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mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 19:30

Festival di Spoleto, Hannigan primo direttore di orchestra donna. Largo al Fado con Mariza

Niente opera inaugurale, si apre e chiude coi concerti in piazza Duomo. Danza: omaggio a Pina Bausch e a Trisha Brown. Franceschini: «Per giugno fiducia su ritrovata normalità»

Barbara Hannigan, direttrice d'orchestra e soprano

di Chiara Fabrizi

Al Festival di Spoleto debutta per la prima volta un direttore d’orchestra donna, ossia la canadese Barbara Hannigan. Ma è lungo l’elenco delle donne Due Mondi: a Spoleto è, infatti, attesa la diva del Fado Mariza, ma anche le coreografe Anne Teresa De Keersmaeker, Germaine Acogny e Blanca Li. Si tingerà molto di rosa l’edizione numero 65 della kermesse di cui, lunedì mattina, la direttrice artistica Monique Veaute, il ministro Dario Franceschini e il sindaco di Spoleto Andrea Sisti, hanno svelato circa metà del cartellone, annunciando dall’11 gennaio l’apertura della biglietteria. «Anche quest’anno il Festival di Spoleto si svolgerà in una situazione particolare, ma siamo fiduciosi che per giugno il Paese vivrà una ritrovata normalità» ha detto Franceschini, che ha definito la presentazione di parte del programma del Due Mondi «anche un’occasione per dare fiducia al mondo della musica e dello spettacolo del vivo che col Covid-19 ha di fatto attraversato il deserto senza perdere speranza e capacità di adattamento».

Niente opera inaugurale, si apre e si chiude coi concerti Spoleto65, però, non inaugurerà con l’opera, segnando una netta discontinuità con la tradizione della kermesse che nulla ha a che vedere con il Covid, che invece già da due edizioni ha privato il pubblico del Due Mondi dell’opera. Monique Veaute, infatti, come lo scorso anno, punta sulla musica e l’apertura del Festival è di nuovo affidata alla Budapest festival orchestra diretta da Ivan Fischer, ma sul palco ci sarà anche il Coro di Santa Cecilia con una collaborazione inedita. Nella cornice di piazza Duomo la manifestazione si aprirà con un programma bipartito che accosta la musica di Bach a quella di Philip Glass, capofila dei compositori minimalisti dallo stile più propriamente volto al sinfonismo americano. Il gran finale di Spoleto65, invece, è affidato all’orchestra di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano e alla soprano Hannigan, mentre il programma prevede musiche di Copland e Barber.

Hannigan primo direttore di orchestra donna I programmi completi, i cast e tutti gli altri appuntamenti musicali saranno annunciati nelle prossime settimane, ma intanto è evidente fin da ora che al centro del cartellone musicale del Festival di Spoleto c’è sicuramente Hannigan, a Spoleto per tre concerti: oltre a quello finale, l’artista canadese è attesa in piazza Duomo (2 luglio) nel suo duplice ruolo di direttrice di orchestra e soprano, della Voix Humaine di Francis Poulenc, che dirige insieme a Metamorphosen di Strauss con la compagine di Santa Cecilia; al Teatro Romano (3 luglio), invece, la Hannigan interpreterà il ciclo Jumalattaret del prolifico musicista John Zorn, accompagnata dal pianista Stephen Gosling.

Fado e danza Sempre in piazza Duomo è attesa la diva Mariza (30 giugno), che ha raccolto l’eredità della regina del Fado, Amália Rodrigues, e a Spoleto festeggerà i suoi venti anni di carriera con un concerto speciale. Per quanto riguarda la danza, invece, la coreografa Germaine Acogny, considerata la madre della danza africana contemporanea, reinterpreta The Rite of Spring di Pina Bausch (24–27 giugno, Teatro Romano), portando in scena trentotto ballerini africani provenienti da quattordici nazioni di tutto il continente. A Spoleto65 anche la danzatrice e coreografa Blanca Li incarna con il suo Le Bal de Paris (24 giugno–10 luglio, Sala XVII Settembre, Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti), uno spettacolo immersivo di 35 minuti e riservato a un pubblico di 10 persone che si serve della realtà aumentata. Il Due Mondi, infine, omaggia la coreografa newyorkese Trisha Brown scomparsa cinque anni fa: a Spoleto l’omonima compagnia riporta in scena Astral Converted e Working Title (1–2 luglio, Teatro Romano) insieme con gli Early Works (3 luglio, Palazzo Collicola).

Musica e teatro Nella sezione “nuovi modi per la raccontare la musica” rientra Mystery Sonatas/for Rosa (7–9 luglio, Teatro Romano), il nuovo spettacolo di Anne Teresa De Keersmaeker coprodotto dal Festival di Spoleto per accompagnare il pubblico nella ricchezza mistica e geometrica delle Sonate del Rosario del compositore Heinrich Ignaz Franz von Biber, eseguite dall’ensemble barocco Gli Incogniti con la direzione musicale di Amandine Beyer. In uno spazio scenico liberamente ispirato al dipinto L’allegoria dell’udito di Brueghel va in scena lo spettacolo Le Crocodile trompeur (24–26 giugno, San Simone) dei registi Jeanne Candel e Samuel Achache, che è tratto dall’opera barocca Dido and Aeneas di Henry Purcell. La stessa Candel firma anche lo spettacolo Demi-Véronique (30 giugno–3 luglio, Auditorium della Stella), in questo caso lo fa con Caroline Darchen e Lionel Dra, per portare in scena l’epopea musicale di Gustav Mahler.

Prosa Lo spettacolo di punta della prosa, invece, è del regista tedesco Thomas Ostermeier che a Spoleto presenta History of Violence (8–10 luglio, Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti), adattamento fatto con l’autore dell’omonimo romanzo Édouard Louis, 29 anni, vittima di violenza sessuale la notte di Natale del 2012. Ma al Due Mondi c’è spazio anche per i drammaturghi italiani: a Spoleto torna Leonardo Lidi con Il gabbiano di Anton Čechov (7–9 luglio, Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi), mentre Davide Enia che arriva in Umbria con Italia-Brasile 3 a 2 Il ritorno (1–3 luglio, Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi) e festeggia venti anni di carriera con il monologo del suo debutto teatrale avvenuto nel 2002.

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