lunedì 14 ottobre - Aggiornato alle 07:45

Ermes show a Popoli e religioni, prima punk poi re delle bufale: «Ora basta fake news»

Al Terni film festival l’operaio e la giornalista di Repubblica Nadotti: «’Post-verità’ parola 2016 dell’Oxford dictionary»

di Mar. Ros.

«Ad utilizzare per la prima volta la parola ‘post verità’, parola 2016 dell’Oxford dictionary, è stato il filosofo italiano Gianni Vattimo, non c’era l’accezione della verità che moriva ma che veniva superata, in qualche modo messa in discussione». Queste le parole della giornalista di Repubblica Cristina Nadotti che ha diviso il palco del Terni film festival Popoli e religioni con il re delle bufale Ermes Maiolica.

LE BUFALE:FOTOGALLERY

LEZIONE POST-VERITÀ: VIDEO

Ermes Maiolica show L’operaio metalmeccanico, di cui Umbria 24 ha già avuto modo di parlare più volte, ha raccontato al pubblico di Popoli e religioni come è cominciata la sua carriera (senza portafoglio) da bufalaro: «Immaginate un super punk con la cresta, uno di quelli contro il sistema, che per la prima volta si siede di fronte al computer e decide di informarsi; non potevo passare per i canali di informazione tradizionali e ritenuti attendibili. Tendevo piuttosto a leggere notizie su quei siti di anti-informazione e verità scomode. Capita allora – racconta – che in gruppo di discussione social un po’ complottista e razzista ho creato la finta citazione di Cecile Kyenge, allora ministro dell’Integrazione: ‘Le case popolari prima agli immigrati e ai rettiliani’. Nessuno ha pensato che potesse non essere vero, neppure la parola rettiliani ha frenato il post divenuto virale, cioè qualcuno ha creduto davvero che il ministro potesse dare alloggi popolari agli alieni? Oppure hanno pensato che fossero africani? No- si risponde Ermes -, semplicemente quasi nessuno ha letto fino in fondo il post ma ha condiviso».

La metamorfosi della verità Come spiega la Nadotti infatti: «Prima dovevamo utilizzare il gomito per informarci – dice facendo il gesto di sfogliare un giornale -, oggi basta un click ed è molto più semplice». «Mettere un mi piace e condividere peraltro non costa nulla – aggiunge il direttore artistico Arnaldo Casali». Fatto sta che Ermes, il post della Kyenge come altri, se li ritrovava nei siti che aveva scelto per informarsi e da lì la molla per avviare questa goliardica, quanto geniale attività. Oggi, dopo sei anni, conosce benissimo i meccanismi e declina le sue azioni in post-verità, pregiudizi confermati e ‘camere dell’eco’. La giornalista: «Ermes sa esattamente come muoversi in rete tra notizie inventate, citazioni false, finte morti di vip e curiosi allarmismi, celebre quello del coccodrillo nel Nera: «Creai un video super fake e molto trash che mostrava un coccodrillo nel Nera. Alcuni giornali, pur mantenendo la notizia sul piano del dubbio, la riportarono e allora per dare maggiore credibilità a quella bufala, di notte ho tappezzato il lungo Nera con cartelli che annunciavano ‘pericolo coccodrillo’ (con tanto di logo del Comune di Terni e finto numero di autorizzazione).

Terni film festival 2017 Sul maxischermo del cinema Politeama proiettate le più famose bufale di Ermes Maiolica, esilaranti le finte pubblicità: ‘Cedrata Tassoni, da sempre senza olio di palma’, ‘Il grifetto’ (finto pampepato della Perugina) e quella dei frigoriferi Smeg piaciuta a Fabio Rovazzi, ma anche la finta locandina in edicola che tra le altre cose riportava ‘Collescipoli, nuova meta del sesso’». Nella sua umiltà Ermes è un personaggio simbolo dei nostri tempi e quindi bene si inserisce in questa ‘Metamorfosi’ proposta dalla 13esima edizione di Popoli e religioni: «Sono operaio metalmeccanico, di Terni e anche piuttosto grezzo». La Nadotti lo esalta: «Sai parlare al pubblico, sai come richiamare l’attenzione perché giochi sull’emozione, lo scarso senso critico degli utenti è tuo complice come la velocità, giochi sui campanilismi e scrivi notizie di pancia, quelle da ‘pikkolo angielo’». Vero o no, comunque, Ermes ha annunciato che con le fake news ha chiuso: «Basta, ora il problema è emerso, ho svegliato le coscienze; mi dedico piuttosto a debellare il fenomeno, lavoro per la pagina Facebook ‘Bufale e dintorni’».

@martarosati28

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