mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 02:58

Eventi d’arte contemporanea nel centro storico di Perugia: gli artisti di Cazzotto invadono la città

Torna l’iniziativa che propone un modo non convenzionale di porre e fruire il momento artistico in stretto rapporto con gli spazi del capoluogo umbro e per ripensare i luoghi

Cazzotto, installazione di Mauro Cuppone

di Danilo Nardoni

‘Cazzotto’ dal nome originario del Bacio Perugina, evoca un colpo improvviso, un trauma buono, volto a scuotere un capoluogo di regione come Perugia che molti artisti, e non solo, stanno percependo come immobile o nostalgico. Per non dire ormai stanco e incapace di far respirare quell’arte a 360 gradi dettata dalla contemporaneità. Ecco allora che ‘Cazzotto’, ideato e coordinato dagli artisti Simona Frillici e Giassi Piagentini, si vuole confermare come un evento che propone un modo non convenzionale di porre e fruire l’arte contemporanea in stretto rapporto con la città di Perugia. Una rassegna innovativa e al tempo stesso ormai quasi radicata nell’acropoli perugina – è arrivata alla sua terza edizione – e consapevole «di aver già portato a contatto con la città, nel corso delle due precedenti tappe, un gran contingente d’arte contemporanea» affermano soddisfatti gli organizzatori. Per tre giorni (10, 11 e 12 maggio) tornano quindi gli eventi d’arte contemporanea disseminati in aree specifiche del centro storico di Perugia. Il consiglio allora è quello di immergersi e perdersi in questo scenario molto suggestivo d’arte diffusa, in questo ‘trauma buono’ che fa bene a persone e luoghi e si spera anche a chi deve amministrare la cosa pubblica e pensare alla città del futuro e al futuro della città.

Una strada per l’arte Nella sua elaborazione volutamente indeterminata e aperta, ‘Cazzotto’ individua e delinea una strada per l’arte, dove è fortemente richiesto mantenere massima spontaneità e libertà, così da stimolare un flusso creativo, generativo e vitale. «L’evento, non si sviluppa seguendo i modi e i tempi di una progettualità vincolante, ma si dispiega – spiegano gli ideatori – per condivisione e interessi con gli operatori dell’arte selezionati allo scopo, sempre muovendosi in cerca di direzioni inaspettate e di presenze non previste, capaci di sovvertire certezze acquisite».

Dialogo con la città Cazzotto pertanto anche quest’anno, propone un rinnovato dialogo con la città, i suoi cittadini e le sue istituzioni. «I rapporti con Comune di Perugia, Galleria Nazionale dell’Umbria, Curia Vescovile, Accademia delle Belle Arti Pietro Vannucci, Regione Umbria, Banche, sono stati oggetto di indagine e riflessioni, provocando in molti casi corti circuiti e portando alla luce in modo inesorabile discrasie e ipocrisie, ma anche inaspettate aperture e sensibilità, che gli artisti hanno tenuto a sottolineare nei loro interventi». Si è così formato un percorso in cui l’arte è portata nelle strade, a confronto con il passante occasionale alla ricerca di un contatto diretto con il fluire della vita, per ribadire la necessaria insensatezza dell’arte stessa, non rivolta ai soli addetti ai lavori, ma che nasce dall’uomo e all’uomo è destinata.

Sede eventi Queste le sedi degli eventi: Galleria Nazionale Dell’Umbria, Corso Pietro Vannucci 19; via Baglioni, ex Banca Intesa San Paolo – ex Monte dei Paschi Siena; via della Sapienza civici 1-5 e Via Caporali 35/a; Collegio della Sapienza Vecchia, oggi Convitto Onaosi, entrata Via della Sapienza 6; balcone sopra ex-cinema Turreno, Piazza Danti; ingresso agli ascensori dismessi accanto alla Galleria Kennedy, via XIV Settembre; appartamento Azzurro, via della Gabbia, 7, primo piano. Per l’edizione 2019 di Cazzotto è stata comunque individuata un’area definita da tre poli fondamentali: piazza IV Novembre con la Fontana Maggiore dei Pisano, presso cui si trova la Galleria Nazionale dell’Umbria; la centrale via Baglioni in un’area circoscritta da banche dismesse; via della Sapienza, con vari spazi privati su strada, per terminare spettacolarmente col complesso del Collegio della Sapienza, oggi Centro Formativo “Sapienza Vecchia”.

