domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 19:26

Il francescano: «Con buona pace di qualcuno a Sanremo ha vinto l’integrazione»

«Il futuro è dove si intrecciano razze, culture, fedi e religioni. Dove la pretesa di un popolo puro è solo dei pazzi».

Padre Enzo Fortunato-©Fabrizio Troccoli

Da Assisi l’analisi sul vincitore di San Remo è netta e chiara: «Ha vinto l’integrazione». Sono parole che suonano forti nel giorno dopo la finale del festival della musica italiana, quando il microfono passa alla polemica, particolarmente sui social. Mentre dalla quiete di Assisi, il francescano che è la voce del Sacro convento, padre Enzo Fortunato, responsabile della sala stampa, medita una riflessione sulla coincidenza positiva tra il vincitore e i tempi che viviamo.

L’analisi «Il brano – scrive il francescano su Sanfrancesco,org – offre più di qualche elemento di francescanesimo, perché ci ricorda il padre di Francesco, Pietro Bernardone, che pensava solo al guadagno. Un tema caro al giovane rapper milanese che ha già capito che nella vita c’è altro: la ricerca di senso e di significato, l’affetto, l’amore. Ha vinto l’integrazione. Con buona pace di qualcuno, questa vittoria ci mostra il futuro del nostro Paese, dove si intrecciano razze, culture, fedi e religioni. Dove la pretesa di un popolo puro è solo dei pazzi». Poi una nota polemica sui conduttori: «Ci saremmo aspettati qualcosa in più da coloro che lo conducono… Certo non comizi, ma esaltare il valore dell’accoglienza non è peccato». Quindi la spiritualità: «Ma tornando ai testi – scrive ancora – alcuni, ad esempio, parlano del disagio giovanile come quella di Daniele Silvestri altre di aspettative e ricchezza per Mahmood, di emarginazione per i Negrita trattando di fatto il tema più attuale… ma ciò che forse le accomuna tutte è una diffusa ricerca di una spiritualità e di quel significato profondo che si cela nell’animo umano. E se la parola Dio, in maniera esplicita, compare solo in due canzoni e in entrambe sotto forma di supplica (“Dio salvaci da questi giorni” per la canzone di Achille Lauro e “se solamente Dio inventasse delle nuove parole” nel testo di Ultimo) in quasi tutti i testi troviamo riferimenti a temi che si accordano a uno sguardo verso l’alto: Simone Cristicchi parla della vita come “l’unico miracolo a cui non puoi credere, perché è tutto un miracolo quello che vedi” mentre Nino d’Angelo dice “che il paradiso si nasconde anche in questo mondo”.

Ed è vero quello che dice il Cardinal Ravasi: si respirano i problemi del nostro tempo. Non si isolano nell’amore vago che in passato avvolgeva i versi di Sanremo.

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