venerdì 15 novembre - Aggiornato alle 11:44

Futuro del Turreno, SergioPerLaMusica torna alla carica: «Chiederemo incontro a Varasano»

La Fondazione: «Non ci sono più alibi ora. Per noi dovrebbe diventare la “Casa della musica e delle arti”»

Il Turreno desolatamente vuoto (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Dan.Bo.

«Per noi il futuro della città è il Turreno come “Casa della musica e delle arti”». Giovedì tirando le somme dell’edizione 2019 di Moon in June, chiusasi domenica con il concerto sold out di Carmen Consoli, la Fondazione SergioPerLaMusica e l’associazione Moon in June sono tornati a parlare di quella che «per noi è una magnifica ossessione», cioè il futuro del Turreno. La conferenza stampa si è tenuta non a caso proprio di fronte allo storico cinema-teatro – chiuso ormai dal lontano 2009 – a poche ore dall’insediamento ufficiale della nuova giunta di Andrea Romizi e del nuovo assessore alla Cultura Leonardo Varasano.

FOTOGALLERY: IL TURRENO OGGI

Casa della musica Un momento dunque propizio per discutere della trasformazione della struttura. Virgilio Ambroglini, presidente della Fondazione, dopo aver fatto i complimenti al sindaco e all’assessore ha spiegato che a breve chiederà un incontro «per spiegare secondo noi cosa dovrà diventare il Turreno. Meno 1416 e più futuro! E per noi il futuro della città è il Turreno come “Casa della musica e delle arti” dove poter replicare stagioni d’autore anche internazionali come quelle che faceva Piazzoli». Per Ambroglini ora «non ci sono più alibi, anche perché Romizi durante la campagna elettorale ha messo il Turreno come questione strategica».

IL CRONOPROGRAMMA DEI LAVORI

Il dibattito Le idee della Fondazione sono ben diverse rispetto a quelle del Comune. Alcuni mesi fa l’assessore Michele Fioroni, che Romizi ha deciso di confermare anche nella nuova giunta, ha spiegato che il cinema-teatro diventerà «un contenitore polivalente, una piazza coperta con sedute smontabili in due ore per ospitare spettacoli, concerti, congressi, musical» e che, secondo il cronoprogramma, sarà aperto nel 2022.

La capienza Il dibattito nel corso degli anni (l’atto di cessione risale ormai al 2015) è ruotato molto intorno alla capienza: troppo pochi, secondo la Fondazione e secondo altri soggetti del mondo culturale cittadino, i poco più di 900 posti a sedere, mentre il Comune ha posto nel corso del tempo il problema della sostenibilità economica di un Turreno con un’alta capienza dedicato solo a concerti e rassegne. «Ci interessa continuare a dare il nostro contributo di idee – ha detto giovedì Ambroglini – anche perché i primi a far riaprire questo luogo storico della cultura perugina e non solo è stata la Fondazione che con un dibattito pubblico più volte replicato sul tema ha anche scongiurato destinazioni sbagliate che si prospettavano all’orizzonte». Di Turreno si tornerà a parlare a breve.

Twitter @DanieleBovi

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