Bellezza e potere Nominalmente i tre poli di Cazzotto vengono declinati in filigrana: se la piccola via dal nome altisonante di Sapienza rimanda ad un passato di profondo significato, non da meno piazza IV Novembre è uno dei luoghi simbolo della bellezza in città, con i capolavori della Fontana Maggiore e il suo messaggio di Buon Governo, con l’arte raccolta nella vicina Galleria Nazionale dell’Umbria e con tutto il patrimonio architettonico in cui è custodita e di cui è circondata. Abbiamo poi nell’area delle banche dismesse di via Baglioni l’evidenza di un potere, quello finanziario-economico, che si riconfigura. La rappresentazione di un sistema sconfinato che si modifica, cambiando di continuo le proprie posizioni e il cui collasso risulta eventualmente solo periferico e marginale. Un potere che forse solo qui e ora sembra diventare archeologia polverosa, quasi kafkiana; altrove continua a manifestarsi pienamente.

Artisti Lo stringente confronto tra ciò che è attivo, energetico e produttivo, con ciò che invece è spento, sconfitto, dimenticato, richiede disposizione, conoscenza e analisi. Sintesi che caratterizza l’operatività di Cazzotto, proprio attraverso il lavoro di artisti dinamici, recettivi e sensibili. Artisti capaci di un sollecito riscontro alle questioni che il contingente va sottoponendo. Diverse le modalità artistiche utilizzate in funzione dei luoghi: azioni ed esposizioni, per di più originali e site specific, raccordate e connesse da azioni performative per rendere fluido il tracciato e le sue diverse tappe. “Cazzotto” insiste nel produrre, insieme alla bellezza dell’arte, dei segnali di tensione, degli allarmi, che si esprimono comunque in modo dialogico, con un approccio che si vuole cordiale, mai repulsivo. Artisti: Giovanni Albanese, Rita Albertini, Valentina Angeli, Andrea Aquilanti, artisti§innocenti, Simone Bertugno, Stefano Bonacci, Francesco Capponi, Mario Consiglio, Giancarlino Benedetti Corcos, Mauro Cuppone, Iginio De Luca, Carlo De Meo, Daniela de Paulis, Mauro Folci, Simona Frillici, Karpuseeler, Hans-Hermann Koopmann, Carl Greenoble, Myriam Laplante, Sandro Mele, Pasquale Polidori, Angelo Pretolani, Luigi Puxeddu, Sara Santarelli, Giuseppe Stampone, Meri Tancredi, Alberto Timossi, Compagnia Colori Proibiti: Francesca Borromeo, Andrea Cerioli, H.E.R., Filippo Metz, Raffaella Montani, Simona Palmiero, Luigi Paolo Patano, regia Stefano Napoli. Allievi ABA Accademia Belle Arti di Perugia: Nevena Delic, Maria Letizia Guastaveglia, Lucia Penza, Giulia Piacci, Filippo Moroni, Francesco Rosati, Isabelle Salari.

Flags/Bandiere Il programma di Cazzotto #3 si apre sinergicamente venerdì 10 maggio su più fronti: un’immagine iconica e straniante di Iginio De Luca sarà visibile sul balcone monumentale del centralissimo ex-CinemaTurreno. Poi l’installazione collettiva “Flags/Bandiere”, creata da Mario Consiglio, Mauro Cuppone, Carlo De Meo e Simona Frillici, per l’area delimitata dalla ex sede del Monte dei Paschi di Siena e dalla ex sede di Intesa San Paolo di Via Baglioni. Per questa realizzazione è stato attivato un progetto artistico di finanziamento che ha coinvolto cittadini scelti tra gli amanti dell’arte e tra coloro che l’arte e la cultura dovrebbero considerare, perfino tra i candidati a sindaco della città. Per la prossimità di Cazzotto #3 con le prossime elezioni amministrative di Perugia, gli organizzatori hanno inteso svolgere un’indagine sul reale interesse per l’arte, in particolare per quella che agisce nello spazio pubblico. L’installazione Flags è quindi catalizzatrice di interventi di vario tipo in un’attività che mette a confronto: arte, cittadini e politica. Con le realizzazioni dei quattro artisti (De Meo, Cuppone, Consiglio, Frillici), le bandiere affisse alle facciate delle due banche dismesse e a due funi che attraversano la via, delineano così un quadrilatero. L’immagine di Carlo De Meo è una bandiera italiana con visibilità da entrambi i lati, da un lato la scritta “ITAL-IA“ dall’altra “AI-LATI” che indica le due facciate laterali delle banche dismesse. Le bandiere di Simona Frillici recano l’immagine di Nadia Murad premio nobel per la pace 2018 per riportare l’attenzione a ciò che non va mai dimenticato: al centro di ogni attività, sia politica che economica devono essere l’uomo e i suoi valori. Mario Consiglio elabora la foto di una banconota da 50 euro, riferimento alla attuale, instabile e critica, situazione socio-politico economica in Europa. Mauro Cuppone pensa delle immagini accattivanti per il passante, foto dal gioco Monopoli: le carte delle Probabilità e degli Imprevisti. L’accostamento al gioco è un riferimento all’imprevedibilità e al non senso del tempo presente.

