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giovedì 3 dicembre - Aggiornato alle 15:13

I lavoratori dello spettacolo dal vivo manifestano in piazza: «Aiuti e sussidi sì ma anche diritti e dignità»

Pure a Perugia la manifestazione ‘L’assenza spettacolare’ che si è svolta contemporaneamente in altre città italiane per sostenere un settore «in ginocchio»

Protesta lavoratori dello spettacolo a Perugia

di Dan. Nar.

Circa 200 persone, distanziate e in sicurezza, sono scese in piazza venerdì mattina a Perugia. Non solo sussidi e aiuti in un momento “difficile e drammatico” come quello attuale, ma anche diritti e dignità “sempre”, hanno chiesto manifestando le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo. Con ‘L’assenza spettacolare’, questo il titolo della mobilitazione nazionale indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, il mondo dello spettacolo dal vivo anche in Umbria e in particolare nel capoluogo regionale ha fatto sentire la sua voce.

Risorse e tavolo permanente Vista la grave situazione sanitaria in atto anche tutto questo settore è stato colpito dai nuovi provvedimenti per arginare la diffusione del Covid-19, con la chiusura di cinema, teatri e sale da concerto. Attrici, musicisti, tecnici e sindacalisti si sono così mobilitati contemporaneamente in molte città italiane. A Perugia l’appuntamento si è tenuto questa mattina in piazza Italia e i presenti hanno chiesto a nome di tutti i lavoratori del settore “risorse certe fino alla ripartenza del settore, un tavolo permanente tra parti sociali e ministeri, ammortizzatori e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui, stabilizzazione dell’occupazione per i precari delle fondazioni lirico-sinfoniche”.

FOTOGALLERY DELLA MANIFESTAZIONE

Piano di rilancio Messi “in ginocchio” dalla pandemia, teatro, musica, cinema, danza – è stato ribadito nel corso dei vari interventi – sono motori culturali ma anche economici di un Paese come l’Italia e di una regione come l’Umbria. “Il comparto – spiegano gli organizzatori – è in grandissima sofferenza e troppi lavoratori non hanno ancora ricevuto gli ammortizzatori o le indennità e sono ancor oggi senza tutele garantite, nonostante le promesse. I dati sulla crescita del contagio, il fatto che per lunghi mesi, non si potrà tornare alla normalità, richiedono di individuare con certezza sostegni per lavoratrici, lavoratori e imprese per un periodo lungo a partire da un piano di rilancio utilizzando anche le risorse del Recovery Fund”.

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