domenica 29 marzo - Aggiornato alle 13:40

Coronavirus e cinema umbri: «Sale aperte in via sperimentale per una settimana»

Riccardo Bizzarri, presidente regionale dell’Anec spiega motivi e metodi: «Vogliamo continuare a dare un servizio al pubblico anche se con capienze ridotte e nel rispetto delle regole»

Una sala cinematografica

di Danilo Nardoni

Il mondo della cultura in Italia è in ginocchio da quando anche nel nostro Paese è arrivata l’emergenza coronavirus. Il colpo finale è ora arrivato con il decreto legge del 4 marzo 2020, firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che obbliga la sospensione delle manifestazioni ed eventi che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Ma c’è chi, come le sale cinematografiche della regione, va avanti e prova a fare la sua parte, nel rispetto delle disposizioni governative, dando però una parvenza di normalità. «Ci muoviamo in un terreno minato – afferma all’agenzia Ansa Riccardo Bizzarri, presidente della sezione regionale degli esercenti cinema (Anec Umbria) – ma il nostro tentativo è di dare un servizio pubblico e anche sociale in un momento difficile e un segnale che non tutto è fermo per il mondo culturale, pur con numeri di ingressi ridotti».

Settimana sperimentale Le sale cinematografiche della regione in maniera unitaria (al momento nessuno si è detto contrario alla decisione) provano ad andare avanti e a “sfidare” l’emergenza coronavirus. «Ci siamo dati una settimana di sperimentazione per valutare anche la risposta del pubblico e poi ogni cinema deciderà in maniera indipendente come proseguire» prosegue Bizzarri. «Anche se in Umbria la situazione non è grave, faremo quanto ci dice di fare il decreto» commenta ancora Bizzarri. Decreto che, sottolinea il presidente Anec regionale, «dà indicazioni di sospensione di iniziative pubbliche solo se non si rispetta la distanza di un metro e che non può essere modificato a livello locale nemmeno con una ordinanza dei sindaci».

Dare senso di normalità La decisione è avvenuta dopo aver valutato, spiega Bizzarri, tutti gli aspetti a livello nazionale. Infatti, mentre nel Nord Italia i cinema sono in sostanza tutti chiusi nel Centro-Sud la tendenza è quella di tenere le sale aperte. «In Umbria i casi di contagio del virus sono ancora bassi rispetto ad altre realtà – dichiara Bizzarri – e quindi, anche se la psicosi da evento pubblico ormai è avviata, le sale cinematografiche della regione provano a fare questo tentativo sperando che il pubblico apprezzi e che venga comunque a vedere i film». Anche perché per Bizzarri, con gli spettacoli teatrali e i concerti annullati e rinviati perché legati ad altre dinamiche come quelle dei tour cancellati a livello nazionale, «senza neanche i cinema aperti possiamo dare l’idea veramente di essere in guerra».

Metodi La decisione di tenere aperti i cinema in Umbria è arrivata anche perché la distribuzione dei film, dopo un primo stop nelle settimane scorse, ora è ripresa e sono previste quindi nuove uscite, tanto che anche i grandi multiplex, a quanto pare anche loro, continuano a tenere aperte le sale. E per garantire la sicurezza del pubblico che vuole andare al cinema, Bizzarri annuncia che saranno messi dei cartelli con delle indicazioni di comportamento e tenute le persone in sala ad una distanza di tre poltrone libere. «Avremo spazi utilizzati per un terzo della capienza, con una sala ad esempio di 180 posti che ne avrà 60 a disposizione, ma ci proviamo lo stesso» afferma ancora Bizzarri che poi aggiunge, facendo appello al buon senso: «Chiaramente separare i familiari sarà un controsenso».

Motivazioni «Con questa sperimentazione di una settimana – si legge in un nota di Anec Umbria – valuteremo la partecipazione del pubblico, cioè se c’è la volontà di continuare a fare una vita sociale e culturale oppure la paura blocca qualsiasi iniziativa; consolidiamo la collaborazione con i distributori che hanno mostrato la loro disponibilità nel far uscire i film in periodo così difficile. Infatti in un periodo così difficile per tutto il comparto del cinema e, in generale, per tutte la vita sociale del paese il fatto stesso di restare aperti ci è sembrata un’indicazione positiva verso una normalizzazione che tutti quanti auspicano, sia dal punto di vista strettamente sanitario, che dal punto di vista della gestione dell’emergenza e delle ricadute sulla vita quotidiana di tutti».

Precauzioni «Faremo in modo di garantire le indicazioni per la salvaguardia della salute degli spettatori indicate dal decreto (art 1, comma b), mediante cartelli affissi fuori e dentro il cinema, segnalazioni a terra e indicazioni degli operatori alla cassa e il contingentamento dei posti facendo in modo che il pubblico sieda a distanza di sicurezza in base alle caratteristiche specifiche (es uno spettatore ogni tre poltrone, file alternate, ecc…)».

Auspicio «Infine ci auspichiamo – conclude Anec Umbria – che quanto prima la nostra scelta sia supportata in modo più puntuale dalle strutture nazionali che hanno la responsabilità di dare indicazioni uniformi per tutto il territorio e che le sale, come le nostre, che decidono di proseguire con l’attività senza nessuna garanzia di tutela economica e legale, vengano equiparate alle sale chiuse della così detta zona rossa nelle pratiche di rimborso e/o recupero dei mancati incassi».

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