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‘Disputa sul corpo di Mosè’, ritrova il suo splendore il dipinto di Mariano Guardabassi

Restaurata l’opera, con dimensioni di pala d’altare, custodita nell’Accademia di Belle Arti di Perugia e che raffigura un tema non frequente come la morte di Mosè

Giovanni Manuali, Conservatore dei beni dell'Accademia, davanti al dipinto restaurato
Manuali, conservatore dei beni dell'Accademia, davanti al dipinto restaurato

di D.N.

‘La disputa sul corpo di Mosè’ ritrova il suo splendore. Il dipinto su tela di Mariano Guardabassi (1859 – 1872), un’opera custodita nei depositi dell’Accademia di Belle Arti ‘Pietro Vannucci’ di Perugia, fresco di restauro, è stato presentato il 9 febbraio nella biblioteca storica dell’antica istituzione. Dopo i saluti del consigliere comunale Francesco Vignaroli in rappresentanza dell’amministrazione comunale, tra i soci fondatori dell’Accademia, ad introdurre gli interventi è stato il Conservatore dei beni, Giovanni Manuali: «Abbiamo riscoperto un dipinto il cui soggetto è molto raro, attribuito dai documenti del nostro archivio storico a Mariano Guardabassi, donato dall’artista insieme al bozzetto».

Rastauro Ad illustrare le operazioni di restauro, eseguite nel corso del 2017 dalla Coobec presso il proprio laboratorio di Spoleto – diretto dal dottor Giovanni Luca Delogu della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria – è stato Bruno Bruni: «Il dipinto raffigura un tema non frequente ‘La morte di Mosè’, ed ha le dimensioni di una pala d’altare. Era conservato nei depositi dell’Accademia in uno stato di conservazione precario che ne impediva di apprezzare le qualità stilistiche e formali. La tela era precariamente montata su un telaio ligneo e del tutto priva di tensione pur essendo stata rifoderata in passato. La superficie presentava lacune diffuse, specie nella zona inferiore, e la leggibilità era compromessa da consistenti depositi di polvere, da una vernice fortemente ingiallita e dalla presenza di alcune ridipinture. L’intervento ha risolto i problemi conservativi, attraverso una nuova foderata a colla pasta e tela di lino, in sostituzione di quella presente eseguita a cera, e i problemi estetici attraverso la pulitura della superficie pittorica, la stuccatura di alcune lacune particolarmente invasive e alla loro reintegrazione, l’abbassamento di tono delle altre lacune diffuse e la verniciatura protettiva, restituendo una buona leggibilità al testo pittorico».

Donazioni famiglia Guardabassi Serena Innamorati, ispettore archivistico onorario, con ‘Per Perugia e per l’Italia: il significato delle donazioni della famiglia Guardabassi’, ha ripercorso i lasciti dell’illustre famiglia perugina. Tra questi: il calco del Lacoonte, ancora oggi visibile nella prestigiosa gipsoteca del Museo dell’Accademia; il prezioso Gabinetto di antichità firmato da Mariano, che è andato a costituire oggi gran parte del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria, tutto il suo archivio privato, numerosi quadri e una cospicua elargizione in denaro all’asilo d’infanzia Santa Croce, primo asilo laico, fondato dai perugini all’indomani dell’Unità d’Italia nel 1861 e tutt’ora esistente; la collezione delle 71 marionette, costruite e disegnate da Anna Maria Manganelli Guardabassi ora esposte permanentemente al Teatro della nostra città; la raccolta delle armi della famiglia, alcuni tra i quadri più belli della collezione privata tra i quali spicca quel ‘Ritratto di famiglia’, dipinto da Mariano, con al centro il patriota Francesco Guardabassi circondato dai figli Mariano, Giunio e Vittoria, ed infine la ricca biblioteca contenente opere antiche tra le quali una ‘Divina Commedia’ commentata da Cristoforo Landino del 1564 oltre che preziosi testi del Settecento italiano e francese.

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