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mercoledì 24 febbraio - Aggiornato alle 19:07

«I treni letterari», da Pirandello a Sciascia in un libro la modernità inaugurata dalla ferrovia

Il volume, a cura di Giovanni Capecchi e Maurizio Pistelli, raccoglie gli atti di un convegno organizzato dalla Stranieri nel 2019

Leonardo Sciascia

Ha l’obiettivo di inquadrare come il treno, le sue stazioni e il suo immaginario siano entrati nelle pagine dei nostri narratori e poeti il volume «I treni letterari», che raccoglie gli atti di un convegno che si è svolto all’Università per stranieri di Perugia nel 2019. «L’invenzione del treno – spiega Palazzo Gallenga in una nota – ha portato con sé quella della velocità, e la sua seduzione, nell’epopea del vapore, ha fatto breccia in non poca della narrativa italiana otto e novecentesca».

Il volume «Pirandello, Verga, Montale, Svevo, i futuristi e molti altri scrittori e intellettuali ci hanno lasciato preziose attestazioni della straordinaria modernità inaugurata dal treno, che a pochi decenni dalla sua invenzione – ricorda la Stranieri – ha iniziato a trasportare merci e persone in tutta Europa, con frequenza e ritmi che l’uomo comune stentava a concepire».

Pagine “ferroviarie” Il volume a cura di Giovanni Capecchi e Maurizio Pistelli («Treni letterari. Binari, ferrovie e stazioni fra ‘800 e ‘900», edito a Torino da Lindao, 464 pagine), si concentra in particolare su alcuni scrittori del Novecento, di cui tale lettura critica mancava. Così di Elsa Morante, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, Carlo Cassola e altri vengono analizzate le pagine “ferroviarie” e il loro senso letterario e culturale.

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