martedì 17 settembre - Aggiornato alle 21:51

Dna degli italiani più variegato d’Europa: «Risultato di migrazioni e mescolamenti»

Studio su 1.500 volontari cui ha preso parte l’Università di Perugia: «Variabilità lungo l’asse nord-sud»

La distribuzione dei ceppi di Dna in Italia

«L’elevata variabilità riscontrata in Italia, non è altro che il risultato di numerosi mescolamenti e migrazioni avvenuti fin da tempi antichi» con «un quadro molto più complesso di quanto è possibile osservare nel resto dell’Europa». È una delle conclusioni a cui è giunto uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Science Advances, che ha analizzato le informazioni contenute nel Dna degli Italiani per ricostruire eventi passati di mescolamento e migrazioni.

Unipg nel pool La ricerca è frutto di una collaborazione tra diversi istituti di ricerca italiani ed esteri, coordinati dai genetisti del Dipartimento di Zoologia dell’Università di Oxford, del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani” dell’Università di Pavia e dell’Istituto Italiano per la Medicina Genomica di Torino. Allo studio hanno contribuito anche ricercatori afferenti al Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia (storia genetica degli Europei – Hovirag Lancioni e Irene Cardinali) e ha coinvolto più di 1.500 volontari, provenienti da tutte le regioni d’Italia, che sono stati analizzati per oltre 200 mila polimorfismi del Dna.

Lo studio Queste varianti genetiche sono state comparate tra loro e con quelle provenienti da molte altre popolazioni europee, mediorientali e africane. Da tale confronto è stato possibile identificare gruppi genetici simili e di ricostruire luogo e tempo in cui queste componenti si sono originate. I risultati mostrano una distribuzione della variabilità genetica degli italiani lungo l’asse nord-sud con gruppi di campioni che si discostano nettamente (Sardegna), rispecchiando pertanto la geografia del paese. Oltre ai tre gruppi ancestrali comuni a tutti gli Europei – i cacciatori-raccoglitori del Mesolitico, gli agricoltori neolitici di origine mediorientale e gli allevatori di cavalli dell’Età del Bronzo -, nel genoma degli Italiani sono state identificate per la prima volta tracce genetiche di un quarto gruppo ancestrale, geneticamente simile a popolazioni moderne della regione del Caucaso. Questa componente sarebbe giunta nella nostra penisola, passando dal Sud Italia, intorno 5000 anni fa.

 

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