982, ma il lavoro è ripreso nel 2008-2009 e proseguito nel 2011 sotto la direzione di Liliana Costamagna: «Quello che viene fuori dalla terra – spiega Joachim Weidig – non è solo un’arte originale, ma è una civiltà sconosciuta di cui però è riemerso solo il 10%». A causare lo stop è, come spesso capita, la mancanza di fondi nonostate lo scavo potrebbe portare alla luce «altre tombe e fare un piccolo sito archeologico per i visitatori, come a Cerveteri o Fossa».

Mancano le risorse per gli scavi In particolare, nell’articolo di Panaroma viene ricordato come i ritrovamenti abbiamo fatto emergere «un quadro del tutto nuovo della società umbra, che tra la fine dell’VIII secolo e la metà del VI ac era un anello di congiunzione tra il mondo etrusco, laziale e sabino». E in questo senso l’amministrazione comunale è intenzionata a reperire le risorse necessarie per garantire la prosecuzione degli scavi, anche coinvolgendo soggetti privati interessati a finanziare i restauri delle tombe.

L’appello di Cardarelli A parlare al settimanale diretto da Giorgio Mulè, amico di Spoleto, è direttamente il sindaco: «Non vogliamo lasciare nulla di intentato, perché il valore di questi ritrovamenti è straordinario e molto altro ancora può essere portato alla luce e riteniamo sia un’operazione fondamentale anche per la promozione turistica del nostro territorio, che si lega al lavoro che sta portando avanti il museo archeologico di Spoleto, dove è possibile visitare i reperti già restaurati».

L’ultima scoperta degli archeologi Una necessità resa ancora più urgente dall’ultima scoperta fatta dagli archeologi guidati da Weidig «una fibula di 4 centimetri costituita da una sfinge alata e la staffa con due teste antropomorfe nella tomba di una bambina-sacerdotessa. Bellissima, ce ne sono altre sette identiche».

Più di 40 tombe venute alla luce Più in generale dallo scavo del 2011 sono emerse 30 tombe a inumazione, con il defunto seppellito all’interno di una fossa scavata nel terreno e ricoperta di grandi scheggioni di pietra, mentre da quello del 2008-2009 ne erano state scoperte 11. In otto casi la fossa era inserita all’interno di un circolo di pietre del diametro di circa 6-7 metri, che delimitava il tumulo eretto a monumentalizzare la tomba.

Tra gli inumati anche 3 guerrieri Molto ricco il corredo funebre posto o direttamente all’interno della fossa o in una fossa-ripostiglio a parte, scavata al di sotto del piano di deposizione del cadavere e chiusa poi con tavole di legno, oppure scavata ai piedi del defunto, all’interno del circolo di pietre. Tra gli inumati, poi, anche tre guerrieri armati con lance e pugnali, presenti asce in ferro e l’umbone centrale in bronzo di uno scudo in materiale deperibile.

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