giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 14:00

Davydtchenko torna a Palazzo Lucarini: in mostra un’altra fantasia distopica sui mali del capitalismo globalizzato

Con ‘Perftoran’ l’estremo e sovversivo artista russo completa, al centro d’arte trevano, il percorso provocatorio iniziato lo scorso anno, riflettendo ora sul potere delle multinazionali farmaceutiche

Perftoran, mostra di Davydtchenko a Trevi

di Dan. Nar.

Non era stata una mostra-performace come tante altre. Aveva lasciato il segno lo scorso anno a Trevi Petr Davydtchenko. L’artista russo torna ora a Palazzo Lucarini inscenando un’altra fantasia distopica sui mali del capitalismo globalizzato. Il 4 luglio, alle 19 a Palazzo Lucarini Contemporary, apre Perftoran, mostra personale di Davydtchenko, che completa il percorso lì iniziato nel 2019, con Millennium Worm. Questa volta, però, oltre a una pungente riflessione su questioni legate al consumo di cibo e agli abusi del progresso, Davydtchenko allarga la sua analisi agli effetti – su scala planetaria – del potere delle multinazionali farmaceutiche.

Controverso ed estremo I due filoni di ricerca confluiranno in una struttura ambientale e percorribile, a metà fra un’installazione-archivio e una scultura-laboratorio, fervente di attività per tutta la durata della mostra. Documenti, video, performance, infatti, saranno accessibili da un articolato sistema di tavoli e sedute che si snoda nelle sale di Palazzo Lucarini e che mira a sollecitare l’uscita dalla passività del pubblico. Ancora una proposta controversa ed estrema, quindi, di uno fra i più radicali e inafferrabili artisti internazionali delle sua generazione, che anche questa volta non mancherà di suscitare dubbi e discussioni.

Davydtchenko Petr Davydtchenko (1986) è nato ad Arzamas-16 (ora Sarov), una “città chiusa” della Russia europea. Cresciuto a San Pietroburgo, ha vissuto l’ostilità di gruppi di estrema destra di quella città, prima di trasferirsi in Europa, dove ha completato i suoi studi e sviluppato una pratica artistica che reinterpreta i codici sociali attraverso una personale rielaborazione dell’estetica totalitaria. Dal 2016 al 2019 si è focalizzato su un lungo esperimento sociale ed esistenziale, scegliendo di vivere ai margini del sistema capitalistico, cibandosi solo di animali uccisi accidentalmente dagli automobilisti lungo le strade di Maubourguet, nel Sud della Francia, dove attualmente risiede. La sua ricerca artistica – tra sovversione, archivistica e critica sociale – si è trasformata in un caso-studio ideologico, analizzato da accademici interdisciplinari, che teorizzano una realtà socio-economica alternativa. Davydtchenko è anche il protagonista di Autonomous, un lungometraggio documentario diretto da Ian Henry, che uscirà su DVD, Blu-ray e servizi di streaming online nell’estate 2020.

Info e orari Curata da Maurizio Coccia con apparati didattici di Mara Predicatori, la mostra sarà inaugurata con evento su prenotazione. Dal 5 luglio al 20 agosto gli ingressi saranno possibili dal venerdì alla domenica, 15:30 – 18:30, con visite contingentate all’ingresso. Segreteria: Associazione Culturale “Palazzo Lucarini Contemporary” (Presidente Giovanni Curti). Ente patrocinatore: Comune di Trevi (Sindaco Bernardino Sperandio). Con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno. Info e prenotazioni: 338.6772711 (solo per l’inaugurazione); [email protected]

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