venerdì 26 aprile - Aggiornato alle 18:17

Galleria nazionale dell’Umbria: riscoprire il ‘500 a Perugia con le miniature del Pollino

Dal 13 aprile al 9 giugno «Atomi e nuvole»: è la prima mostra mai realizzata su Cesare Franchi. Novità in arrivo negli accordi tra Gnu e Comune di Perugia

Pollino in mostra con le sue miniature

di Angela Giorgi

Miniature e disegni di un artista poco noto al grande pubblico, accanto a esempi rappresentativi della grande tradizione miniaturistica cinquecentesca, a lui contemporanea. Sarà visitabile dal 13 aprile al 9 giugno, presso la Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia, la mostra ‘Atomi e nuvole’, dedicata al miniatore perugino Cesare Franchi detto il Pollino, una delle eccellenze europee in questo ambito. Saranno inoltre presentate a breve alcune novità sugli accordi tra il museo e il Comune di Perugia, in un incontro pubblico tra il direttore della Gnu, Marco Pierini, e il sindaco Andrea Romizi.

FOTOGALLERY: LA MOSTRA IN ANTEPRIMA

Un artista e un’epoca da riscoprire Mostre come occasioni non per lo sfoggio di belle opere, ma per lo studio: è in questa prospettiva che Marco Pierini ha presentato la mostra sul Pollino. «È la prima esposizione mai fatta su questo artista – ha raccontato Pierini – e devo ringraziare Laura Teza per averci suggerito l’idea e il titolo». «Riscoprire il Pollino significa anche “risarcire” la storia della Perugia cinquecentesca, ingiustamente considerata una fase di decadenza – ha aggiunto Teza, professoressa di Storia dell’arte moderna presso l’Università degli studi di Perugia – È una storia, invece, tutta da rivalutare. Un ringraziamento speciale a Duccio Marignoli e alla fondazione Marignoli di Montecorona che hanno collaborato alla realizzazione della mostra».

Nel microcosmo del Pollino Notissimo ai suoi tempi, va incontro a una fine tragica: Cesare Franchi detto il Pollino si rende colpevole di un omicidio, compiuto a Perugia durante il Carnevale, e viene giustiziato presso “la fonte di piazza” lunedì 20 febbraio 1595. Soprannominato Pollino “per la sua poca vista” – dall’aggettivo latino pullus (scuro) – conseguente allo sforzo visivo quotidiano impostogli dal suo lavoro, Cesare Franchi dipinge le sue miniature con minuziosità e raffinatezza, realizzando nel piccolo formato scene molto elaborate e popolate di figure. Per guardare questo microcosmo e poterne apprezzare ogni dettaglio, al visitatore saranno fornite delle lenti d’ingrandimento (realizzate per l’occasione da Luxottica): una maniera antica e insieme attuale di scoprire i segreti visuali di un’opera d’arte. Trattate con spirito eccentrico e anticonvenzionale, le opere del Pollino sono intrise di una cultura nordica e internazionale, che proietta Perugia al centro di un crocevia artistico. Il progetto scientifico della mostra è stato curato da un comitato composto da Elena De Laurentiis, Duccio Marignoli, Marco Pierini, Simonetta Prosperi Valenti, Giovanna Sapori e Laura Teza.

Le opere in mostra La produzione miniaturistica dell’artista a oggi nota si compone di sole quindici opere, la maggior parte delle quali – otto – sono conservate in Umbria. Tra queste, quattro sono alla Galleria nazionale dell’Umbria, due fanno parte del patrimonio della Biblioteca comunale Augusta di Perugia, una è conservata presso la Parrocchia di S. Agostino, una è a Spoleto e fa parte del ricco patrimonio della Fondazione Marignoli di Montecorona. Vi si aggiungono, infine, gli esemplari conservati al Museo civico Amedeo Lia di La Spezia e alla British Library di Londra, riuniti a Perugia per l’occasione. La mostra ha l’intento di fare luce su un personaggio apparentemente “minore”, raccogliendo tutta la sua produzione miniaturistica conosciuta quasi al completo, e dall’altro rappresenta anche l’occasione per aprire una prospettiva di approfondimento e di confronto su un genere, quello della miniatura, che sul finire del Cinquecento conosce una rinnovata fortuna. Ne sono testimonianza alcune opere esposte in mostra eseguite da miniatori coevi al Pollino, come Francesco da Castello e un ignoto dai caratteri michelangioleschi, che permettono di inquadrare l’importante ruolo giocato da Perugia in questa specifica produzione artistica, a cui fu di sostegno anche l’attività di disegnatore del Pollino, evocata dai due disegni della Fondazione Marignoli e da uno proveniente da collezione privata.

Pubblicazioni A margine della mostra, la Galleria Nazionale dedica al Pollino un breve profilo nella collana ‘I quaderni della Galleria nazionale dell’Umbria’, edito da Aguaplano, che contiene testi di Livia Nocchi e Francesco Piagnani, mentre il volume monografico di studi sull’artista sarà pubblicato prossimamente, a cura della Fondazione Marignoli di Montecorona di Spoleto per i tipi dell’Editoriale Umbra.

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