Opere e installazioni Su via della Sapienza si dispiegano installazioni segnate da un fil rouge a partire dai piccoli ambienti di un ex ristorante e di garage i cui interventi site specific metteranno in rapporto mobilità e immobilità, abitacoli a quattro ruote e presenze incongruenti. Luigi Puxeddu schiera suoi “Elefanti” incombenti e giurassici, Karpuseeler realizza cinque “Puzzle” che, come da titolo “Karpuseeler -Givemefive- feat.Valentina Angeli”, dialogano con cinque dipinti di Valentina Angeli. All’interno del ristorante dismesso da diversi anni, Rita Albertini ha trascorso parte dell’ultimo mese disseminando di tracce artistiche le pareti. Meri Tancredi presenta la sua installazione audio-visiva assai esplicita, “Richieste d’aiuto”. Si giungerà poco oltre al Complesso della Sapienza Vecchia che accoglie il pubblico con visite guidate per gruppi attraverso i suoi variegati ambienti costellati per l’occasione di interventi d’arte mirati, imponenti e microscopici, che rifletteranno intorno alla cura e al trattamento medico, proprio mentre il sito architettonico è investito da ampi interventi di ristrutturazione. Sarà possibile imbattersi in opere di impatto visivo e in inaspettati coaguli di pensiero, in forme attinenti il meraviglioso e in segnaletiche assolute, in un solletico visivo o in lavori di ascendenza scenografica. Si andranno scoprendo piccoli “segni”, della grandezza di un seme, da passare di mano in mano: per una formulazione coinvolgente ed esperienziale. E’ il caso degli affidamenti di Myriam Laplante, Daniela de Paulis, Giovanni Albanese, Sara Santarelli, Giancarlino Benedetti Corcos, Hans-Hermann Koopmann i cui guantoni-cerebrali, e performativi, “BrainBoxers” già in uso nelle precedenti edizioni di Cazzotto, sono ormai a tutti noti. Interventi anche nella corte, in alcune sale, in biblioteca, nei corridoi. Un’installazione di Stefano Bonacci impreziosirà il giardino d’inverno. Mauro Folci proporrà una favola da ascoltare. Il pozzo monumentale dell’architetto Galeazzo Alessi presenterà il suggestivo intervento di Alberto Timossi capace di animare il marmo col fuoco. Andrea Aquilanti andrà proiettando nella cappella di San Gregorio il suo intervento in progress che riparerà con temporanee integrazioni pittoriche le lacune del grande affresco del Giottino. Negli ambienti secolari del complesso architettonico Angelo Pretolani si darà in performativamente “Pronto a Niente”, mentre Pasquale Polidori interverrà con un’azione elaborata intorno all’opera che in contesto teatrale svilupperà rimandi e amplificazioni inusuali. L’intervento di Francesco Capponi “Due minuti a Mezzanotte” che ha riscosso grande attenzione nella precedente edizione di Cazzotto, realizzato in carta stampata bianco/nero e incollato sul varco in legno accanto alla galleria Kennedy, visibile snodo cittadino, per questa nuova edizione del festival, non verrà esattamente restaurato bensì progressivamente ricostruito nelle sue parti mancanti e deteriorate, a mezzo di pittura. Di particolare interesse, quest’anno si prospetta il coinvolgimento del canale televisivo Tef Channell per un progetto in cui alcuni artisti produrranno degli interventi, espressamente concepiti per il pubblico dei telespettatori, una sezione in corso di realizzazione, CazzottoTVTeF. Brevi interventi indipendenti tra loro, espressamente concepiti per il medium, nella possibilità di formulare esperimenti che traggono spunto da un esemplare caso ideato decenni fa da Fabio Mauri.

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