venerdì 19 aprile - Aggiornato alle 16:30

Donne che resistono nei territori colpiti dal terremoto: presentazione del documentario ‘Io prometto’

Dopo l’anteprima a L’Aquila il lungometraggio indipendente sarà presentato anche a Perugia, da Umbrò: le storie di Antonietta, Valentina, Patrizia e Assunta

La locandina del documentario 'Io prometto'

di D.N.

Antonietta, Valentina, Patrizia e Assunta. Ad accomunare queste quattro donne sono la provenienza – arrivano infatti da territori del Centro Italia colpiti dal terremoto come L’Aquila, Ussita e Campotosto – e la voglia di reagire e di ripartire, non abbandonando quegli stessi luoghi feriti dal sisma. La resistenza di queste donne, la loro memoria, la loro amicizie e le loro speranze è ciò che viene raccontato attraverso le immagini del documentario indipendente di Cecilia Fasciani. ‘Io prometto’ è il titolo del lungometraggio autoprodotto e finanziato attraverso un’operazione di crowdfunding e che venerdì 18 gennaio, dopo l’anteprima del 9 ottobre scorso a L’Aquila, sarà presentato anche a Perugia, nei locali di Umbrò (ore 21, ingresso libero).

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Io prometto «Ad oggi la situazione nelle zone colpite dai terremoti nel Centro Italia è disastrosa, con molti piccoli paesi che rischiano di non tornare più quello che erano prima delle scosse. Passata l’ondata mediatica, sembra che questa situazione non interessi più» spiega la filmaker aquilana per poi aggiungere: «Ma ci sono tante persone che, rimaste sul territorio, si impegnano ogni giorno per far sì che la loro terra torni a vivere». Per questo motivo la regista ha pensato di raccontare tutto questo attraverso ‘Io prometto’. Il documentario racconta quattro storie di resistenza quotidiana che Fasciani e la sua troupe, composta da giovani professionisti, hanno conosciuto, ascoltato, e vissuto con le stesse protagoniste. Campotosto, Ussita e L’Aquila sono le località dove sono andati a girare a bordo di un camper. «In particolare – afferma ancora la regista –, la narrazione ruota attorno alle storie di Assunta Perilli, Patrizia Vita, Valentina Valleriani e Antonietta Centofanti, a come hanno reagito e continuano a reagire alla tragedia: perché hanno deciso di restare, come hanno lottato e continuano a lottare ogni giorno, come hanno creato reti di solidarietà tra i paesi e le città colpite, come vengono promossi incontri, raccolte fondi, dibattiti».

Protagoniste Una delle quattro protagoniste è Antonietta, attiva in vari comitati aquilani e promotrice del Comitato Familiari Vittime della Casa dello Studente, dove il 6 aprile 2009 è morto suo nipote Davide insieme ad altri sette ragazzi. Valentina, poi, fa parte del Comitato Donne Terre-Mutate e si batte all’Aquila per la creazione di una Casa delle Donne. Patrizia è invece la protagonista di Ussita: qui, nel Parco dei Monti Sibillini, prima del terremoto del 30 ottobre 2016 gestiva un bed and breakfast, ora non ha più né casa né lavoro. Infine c’è Assunta Perilli, tessitrice al telaio a Campotosto, paese dell’Aquilano distrutto dal sisma del 2016. La sua bottega nacque dopo il ritrovamento dell’antico telaio in legno della nonna ma dopo il terremoto tutto è stato messo in discussione; tutto tranne la sua determinazione a restare: «La tessitura a mano di alta montagna – racconta – deve restare nei suoi luoghi unici».

Incontro E proprio Assunta Perilli sarà presente sabato 19 gennaio presso l’Atelier di Susanna Cati SCD Textil & Art in Via Bramante 22/n a Perugia, dalle ore 16 alle 19. Assunta vive e lavora a Campotosto come nel film racconta, dove si occupa da oltre 10 anni di tessitura a mano e di lavorazioni tradizionali della lana, del lino e della canapa. Appresi i rudimenti del mestiere dalle tradizioni orali della sua terra e dal sapere delle anziane artigiane, tende, tra l’altro, a ricostruire, su telai originali d’epoca, gli antichi tessuti delle montagne dell’Appenino Centrale. Anche questa, sempre ad ingresso gratuito, una opportunità unica per incontrare una testimonianza di cultura, passione femminile e tenacia.

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