martedì 20 agosto - Aggiornato alle 04:02

È morto ad Assisi il regista Alberto Sironi: addio al ‘secondo padre’ di Montalbano

Aveva 79 anni ed era sposato con Lucia Fiumi. Forte il suo legame con l’Umbria: «Quello che non è stato ancora raccontato di questa regione è la sua meravigliosa  gente»

A meno di due settimane dalla morte di Andrea Camilleri, è morto a 79 ad Assisi Alberto Sironi, storico regista dei film tv basati sui romanzi dello scrittore siciliano. I funerali si terranno mercoledì a mezzogiorno ad Assisi nella chiesa di San Rufino. Nella cittadina umbra viveva con Lucia Fiumi, l’organizzatrice di eventi assisana che Sironi aveva sposato nel 2015. Lombardo di Busto Arsizio, fu proprio il regista a scegliere Luca Zingaretti per il ruolo del celeberrimo commissario di Vigata. La vita professionale di Sironi era iniziata a Milano, dove si era formato alla scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro; poi, a partire dagli anni ‘70, le collaborazioni con la Rai per la quale realizzò inchieste e reportage in Italia e all’estero. L’esordio da regista risale al 1978, quando dalla raccolta i racconti «Il centodelitti» trasse due telefilm.

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La lunga carriera Sempre per la Rai diresse nel 1995 la fiction sulla vita di Fausto Coppi («Il grande Fausto»); poi, quattro anni più tardi, il primo dei film tv con Zingaretti nei panni di Montalbano. Un rapporto andato avanti fino all’ultimo ciak del 26 luglio scorso, quando è stato proprio l’attore a mettersi dietro la macchina da presa dopo che Sironi aveva scoperto di essere malato. Per i nuovi episodi che andranno in onda nel 2020 sono stati adattati «La rete di protezione», scritto da Camilleri nel 2017, «Il metodo Catalanotti» (uscito nell’estate 2018) e «”Salvo amato”… “Livia mia”», dove al centro c’è la relazione tra Montalbano e la sua eterna fidanzata Livia.

Sironi e l’Umbria Così Sironi diceva dell’Umbria: «Quello che non è stato ancora raccontato dell’Umbria è la sua gente. Bisogna raccontarla perché questo ancora nel cinema non c’è. Gli umbri sono un popolo particolare che sembra chiuso e difficile da raccontare, ma non è vero. Ho trovato gente meravigliosa tanto da aver conosciuto una donna umbra e la vita per me è poi cambiata». «Ciao amore mio», è il commento lasciato dalla moglie per un saluto su Facebook con tanto di foto insieme.

Il cordoglio Sironi era stato per due edizioni (nel 2004 e nel 2007) giurato del Calendimaggio di Assisi e tra i messaggi di cordoglio c’è anche quello di Lanfranco Pecetta, presidente dell’Ente Calendimaggio, e del sindaco di Assisi Stefania Proietti: «La scomparsa di Alberto Sironi lascia un grande vuoto nella comunità di Assisi e nel mondo della cultura italiana. Tutti noi sentiremo la sua mancanza». L’ex sindaco Claudio Ricci ricorda invece «l’amicizia sempre viva e autentica». «Alberto era un artista – scrive poi la presidente del consiglio regionale Donatella Porzi – un genio della televisione e della comunicazione, che trascorreva in Umbria molto del suo tempo. Il suo legame con la nostra regione era forte e profondo, amava la nostra terra e si è sempre reso disponibile a tutte le iniziative che la potessero valorizzare e celebrare, mettendo a disposizione la sua figura e la sua esperienza, la sua competenza e professionalità con umiltà e gentilezza. Amava il nostro territorio e la nostra gente, che voleva capire e raccontare».

Paparelli «Profondo cordoglio» lo esprime anche il presidente della Regione Fabio Paparelli: «Ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere Sironi lo scorso anno – dice – in occasione della Mostra del cinema di Venezia e ricordo lo slancio e la generosità con cui, in occasione di due eventi organizzati in collaborazione con l’Assessorato al Turismo-Umbria Film Commission, si fece interprete e testimonial della nostra terra e delle opportunità che è in grado di offrire anche in campo cinematografico».

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