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Festival di Spoleto torna in Colombia con l’opera: «Trattiamo per spedire a Shanghai trilogia mozartiana»

Così fan tutte a Cartagena, ma patto rinnovato anche per 2020: al Due Mondi spazio all’Orchestra di Medellin

11/07/2018 61 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Sala Pegasus, conferenza stampa secondo week, nella foto Giorgio Ferrara

di Chiara Fabrizi

Il Festival di Spoleto torna in Colombia con l’opera e lo farà ancora nel 2020 per chiudere al Festival di Musica di Cartagena, la città bagnata dal Mar dei Caraibi, la trilogia mozartiana che ha già aperto il Due Mondi tra il 2015 e il 2017. Quella stessa trilogia, composta da Così fan tutte, Le nozze di Figaro e il Don Giovanni, è al centro di trattative tra il Festival di Spoleto e lo Shanghai International arts festival, dove c’è interesse a metterla in scena. Non solo. Il patto col Festival di Cartagena prevede anche un biglietto di ritorno e a staccarlo è l’orchestra di Medellin, che eseguirà l’opera a Cartagena l’11 gennaio, ma che soprattutto è attesa al prossimo Due Mondi. Andiamo con ordine.

Due Mondi Spoleto A parlare del ritorno in Colombia del Festival di Spoleto, che qui nel 2017 era già sbarcato con Le Nozze di Figaro, è il direttore artistico Giorgio Ferrara, che raggiunto telefonicamente spiega che a Cartagena sono state inviate «le scenografie e i costumi» realizzate da Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, mentre è differente il cast che porterà in scena Così fan tutte al teatro Adolfo Mejia: «Abbiamo selezionato i cantanti – spiega Ferrara, che ha firmato la regia della trilogia – sulla base di una serie di proposte, come già avvenne due anni fa, quando la prima opera inserita nel cartellone di Cartagena ebbe un successo strepitoso, che sono certo si ripeterà quest’anno». Ferrara a differenza di due anni fa non volerà in Colombia «perché – dice – sto chiudendo il programma del Frstival di Spoleto, ma abbiamo inviato una squadra di tecnici spoletini che sta procedendo all’allestimento di Così fan tutte, in collaborazione con le maestranze di Cartagena».

Colombia L’unica novità per la prossima edizione del Due Mondi che Ferrara mette sul tavolo è proprio colombiana: «Posso solo dire che ospiteremo l’Orchestra di Medellin, che sarà protagonista con un concerto, mentre nel 2020 – dice Ferrara – torneremo a Cartagena con il Don Giovanni, dopodiché vedremo, ma sappiamo che hanno molto apprezzato l’opera inedita Il Minotauro che ha aperto Spoleto61, per cui credo ci siano margini per proseguire la collaborazione con Antonio Miscená, bravissimo direttore del Festival di Cartagena». Dalla Colombia alla Cina, dove due mesi fa Ferrara ha siglato un patto aprendo alla possibilità di realizzare un’opera lirica da un romanzo del premio Nobel Mo Yan. Intanto, però, la trattativa per esportare in Oriente produzioni del Due Mondi risulta avviata e nel mirino c’è ancora la trilogia mozartiana: «Sì, c’è la richiesta dell’International arts festival di Shanghai, per avere le tre opere mozartiane, ma l’accordo non è ancora chiuso». Intanto su il sipario a Cartagena.

 

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